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Reddito di cittadinanza, ecco quanti miliardi ci è costato

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Quasi 26 miliardi di euro in poco più di tre anni. Questa è la cifra monstre servita a finanziare il reddito di cittadinanza da aprile 2019 a settembre 2022. A rivelarlo il report Inps “L’Italia nei dati amministrativi”, secondo cui le persone coinvolte sono state fino ad ora 5,03 milioni, a fronte di 2,25 milioni di nuclei familiari, con un’erogazione totale pari a 25,89 miliardi.

Lo stesso report Inps, chiarisce poi come più della metà dei percettori assistiti sin dall’introduzione del provvedimento benefici ancora oggi del sussidio. Nel dettaglio, su una platea di 860 mila nuclei familiari che percepivano l’assegno già dalla primavera 2019, ben 457 mila ne beneficiano tuttora, ovvero il 53%. In pratica, a distanza di quasi tre anni e mezzo dall’introduzione della misura più della metà dei percettori imperversa ancora nella medesima situazione di bisogno dell’aprile 2019.

Ciò certifica, laddove ve ne fosse la necessità, il fallimento delle politiche attive contenute nel provvedimento caro al Movimento Cinque Stelle. Secondo le previsioni iniziali, infatti, oltre a fronteggiare la povertà e l’emarginazione sociale, il reddito di cittadinanza avrebbe dovuto garantire ai percettori un ingresso o un ricollocamento nel mercato del lavoro. Obiettivo tuttavia miseramente fallito, perché la misura non solo non è riuscita ad accompagnare i beneficiari nel mondo del lavoro, ma spesso e volentieri si è rivelata essere un vera e propria alternativa al lavoro. Più che accompagnarli, il reddito di cittadinanza è quindi servito ad allontanare i beneficiari dal mercato del lavoro.

I quasi 26 miliardi di euro stanziati dai vari governi succedutisi in questi tre anni per finanziare il sussidio sono dunque da ricondurre quasi completamente alla voce ‘assistenzialismo’. Perché tale si è rivelata la misura pensata e voluta dai Cinque stelle: uno strumento meramente assistenziale utile, in talune occasioni ad arginare situazioni di effettivo disagio, in molte altre a far sì che si approfittasse fraudolentemente dei denari gentilmente elargiti dallo Stato.

Salvatore Di Bartolo, 17 novembre 2022