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Sfiorata la guerra alla Nato nel Mar Nero: dov’è piombato il missile russo

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La guerra Russia-Ucraina, che ormai dura da quasi 8 mesi, continua a rimanere in bilico e rischia di poter sfociare in un conflitto globale tra Russia e Nato, specialmente se si considerano alcuni ultimi sviluppi e le recenti dichiarazioni di Mosca.

In un intervento per aggiornare il parlamento sulla crisi, il ministro della difesa inglese Ben Wallace ha informato su un incidente accaduto il 29 settembre scorso. Come riportato dal Corriere della Sera, un aereo RC-135 Rivet Joint della Raf stava eseguendo un pattugliamento di routine sul Mar Nero quando è stato avvicinato da due jet da combattimento russi armati SU-27. Anche se la manovra dei caccia intercettori è stata normale, “tuttavia durante l’operazione uno dei due SU-27 ha sganciato un missile in prossimità del Raf Rivet Joint oltre il raggio visivo”. Wallace ha descritto l’episodio, durato approssimativamente 90 minuti, un “ingaggio potenzialmente pericoloso”, come riferito da Sky News.

La Gran Bretagna ha sospeso i pattugliamenti in seguito all’avvenimento e ha espresso le proprie indignate preoccupazioni al ministro della difesa russo Sergei Shoigu. “Nella mia lettera – ha proseguito Wallace nel suo intervento – ho specificato chiaramente che l’aereo era disarmato, in uno spazio aereo internazionale e volava seguendo un piano di volo prestabilito”. I voli di perlustrazione (che nella zona avvengono di routine dal 2019) sono ripresi dopo che Mosca, il 10 ottobre, ha confermato come l’incidente sia da attribuire ad un “malfunzionamento tecnico”, secondo i risultati di una indagine russa. Adesso comunque i pattugliamenti britannici vengono scortati da aerei da combattimento.

Wallace, secondo Repubblica, ha rassicurato il Parlamento dicendo: “Non consideriamo questa un’escalation deliberata da parte dei russi”. Il ministro britannico ha però sottolineato la sua preoccupazione e circospezione di fronte alle iniziative di Mosca: “Tuttavia, è un promemoria di quanto possano essere pericolose le cose quando scegli di usare i tuoi combattenti nel modo in cui i russi hanno fatto per molti periodi di tempo”.

Come segnalato dal Gazzettino, citando la Tass, il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha lanciato oggi una nuova minaccia all’Occidente: “Il flusso di armi della Nato verso l’Ucraina e gli aiuti militari a Kiev avvicinano l’alleanza alla pericolosa linea dello scontro militare diretto con la Russia”. Solo qualche ora dopo, in una conferenza stampa, Maria Zakharova, ha ribadito il fosco avvertimento dicendo che, con la consegna delle armi all’Ucraina, l’Unione europea è entrata a “fare parte del conflitto”. La portavoce del ministro Lavrov si è poi spinta ben oltre lanciando accuse ai Paesi che hanno fornito armi all’esercito di Kiev, definendoli “sponsor di attività terroristiche che vengono condotte sotto gli auspici di Kiev e con la partecipazione diretta della Nato”.

Certo la propaganda fa la sua parte, ma quando i toni si alzano troppo, c’è poi veramente il rischio che qualcuno schiacci il bottone sbagliato, scatenando la scintilla che dia il via ad una guerra su vastissima scala.

Andrea Gebbia, 20 ottobre 2022