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Ripresa 4.0: Open Fiber con Aspi per cablare l’Italia

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LItalia ha bisogno di digitalizzarsi per favorire lo sviluppo delle sue imprese, loccupazione e migliorare i servizi pubblici, ma le materie prime sono sempre più costose a causa della guerra in Ucraina, le imprese sono in difficoltà e la manodopera nei cantieri scarseggia. Da qui la risposta di sistema offerta da Open Fiber e Autostrade per lItalia (Aspi) che hanno deciso di unire i rispettivi know how per creare un consorzio appositamente dedicato a completare la fibra ultraveloce nel nostro Paese. A questo si aggiunge una partnership strategica per proiettare la Penisola nel futuro della mobilità, della transizione digitale e delle smart cities. Lalleanza segna inoltre lavvio di stagione di nuove sinergie tra i grandi player italiani: con il perfezionamento della cessione da parte del gruppo Benetton, Aspi ha ora raggiunto Open Fiber nellorbita di Cassa Depositi & Prestiti.  Questo accordo è il frutto della condivisione di unidea della mobilità del futuro, per rendere più smart processi e applicazioni non solo nelle città e nei borghi, ma anche in strade, autostrade e porti. Ciò rientra nella strategia di Open Fiber che va oltre la connettività di case e distretti industriali, nellottica dellinfrastrutturazione digitale complessiva del Paese”, spiega lad di Open Fiber, Mario Rossetti rimarcando la priorità di risolvere il digital divide anche nelle aree finora penalizzate dalla difficoltà di accedere ai servizi di connettività.

 

A caccia di tecnici per i cablaggi

Mario Rossetti, amministratore delegato di Open Fiber

Quanto allesigenza di reperire con rapidità nuova manodopera specializzata, Open Fiber e Aspi (tramite la controllata per le costruzioni Amplia Infrastructures) insieme a Ciel (socirtà specializzata negli impianti tecnologici) hanno dato vita a un Consorzio – chiamato Open Fiber Network Solutions – che provvederà allassunzione e alla formazione delle figure professionali necessarie nei cantieri affidati a Open Fiber: le squadre di tecnici saranno operative a partire da giugno e, a regime, il raggruppamento metterà in campo circa mille persone. Una mossa decisiva per contribuire a risolvere la situazione degli attuali colli di bottiglia che rallentano il settore. 

 

Una sfida da vincere per il Paese 

La sfida da vincere è già stata riassunta con chiarezza dai ministri Vittorio Colao (Innovazione tecnologica e Transizione digitale) e Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico): il nostro Paese non la capacità produttiva per posare nei tempi previsti tutta la fibra pianificata entro il 2026. Un problema strutturale, ulteriormente complicatosi a causa del conflitto innescato da Vladimir Putin che ha stravolto le catene della logistica sul fronte dei materiali. Non per nulla Confindustria ha alzato il livello di allarme sullo sgretolarsi della ripresa del Pil a causa dell’incidenza dei costi dell’energia e l’Ance, l’associazione dei costruttori, ha denunciato l’esplosione dei prezzi delle materie prime rispetto a quanto previsto negli appalti. A questo si somma la carenza di manodopera: secondo il Gruppo System Integrator reti tlc dell’Anie, l’associazione nazionale imprese elettrotecniche ed elettroniche, sono necessarie altre 20mila risorse,  tra progettisti, addetti agli scavi, alla posa e alla giunzione delle fibre ottiche, antennisti e tecnici specializzati. Da qui l’esigenza di fare squadra tra i grandi gruppi del Paese come appunto Open Fiber, che conta oltre 13,9 milioni di unità immobiliari ultrabroadband già connesse, e il gruppo Aspi.

Un incastro tecnologico perfetto

Roberto Tomasi, amministratore delegato di Autostrade per l’Italia

Lobiettivo dellintesa tra Open Fiber e Aspi è potenziare i progetti di digitalizzazione delle infrastrutture, viarie e di rete, attraverso la realizzazione di iniziative in ambito smart cities, sistemi Its (Intelligent Transport Systems), smart roads, e-mobility e, più in generale, la mobilità sostenibile. I due gruppi sono inoltre nella miglior posizione per ricoprire un ruolo di primo piano nelle sfide infrastrutturali e 4.0 del Paese. Open Fiber ha infatti ampie competenze su progettazione, costruzione e gestione di reti e sistemi informativi necessari per trasportare ed elaborare in tempo reale ingenti volumi di dati (anche video). Autostrade per lItalia ha invece il know-how per lo sviluppo di soluzioni tecnologiche per lacquisizione e lelaborazione dei dati su gestione del traffico e controllo degli accessi e algoritmi di video analytics, oltre alla capacità di fornire servizi innovativi di mobilità sostenibile, analisi e sviluppo digitale dei processi per la mobilità e per la logistica. “Con questa partnership si afferma un nuovo paradigma: le sinergie tra i grandi player del Paese sono il punto di svolta nel percorso verso la transizione digitale e la mobilità del futuro”, ribadisce l’ad di Autostrade per lItalia, Roberto Tomasi. Un nuovo paradigma strategico che spiega anche perchè il governo Draghi veda con favore i colloqui in corso tra Open Fiber e Tim per unire le forze in ununica società della rete ed evitare costose duplicazioni in una infrastruttura così strategica. 

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