È stata rinviata a domani l’udienza di convalida di Salim El Koudri, il 31enne di origini marocchine accusato di strage dopo l’investimento di alcuni passanti avvenuto sabato pomeriggio nel centro di Modena. A renderlo noto è il suo avvocato difensore, Fausto Gianelli. Il legale ha incontrato il suo assistito nel carcere di Modena ed El Koudri avrebbe pronunciato una sola frase compiuta: “Ho preso un coltello da cucina, sono uscito di casa e sapevo che quel giorno morivo…”.
Molti i “non ricordo” e i “non lo so” di El Koudri. “Non ho capito più niente”, avrebbe affermato il 31enne tornando a quegli istanti mentre era alla guida della sua Citroen C3 grigia. “Sapevo solo che dovevo accelerare”, la sua versione riportata da Repubblica. Poi lo schianto con i passanti, bilancio di quattro feriti gravi. L’uomo avrebbe poi spiegato al suo difensore di aver sempre lavorato dopo la laurea ma anche di sentirsi frustrato per non aver trovato un impiego all’altezza del suo titolo di studi.
Sul profilo personale e sulle possibili motivazioni del gesto sono in corso accertamenti. Nelle ultime ore sono emerse alcune mail inviate all’università di Modena nel 2021 e nel 2022. In una comunicazione del 27 aprile 2021, secondo quanto riportato dal Corriere.it, El Koudri scriveva: ”Dovete farmi lavorare come impiegato non magazziniere capito e qua a Modena e non in culo al mondo dovete ti rimangono in tasca 500 euro al mese se ti va bene”. Poco dopo aggiungeva: ”Voglio lavorare”. In una successiva mail dello stesso giorno compariva anche la frase: ”Bastardi cristiani di merda voi e il vostro gesù cristo in croce lo brucio’‘. Più tardi, alle 20.38, arrivavano le scuse: ”Mi dispiace per la maleducazione”. Un anno dopo, il 2 febbraio 2022, l’uomo aveva scritto nuovamente all’ateneo: ”Non riesco a trovare lavoro coerentemente con i miei studi e non so cosa fare. Sono da solo ho 27 anni e vivo con i miei genitori stranieri. Cosa mi consigliate di fare? Grazie”.
Il difensore invita però alla cautela sull’interpretazione di quei messaggi. “Le mail che stanno divulgando sono mail del 2021, sono scritti di cinque anni fa. Su tutto il materiale informatico contenuto nei dispositivi informatici del mio assistito sarà necessaria una perizia”, ha dichiarato Gianelli. L’avvocato esclude, almeno sulla base degli elementi da lui riferiti, un profilo di radicalizzazione religiosa. “Non è praticante, non è credente, non ha partecipato al Ramadan. Quando in carcere gli ho chiesto se voleva un libro mi ha risposto la Bibbia“, ha spiegato. “Ho bisogno di qualcuno che mi capisca”, avrebbe aggiunto il 31enne. “Lui non m’ha nemmeno chiesto di incontrare la famiglia, gli ho detto io che chiederò un’autorizzazione al colloquio e lui mi ha detto ‘Ah, sì, va bene, ma loro vogliono?'”, ha spiegato ancora l’avvocato. “Ma in prima battuta ha chiesto le minime cose, le sigarette, ha chiesto di avere qualche libro da leggere, e la Bibbia – ha ribadito -. Una domanda un po’ singolare, perché non è un musulmano credente, lo sapevamo, non frequenta la moschea, non fa il Ramadan, ma neppure un praticante cattolico”
Gianelli ha inoltre descritto lo stato dei familiari di Salim El Koudri: “Una famiglia distrutta che continua a chiedermi come stanno i feriti e che non si dà pace per quello che è successo”. I genitori, originari del Marocco, vivono a Ravarino e, secondo il legale, “sono integrati nella comunità di Ravarino, originari del Marocco sono riusciti con il lavoro a comprarsi una casa e a far studiare i figli”. Nell’ultimo periodo, El Koudri sarebbe apparso sempre “più isolato”, senza però manifestare atteggiamenti violenti. Il legale ha inoltre reso noto di aver chiesto che il suo assistito venga visitato da un medico in ospedale. Poi si procederà con la perizia psichiatrica: “È la cosa più urgente. Non si è reso conto dell’accaduto, sembra in una situazione di confusione mentale. Sembra rivivere per la prima volta la memoria quando gli racconto quello che è successo sabato. È in una condizione di assoluta confusione, non sembra lucido. Apatico in certi momenti, sorpreso quando si ricorda quello che è capitato. Assolutamente inconsapevole”.
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Tra i feriti c’è anche lo chef modenese Ermanno Muccini, ricoverato all’ospedale di Baggiovara e non in pericolo di vita. Muccini ha raccontato di essere stato tra i primi a essere travolti: “Sono stato fra i primi ad essere travolto, l’auto mi ha preso frontalmente mentre percorrevo il percorso da lavoro verso casa. Mi sono reso conto alla partenza del semaforo verde di una macchina che accelerava talmente forte che ho pensato questo è matto ad entrare in centro storico a questa velocità e invece dopo mi sono trovato per terra e mi sono reso conto che ero stato investito”. Lo chef ha poi ricostruito quei momenti concitati: “È stata una cosa velocissima. Non ho visto nemmeno l’auto che mi arrivava addosso. L’ho vista partire e ho pensato al solito ‘fenomeno’ che poi magari aveva perso il controllo del mezzo. C’è stata una accelerazione, ma pensavo che la macchina continuasse sulla propria corsia, invece non è stato così. Nessuno era in strada in quel momento, eravamo tutti sul marciapiede quando è successo”. Da terra, ha aggiunto Muccini, ha visto soprattutto i soccorsi e la reazione dei presenti: “Cosa vedevo da terra? Vedevo poco, la gente che soccorreva, sono state persone stupende perché c’è stato un attimo di empatia di tutti. Mattarella e Meloni carinissimi, due persone semplici e stupende. Un piacere aver conosciuto due persone di quel livello”. Le indagini proseguono per chiarire la dinamica dell’accaduto e il movente.
Franco Lodige, 18 maggio 2026
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