in

Si dà fuoco dopo la multa per il green pass: lo strano caso delle “torce umane”

Un episodio accaduto nel Trevigiano, che però dobbiamo stare molto attenti a distinguere dal fattaccio di Rende di una settimana fa. I dettagli

Dimensioni testo

Cosa sta succedendo in Italia? Perché stiamo assistendo a episodi così sconvolgenti, tali da ricordare quanto accadde all’attivista anticomunista Jan Palach, a Praga, nel 1969? È opportuno fare un po’ di chiarezza e distinguere le informazioni manipolate dai fatti accertati.

Cominciamo dall’episodio sul quale sembrano esserci meno dubbi, dal punto di vista investigativo: a Oderzo (Treviso), il proprietario di un kebab si è cosparso con un liquido e si è dato fuoco. Pochi minuti prima del tragico gesto, avrebbe raccontato a due clienti che, a causa di una «condanna ingiusta», gli sarebbe rimasto poco da vivere. Il trentottenne pakistano, a quanto pare, aveva ricevuto una sanzione perché era stato sorpreso dai carabinieri al lavoro senza green pass. Sono stati gli stessi militari a soccorrerlo; è stato ricoverato, in condizioni critiche, ma non sarebbe in pericolo di vita.

Una reazione evidentemente spropositata, ma indicativa della cappa che è calata nel nostro Paese: mentre il presidente della Repubblica parla di «dignità», c’è gente, fragile e psicologicamente provata, che non sta reggendo all’ennesimo sistema discriminatorio messo in piedi per distinguere gli obbedienti, meritevoli di una parvenza di libertà, dai renitenti (il meccanismo che, molto adeguatamente, il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, ha definito di «premialità»).