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Reddito di cittadinanza, toglietelo ai giovani per darlo alle famiglie

La misura grillina per i giovani non solo è sbagliata ma trasmette un messaggio devastante, per questo va abolito

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I limiti, le contraddizioni e gli sprechi legati al reddito di cittadinanza sono ormai sotto gli occhi di tutti, ogni giorno si scoprono nuove truffe ai danni dello Stato da parte di mafiosi, finti nullatenenti, stranieri che percepiscono il reddito di cittadinanza senza averne diritto. È il risultato di una misura errata non solo nella sostanza ma anche nella forma che, per come è concepita, andrebbe abolita introducendo un sostegno a chi è davvero in difficoltà con ben altri criteri e modalità.

Partendo dal presupposto dell’imprescindibile riforma dei criteri di assegnazione, alla luce del muro del M5s all’abolizione completa del Rdc, una soluzione da adottare nell’immediato sarebbe la sua eliminazione per i giovani under 30. Se corrispondere un reddito a una persona di 50/60 anni che rimane senza lavoro o è disoccupato ha una sua motivazione, l’assistenzialismo verso i giovani non solo è sbagliato ma trasmette un messaggio devastante. Così facendo si fa passare l’idea che sia più conveniente richiedere un sussidio senza far nulla invece di cercare un lavoro.

La carenza di forza lavoro in tanti settori denunciata quotidianamente da molte associazioni di categoria, deriva anche dal fatto che una buona parte dei percettori del reddito di cittadinanza under 30 preferiscono non svolgere lavori che implicano sacrificio e che considerano non sufficientemente qualificati. Se non ci fosse il sussidio grillino, molti di loro dovrebbero cercare con più convinzione un’occupazione, cosa che al momento non sempre avviene.

Cancellare il reddito di cittadinanza per gli under 30, comporterebbe inoltre uno sblocco di risorse da destinare alle spese per la famiglia anche alla luce dell’approvazione dell’assegno unico che dimentica le classi medie e appare ben poca cosa rispetto a quanto servirebbe per incentivare la natalità e aiutare i giovani a dar vita a una propria famiglia.

Francesco Giubilei, 19 novembre 2021