Cronaca

“Schiatta? Caz** me ne frega”. No, io non condanno i poliziotti per le frasi su Fakir

Scandalizzarsi per un'imprecazione sfuggita col sangue ancora caldo a terra è invece la vera bestialità

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

È fonte di un certo imbarazzo insistere nel dare retta alle profetesse della gentilezza a ogni costo e del linguaggio asettico e sterilizzato che pontificano sulle rovine di un mondo andato a fuoco, allorché, da sinistri abissi, ti dicono che il salto caotico della locusta non segue in modo abbastanza lineare la traiettoria di un galateo immaginario al quale hanno scelto di devolvere il monopolio della forza in materia di sicurezza urbana.

I rari azzardanti dovrebbero chiedere loro se l’abbiano mai contemplata, da vicino, la morte che piomba allucinata sul bitume di metà luglio. Avete mai lottato per vincerla mentre vi guardava e minacciava tra i quartieri residenziali, dove non ci sono i diritti umani, ma c’è la terra preistorica, la morsa cieca del sopravvivere a scapito dell’altro? Chiederei loro se mai mi capitasse di incrociarle.

L’avete mai provata la scossa, elettrica, tremenda del mors tua vita mea? Quell’istinto, spaventoso, che ti sigilla le viscere quando capisci che a terra, immobile, c’è la carcassa dell’altro e non la tua? È una vertigine atroce, sì, ma è il riflesso primordiale del vivente scampato all’artiglio ferale.

Chi si trova col sangue ribollente d’adrenalina sopra un corpo che si spegne ansima, insulta, vomita il proprio terrore. «Se schiatta ci divertiamo»… «Cazzo me ne frega a me?»… È il ghigno di chi ha visto la fossa spalancarsi a un millimetro dalla suola delle scarpe e sputa fiele per non sprofondare.

La notte calata su Fakir è una tragedia in ogni caso. Ma voi ignorate cosa sia la condanna indicibile di avere un cadavere inciso per sempre sulla coscienza. Quel ragazzo, e a me interessa difendere il ragazzo e non la sua divisa, ora colpevolizzato, non archivierà quel morto con una perizia né lo digerirà con le scuse interposte dall’avvocato. Se lo ritroverà stampato sul soffitto della camera da letto, muto e pesante come una lastra tombale, per tutte le sue notti insonni a venire. Ha già addosso il marchio e non glielo laverà nessuna circolare ministeriale, né un battibecco tra indignati di professione.

La vostra pietà è una frode. Sputare sul cadavere del nemico appartiene ancora alla ferocia tragica, disperata, ma pur sempre umana dell’uomo arcaico; scandalizzarsi per un’imprecazione sfuggita col sangue ancora caldo a terra è invece la vera bestialità. È il cinismo del parassita di tastiera, che dinanzi alla carne straziata sa badare soltanto al tornaconto di un’opportunità politica.

E il Leviatano incassa: sbatte il cane da guardia alla gogna, offre il servo in pasto al gregge democratico e lascia che i giusti celebrino il loro rito di purificazione per credersi, ancora, innocenti.

Pino Petrolio, 30 ottobre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

PD: Partito di Palestina? - Vignetta del 29/10/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

PD: Partito di Palestina?

Vignetta del 29/10/2026