Esteri

Se Trump vuole silurare Zelensky: “Un nuovo presidente per l’Ucraina”

Mosca applaude: "Parole storiche". Kiev gelida: "Il presidente sta lavorando bene"

Immagine generata da AI tramite DAL-E di OpenAI

Donald Trump vuole la testa politica di Volodymyr Zelensky. E questa volta non usa troppi giri di parole. «È arrivato il momento che l’Ucraina abbia un nuovo presidente», ha detto il leader americano prima di partire per il Tennessee. Non una semplice critica alla gestione della guerra. Ma un invito, piuttosto esplicito, a cambiare l’inquilino del palazzo presidenziale di Kiev. «Suggerisco che abbiano un nuovo leader che stringa un’intesa», ha aggiunto. Insomma: Zelensky non vuole fare la pace? Che si faccia da parte.

Il ragionamento di Trump è semplice. A suo dire, il presidente ucraino avrebbe avuto diverse occasioni per mettere fine al conflitto, ma le avrebbe sistematicamente rifiutate. «Per non so quale ragione Zelensky non fa mai accordi», ha attaccato il tycoon. E non è finita qui. Perché alla Casa Bianca non sono piaciuti neppure gli attacchi ucraini contro le raffinerie russe, accusati di aver provocato problemi al mercato mondiale del diesel e agli agricoltori americani. «Gli abbiamo detto di non colpire il gasolio russo, e cosa ha fatto? Ha colpito il diesel russo. È meglio che la smetta».

Tradotto: Trump non intende più limitarsi a chiedere concessioni territoriali o negoziati. Adesso mette direttamente in discussione la leadership ucraina.

E indovinate chi applaude?

Mosca, ovviamente. Kirill Dmitriev, inviato di Vladimir Putin per la cooperazione economica, ha definito le parole del presidente americano «iconiche e storiche». Secondo il rappresentante del Cremlino, Trump avrebbe finalmente riconosciuto la necessità di una leadership ucraina concentrata sulla pace anziché sull’«avventurismo bellico di Zelensky». Parole che arrivano dopo la sospensione americana delle sanzioni sul diesel russo, accolta con favore dalla Russia.

Da Kiev, invece, arriva una risposta secca. Il ministro degli Esteri Andrii Sybiha ricorda che Zelensky guida il Paese durante una guerra per l’indipendenza e che soltanto gli ucraini hanno il diritto di scegliere il proprio presidente. «Le dichiarazioni provenienti dall’estero non fanno altro che confermare che sta svolgendo bene il suo lavoro», ha scritto.

Il tutto mentre la Russia continua a bombardare. A Zaporizhzhia il bilancio degli ultimi raid è salito a 20 morti, tra cui tre bambini. E mentre Trump chiede un nuovo presidente a Kiev, Zelensky continua a sollecitare difese aeree e nuove sanzioni contro Mosca.

Il punto politico è evidente. Trump considera ormai Zelensky un ostacolo alla trattativa che vorrebbe chiudere. E il fatto che il Cremlino abbia immediatamente applaudito alle sue parole rende ancora più delicato lo scontro.

Perché una cosa è chiedere all’Ucraina di negoziare. Un’altra è suggerire che per arrivare alla pace debba cambiare presidente. E soprattutto che a indicarlo sia il principale alleato occidentale di Kiev.

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