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Se aggredisci Salvini, non sei un odiatore - Seconda parte

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È il fascismo degli antifascisti, il “fascismo rosso”. I suoi ingredienti sono sempre gli stessi che furono dei patriarchi, a cominciare da quel Carlo Marx che assegnava alla violenza, fisica e verbale, un valore catartico e di “generatrice di storia”: l’individuazione di un nemico assoluto, la delegittimazione morale dell’avversario politico, il doppiopesismo, il manicheismo, la faziosità. Chi a destra crede di rispondere con le stesse armi, facendo della nostra parte politica una sinistra col segno cambiato, casomai con qualche battuta stupida sui social, non solo sbaglia di grosso, ma finisce per essere, in un momento delicato, complice ingenuo dell’avversario. Se oggi il riflesso incondizionato della sinistra è così forte, e il clima è stato così invelenito, è perché il governo coi Cinque Stelle risulta ormai un esperimento completamente fallimentare e la débâcle elettorale è sempre più probabile.

Corrado Ocone, 11 settembre 2020

 

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