L’abc dell’economia e della finanza (Adriano Teso) - Seconda parte





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Ecco perché il libro di Adriano Teso, L’abc dell’economia e della finanza, rappresenta una bella boccata di aria fresca. Teso ha il vantaggio di aver visto le due parti in commedia: quella dell’imprendi-tore e quella del decisore politico. Ha un solido impianto liberale. E, parafrasando Einaudi, ha deciso di scrivere un libro tentando di «semplificare per far conoscere». Insomma cerca di spazzare via, in una rapida cavalcata sui temi che oggi più ci interessano, tutta quella incrostatone dottrinaria che ci fa perdere di vista l’orizzonte, dalla definizione stessa di economia, al mercato del lavoro, alla finanza, e ci riporta alla base del ragiona-mento: semplificare per capire. L’Abc dell’economia e della finanza parte, dunque, da un’impostazione metodologica azzeccata: parlare semplice e con un tratto liberale.

Nicola Porro, 22 settembre 2019


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7 Commenti

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  1. Ai tempi dei primi anni di università, ci fu detto abbastanza chiaramente che la microeconomia “funzionava”, ed era generalmente empiricamente verificata.
    La macroeconomia no.
    Quella keynesiana, ovviamente, visto che altro non veniva nemmeno detto esistesse.

    Per come la vedo io, gli aggregati contano, non è questo il problema.
    ll problema è che la macro keynesiana ignora troppe cose fondamentali:
    -il ruolo dei prezzi di mercato, quando tratta la spesa pubblica.
    -la dimensione intertemporale dell’economia e delle sue scelte. Non siamo morti. Siamo vivi, e paghiamo le scelte di lungo periodo fatte anche molto tempo addietro.
    -il ruolo del capitale, come principale espressione di questa dimensione temporale.

    Il problema, quindi, è che dal punto di vista teorico con l’economia keynesiana si è imboccato un binario sostanzialmente sbagliato.
    Perchè prima, in realtà, di cose intelligenti ne erano state dette parecchie, anche se c’era ancora non poco da capire.
    Ma il “principe” non vuole abbandonare questo binario, cosa che sarebbe necessaria ai fini di migliorare realmente la conoscenza economica, perchè è il binario che ne giustifica ruolo e potere.

    Dal punto di vista “pratico”, invece, il problema principale riguarda le “formule matematiche”.
    Che in realtà di matematico hanno poco, trattandosi di espressioni ed analisi di carattere generalmente statistico.
    E qui il discorso è ancora più complesso e grave: anche in ambienti “istruiti”, la statistica viene usata a sproposito, senza rispettarla.
    Ci si illude di trovare nei dati e nelle analisi un’affidabilità, ed una conferma delle teorie, che in realtà non c’è affatto.
    I limiti di tali strumenti sono noti, ma vengono ignorati, perchè altrimenti non si potrebbe semplicemente fare analisi e teoria economica nel modo in cui viene fatto.
    Cioè ciò che, in realtà, andrebbe fatto.

  2. Se si pensa che,in Occidente,ci si è dotati di un apparato definito “macroeconomico” per poterci permettere di vivere al di sopra delle nostre possibilità,creando un sistema di welfare che permette la disoccupazione illimitata e sfamarci tutti con creazione di un’economia consumistica,soltanto per 1 miliardo di persone. Ora è arrivato il momento di porsi le domande per come estenderlo.
    La scelta più semplice vedrebbe nello sterminio di qualche miliardo di persone per mantenere la nostra facoltà di oziare credendoci degli sfruttati e vedere i nostri figli comodamente circondati dalla bambagia.
    Da un articolo di un giornalista molto impegnato a renderci edotti sulle migrazioni,soltanto nella loro parte finale che vede nelle nostre coste il palcoscenico,quando si riporta sul terreno dei suoi studi e di laurea magistrale mi aspetto una disamina sul futuro(nn dico di tutti che uno può anche sbattersene le palle di quelli altrui, anche se legati ad un comune destino), dei suoi figli più che una esegesi di ciò che ci ha sorretto fin dai tempi di Keynes.
    Tempi oramai stra-superati.
    A mio parere,s’intende.

  3. Sull’introduzione all’argomento ci sono molti saggi; in particolare, secondo me, eccellenti testi per capire i meccanismi dell’economia, sono i seguenti:

    L’ECONOMIA IN UNA LEZIONE di Henry Hazlitt
    https://www.ibs.it/economia-di-lezione-capire-fondamenti-libro-henry-hazlitt/e/9788864400570?inventoryId=45808811

    – L’ECONOMIA DELLA FARFALLA di Paul Ormerod
    http://www.liberalismowhig.com/2014/01/18/leconomia-non-e-unequazione/

    – IL MISTERO DEL CAPITALE di Hernando de Sono
    http://www.liberalismowhig.com/2014/06/28/valore-e-capitale-umano/

    Cordialmente, Tullio

  4. ben venga parlare semplice e liberale. tutto condivisibile, tranne l’odioso uso di “affatto” al posto di “nient’affatto”

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