Primo giorno dietro le sbarre per Nicolas Sarkozy. L’ex presidente della Repubblica francese, in carica dal 2007 al 2012, ha varcato questa mattina i cancelli della prigione parigina di La Santé, dove sconterà cinque anni di reclusione per il caso dei presunti finanziamenti libici alla sua campagna elettorale del 2007.
Triste parabola quello di Sarko che diventa così il primo ex presidente della Repubblica francese ad andare in prigione. In molti ricorderanno la sua risata complice con Angela Merkel, durante una conferenza stampa a Bruxelles nel 2011, dove ridevano del presidente Silvio Berlusconi e della tenuta economica italiana.
La condanna
Il 25 settembre scorso, la Corte penale di Parigi ha dichiarato l’ex presidente colpevole di “associazione a delinquere” per aver tentato di ottenere finanziamenti illeciti dal regime del dittatore libico Muammar Gheddafi in vista delle elezioni presidenziali del 2007, vinte poi da lui al ballottaggio. La condanna prevede una multa di 100.000 euro e la privazione dei diritti civili, tra cui il diritto di voto e quello di candidarsi.
Secondo la giudice Nathalie Gavarino, Sarkozy avrebbe autorizzato i suoi collaboratori a sollecitare fondi dal regime libico per la sua campagna elettorale. Tuttavia, non è stato possibile dimostrare che quei soldi siano effettivamente stati utilizzati. La legge francese stabilisce comunque che l’istituzione di un sistema di corruzione costituisce un reato, anche se non vi è stato uno scambio di denaro o se questo non può essere provato. Per questa ragione, la corte ha dichiarato Sarkozy innocente rispetto alle accuse di corruzione passiva e appropriazione indebita di fondi pubblici.
L’ex presidente ha presentato appello e quindi va in prigione da presunto innocente. Ci resterà al massimo qualche settimana, poi anche in virtù dell’età (70 anni) dovrebbe tornare a casa con il braccialetto elettronico.
Anche i due collaboratori più stretti di Nicolas Sarkozy sono stati condannati. Si tratta di Claude Guéant e dell’ex ministro Brice Hortefeux . Il primo, ex capo di gabinetto dell’ex presidente, è stato riconosciuto colpevole di corruzione passiva e condannato a sei anni di carcere senza mandato per motivi di salute. Dovrà pagare 30.000 euro all’associazione anticorruzione Anticor. Hortefeux invece è stato condannato a due anni di carcere, che potrebbero essere integrati con un braccialetto elettronico con esecuzione provvisoria, e a una multa di 50.000 euro.
L’arrivo in carcere
Sarkozy è arrivato davanti al carcere dove ha ricevuto la guida di benvenuto e il regolamento interno dell’istituto, quindi è stato accompagnato all’anagrafe penitenziaria, dove sono stati registrati il suo nome e i suoi dati.
Gli sono state prese le impronte digitali e scattata una fotografia, e gli è stato assegnato il suo numero di matricola, che costituisce la sua identità interna al carcere. Ha poi ricevuto il “kit di arrivo”, contenente articoli da toeletta, biancheria pulita, lenzuola, una coperta, stoviglie e carta e matite per scrivere ai propri cari. È stato in seguito condotto nella sezione “arrivi”, riservata ai nuovi detenuti. In quella sezione, l’ex presidente sarà da solo in una cella di 9 m² dotata di doccia, frigorifero e televisione.
Prima di partire per la prigione, Sarkozy ha potuto contare sull’affetto dei familiari e di numerosi sostenitori politici, che hanno risposto all’appello del figlio 28enne, Louis Sarkozy. Quest’ultimo aveva invitato tutti coloro che desideravano manifestare il proprio sostegno a ritrovarsi alle 8:30 sotto casa, “per dimostrargli il nostro amore, il nostro rispetto e la nostra eterna fedeltà”.
Mentre era in auto, Sarkozy ha pubblicato un messaggio su X prima della sua incarcerazione: “Non è un ex Presidente della Repubblica quello che viene arrestato questa mattina, è un uomo innocente”.
Le reazioni politiche
Il mondo politico francese è diviso sulla vicenda. Il partito di destra Les Républicains ha espresso solidarietà a Sarkozy. Il ministro dell’Interno e presidente del partito, Bruno Retailleau, ha dichiarato di sperare che l’ex presidente possa “dimostrare la sua innocenza”. Alcuni membri del partito hanno criticato la decisione di incarcerarlo durante il ricorso, definendola “una vergogna”.
Anche Marine Le Pen, leader del Rassemblement National, ha condannato la decisione, definendola un “attacco alla democrazia” e una “dittatura giudiziaria”. Ha criticato l’esecuzione immediata della pena, sostenendo che viola i principi fondamentali del diritto.
A sinistra, le reazioni sono state piuttosto ironiche. “Finalmente ha ottenuto il suo nuovo mandato quinquennale, Sarkozy”, ha scritto il portavoce del gruppo dei Verdi all’Assemblea, Benjamin Lucas-Lundy, mentre l’eurodeputata del LFI Manon Aubry ha ripreso una celebre frase dell’ex presidente: “Ne avete abbastanza di questa banda di feccia? Ce ne libereremo!”
Il presidente Emmanuel Macron ha mantenuto un profilo basso sulla vicenda. Tuttavia, ha condannato pubblicamente le minacce di morte rivolte alla giudice Nathalie Gavarino, che ha presieduto il processo a Sarkozy. Ha definito tali minacce “inaccettabili” e ha espresso solidarietà alla magistratura.
Ha poi incontrato Sarkozy pochi giorni prima dell’inizio della sua detenzione. Durante l’incontro, avrebbero discusso della situazione politica e delle prossime sfide per la Francia.
Cristina de Palma, 21 ottobre 2025
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