Cronaca

Se i genitori sono peggio dei figli

A Torino alcuni adulti in corteo si scagliano contro i poliziotti e i carabinieri schierati a protezione dell'ordine pubblico

«Avete giurato di servire la Costituzione democratica e antifascista». «Non potete chiudere le piazze». «Potrebbero essere i vostri figli». E infine: «Obbedire ciecamente non è risposta». Sono alcune delle frasi rivolte oggi agli agenti di polizia da adulti presenti alla manifestazione di Torino. E viene da chiedersi: se questi sono gli adulti, cosa pretendiamo dai ragazzini?

Perché una cosa è contestare le scelte del governo, un’altra è pretendere che un poliziotto decida autonomamente di disobbedire agli ordini ricevuti. La polizia non è un’assemblea studentesca. Gli agenti non possono stabilire, in base alle proprie simpatie politiche, quali disposizioni rispettare e quali ignorare. Devono eseguire gli ordini legittimi, nel rispetto della legge e dei diritti dei cittadini. E naturalmente non devono eseguire ordini manifestamente criminosi. Ma chiedere di aprire un cordone perché qualcuno invoca l’antifascismo non è un argomento giuridico. Ancora più singolare l’accusa: «Non potete chiudere le piazze». E chi l’ha detto? La Costituzione tutela il diritto di manifestare pacificamente e senza armi, ma consente anche limitazioni motivate da comprovate ragioni di sicurezza o incolumità pubblica. Per protestare contro il governo non è indispensabile raggiungere via Po, piazza Castello o qualsiasi altra strada scelta dagli organizzatori. Il diritto di manifestare non coincide con il diritto di attraversare qualunque sbarramento.

E poi quella frase: «Potrebbero essere i vostri figli». Appunto. Se fossero i miei figli, mi augurerei che qualcuno insegnasse loro a rispettare le regole, non a considerare ogni divieto una provocazione da abbattere. Essere giovani non significa avere una patente speciale per fare ciò che si vuole.

Del resto, quanto accaduto oggi a Torino dovrebbe suggerire una certa prudenza. Circa un migliaio di persone si è radunato in piazza Castello per protestare contro il riarmo, il carovita e i data center (che minestrone). Il corteo ha tentato più volte di superare i blocchi delle forze dell’ordine, soprattutto in via Po. Sono seguite cariche e tensioni anche nei pressi dei Giardini Reali, di piazzetta Reale e in Lungo Dora Savona. Secondo le cronache disponibili, sono volati uova, bottiglie, petardi e sassi; due manifestanti sono rimasti feriti e sono stati soccorsi. Nel pomeriggio un manifestante incappucciato ha anche bruciato un manifesto con il volto di Giorgia Meloni.

Ci auguriamo che questi adulti, così solerti nel ricordare agli agenti i loro doveri costituzionali, siano stati altrettanto energici nel rimproverare i ragazzetti che la settimana scorsa hanno assaltato alcune scuole torinesi, danneggiato gli edifici e lanciato pietre contro le forze dell’ordine.

Perché sarebbe curioso indignarsi per un cordone di polizia e poi trovare mille giustificazioni quando qualcuno devasta una scuola. La Costituzione vale anche quando bisogna rispettare la legge, non soltanto quando si pretende di superare uno sbarramento.

Il problema, a volte, non sono forse i figli che non ascoltano gli adulti. Quanto gli adulti che insegnano ai figli a considerare le regole un sopruso, gli agenti un nemico e la disobbedienza una virtù in sé. E allora, forse, il titolo giusto per raccontare certe scene è proprio questo: se i genitori sono peggio dei figli.

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