Regionali: occhio alla Toscana e al trucchetto del Pd

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Il politico israeliano Shimon Peres sosteneva che «i sondaggi sono come i profumi, si annusano ma non si bevono». Le rilevazioni sugli orientamenti di voto prefigurano una vittoria del centrodestra alle prossime elezioni regionali del 20 e 21 settembre con il successo in Veneto, Liguria, Marche, Puglia e con l’equilibrio inatteso di forze in Toscana. Ma nella regione simbolo della sinistra, la Toscana, è opportuno affidarsi alla prudenza senza lasciarsi ingannare dall’aroma seducente che promana dalla indagini demoscopiche. Sulla Toscana pare profilarsi un testa a testa fra il dem Eugenio Giani e la leghista Susanna Ceccardi con la misurazione preventiva delle intenzioni di voto che attesta un divario di un solo punto.

Rendere contendibile una regione storicamente ancorata a sinistra indica una tendenza che ridisegna le logiche di espressione del voto, affievolendo le rendite di posizioni derivanti da appartenenze sempre meno solide. Espugnare la roccaforte rossa provocherebbe un trauma politico ai nostalgici del Pd ed effetti dissolutivi sulla maggioranza rossogialla che governa il Paese. Se prevalesse il centrodestra si scatenerebbe un effetto domino che non risparmierebbe Conte e la sgangherata maggioranza che lo sorregge. Tuttavia, voci di corridoio, intercettate fra i dirigenti del Nazareno, giudicano il sondaggio, che assegna incertezza sull’esito della competizione toscana, in termini positivi. Il ragionamento si fonda sulla necessità di contenere le aspettative, simulando una difficoltà, per enfatizzare la vittoria e mascherare la débâcle sostanziale dell’appuntamento elettorale.

L’atteggiamento scettico sull’esito del voto in Toscana potrebbe obbedire ad una tecnica psicologica per gestire le reazioni al risultato:
1. Il Pd perde ma non avendo caricato di aspettative trionfanti l’esito non si genera delusione.
2. Il Pd vince procurandosi un effetto sorpresa che mobilita un eccitazione emotiva, tramutando l’ovvio (la vittoria in Toscana) in straordinario e manipolando la percezione complessiva del risultato che lo vede in realtà soccombente.

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8 Commenti

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  1. Il trucchetto che temo dal PD, non riguarda l’aspetto psicologico. Temo molto di più il truccone che riguarda la manipolazione delle urne, la compera di voti ed i ricatti ad personam.

  2. Non credo si tratta di trucchetti. Abbiamo una regione nella quale il PCI-PDS-PD e quant’altro è un tutt’uno con il sistema produttivo. I Clientes sono l’80% dei toscani. Solo un miracolo può fare vincere la destra.

  3. Visto e considerato che questi della sinistra sono sempre pronti a tirare tranelli,anche questa volta la faranno franca il loro elettorato quando ce da votare non manca mai , a costo di passare casa per casa, ecc… la sinistra italiana se non la becchi in fallo, non la stani sono peggio dei topi ,mandano avanti sempre quelli più vecchi .Il potere a fatto si che questi politici non spariranno per ora purtroppo.

  4. Non venga/vada domani,carissima…che il tutto è rimandato al 24 settembre…e non speri di trovare x quella data notizia nè quà ne in altro giornale…’stona’ parlarne soprattutto appena finita l’elezione in alcune regioni e nel referendum.NB:Potrei anche ‘spericolarmi’ ad immaginare chi può averli,gli ‘analfabeti’ Calabri,’imparati’ a ‘comprare’ siringhe a quel prezzo ma…Ferruccio ci ‘ricorda’ che non si può uccidere un uomo morto:o ai domiciliari.

  5. Analisi perfetta. In Emilia Romagna erano ricorsi alle sardine come elemento esterno di disturbo che ha motivato anche i sinistri riottosi a votare. Questa volta hanno fatto filtrare sondaggi tarocchi sempre per svegliare la sinistra delusa. Infatti ai comizi straparlano di “votare per fermare le destre come fossero il male assoluto”. Non illudiamoci i toscani sono ormai assuefatti a questo sistema magmatico e similmafioso che fa temere loro di perdere non so cosa. Toscani abbiate coraggio

    • in Emilia-Romagna Bonaccini ha vinto contro il fantasma di Salvini. La Borgonzoni poi, amava tanto la sua Regione che è scappata a Roma ad occupare una poltrona ben più remunerativa di quella di consigliere regionale. Quando si parla di poltronari…………………….

  6. Veramente è la stessa identica tecnica che hanno già usato per l’Emilia. Anche lì, la regione più rossa d’Italia, hanno fatto finta di avere dei dubbi e di dover mobilitare i bimbiminkia in scatola per creare un fasullo senso di battaglia finale con un po’ di suspense e pompare al massimo la fesseria del vento che cambia grazie alle sardine, un po’ come se la Juve fingesse per una settimana di avere paura della squadra di serie C per poi esultare per la vittoria. Così, abilmente, hanno fatto in modo che nessuno si accorgesse che, proprio vincendo a stento nell’unica situazione in cui doveva esserci la goleada, non hanno fatto altro che rimarcare la loro crisi profonda e lo schifo che gli elettori ormai hanno dei loro intrallazzi massonici. Ma il punto di forza della sinistra è che riesce sempre a imporre, anche alla stessa destra, il proprio gioco, le proprie regole e la propria semantica farneticante.

  7. ma chi scrive un articolo in questa maniera con questo titolo e con una conclusione secondo me va radiato anche dall’albo dei calciatori Panini….e non sono neanche uno di sinistra

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