Cronaca

SIETE DELLE BESTIE

Guerriglia a Milano, Torino e Bologna: negozi assaltati, auto dei carabinieri distrutte, molotov e sassate contro gli agenti. Decine di fermati, molti minorenni, e poliziotti in ospedale

Ascolta l'articolo
0:00 / --:--

Doveva essere una giornata di protesta contro il carovita, è diventata l’ennesima dimostrazione di come certe piazze siano ormai ostaggio dei professionisti del disordine. Pietre, bastoni, bombe carta, molotov, negozi assaltati, auto dei carabinieri distrutte e agenti feriti. Il bilancio delle manifestazioni di sabato è pesantissimo, con Milano trasformata in un campo di battaglia e violenze anche a Torino e Bologna. Il solito copione, insomma. Quello dei teppisti che si nascondono dietro le rivendicazioni sociali per scatenare la propria rabbia contro le forze dell’ordine. E che troppo spesso trovano una certa sinistra pronta a comprenderli, giustificarli o quantomeno cercare attenuanti. Come se bastasse sventolare una bandiera o gridare uno slogan contro Giorgia Meloni per ottenere una sorta di lasciapassare per la violenza.

Le immagini più impressionanti arrivano da Milano, dove il corteo “Italia in Piazza” è degenerato quasi subito. Le prime tensioni in via Broletto, con bottiglie e oggetti scagliati contro gli agenti. Poi l’escalation, con piazza Duomo, piazza Cordusio, San Babila e le strade del centro trasformate in un teatro di guerriglia urbana. I facinorosi hanno utilizzato la grandezza della piazza per colpire le forze dell’ordine e ritirarsi rapidamente, tornando alla carica con sassi, transenne e bastoni. Una tattica fatta di assalti improvvisi e fughe, mentre gli agenti tentavano di contenere la violenza con idranti e lacrimogeni.

Il bilancio è pesante. Almeno quattro poliziotti feriti e trasportati in ospedale, anche se il numero potrebbe essere sensibilmente superiore. Cinque manifestanti hanno riportato ferite lievi. I fermati hanno superato quota sessanta, con una presenza significativa di minorenni. Ma a impressionare sono soprattutto le devastazioni. In piazza Duomo è stato incendiato un bagno chimico, mentre una gazzella dei carabinieri è stata presa d’assalto e ridotta a un rottame, con parabrezza e finestrini sfondati. In zona San Babila un gruppo di giovani, molti dei quali a volto coperto, ha assaltato un negozio Foot Locker, mandando in frantumi le vetrine a colpi di mazza e sassate. Qualcuno ha tentato anche di introdursi nell’attività per sottrarre la merce. Il tutto sotto gli occhi di altri ragazzi intenti a filmare lo spettacolo con il telefonino. Perché evidentemente, per qualcuno, devastare una città è diventato persino un contenuto da pubblicare sui social.

E non è finita. In serata, in via Mazzini, sono ripresi i lanci di pietre e oggetti contro gli agenti, costretti a rispondere con i lacrimogeni. Incendiati anche alcuni cassonetti. Tra i protagonisti degli scontri, secondo le ricostruzioni, moltissimi giovanissimi, alcuni poco più che bambini, armati di bastoni, monopattini e cestini dell’immondizia. Ragazzini che hanno trascorso il pomeriggio a prendere di mira le divise, salvo poi ritrovarsi spaventati davanti alle conseguenze delle proprie azioni. Qualcuno ha cercato di avvertire i genitori degli amici fermati. Un po’ tardi per rendersi conto della gravità di quanto accaduto.

Non è andata meglio a Torino. Qui le frange antagoniste hanno dato vita a una vera e propria offensiva contro le forze dell’ordine, tra lanci di bottiglie, sanpietrini e bastoni. Le prime avvisaglie si erano registrate nei pressi di Porta Nuova, dove una quindicina di persone ha assaltato una libreria Feltrinelli, gettando i libri a terra. Poi gli scontri in piazza Castello e soprattutto in via Po, dove i violenti hanno rovesciato cassonetti e cestini e utilizzato persino le sedie sottratte ai dehors dei bar per colpire gli agenti. La polizia è intervenuta con idranti e lacrimogeni, mentre i commercianti abbassavano precipitosamente le saracinesche.

Anche qui un particolare dovrebbe far riflettere: dodici persone bloccate, dieci delle quali minorenni, trovate in possesso di materiale che comprendeva bottiglie molotov, petardi, sanpietrini e martelletti frangivetro. Le loro posizioni sono al vaglio degli investigatori. Altro che protesta spontanea. In mezzo ai cori contro Meloni e Roberto Vannacci, diversi facinorosi si sono presentati con cappucci, sciarpe e maschere per nascondere il volto. Il tutto mentre sul monumento a Emanuele Filiberto campeggiava uno striscione contro il carovita. Una rivendicazione legittima utilizzata come sfondo per uno spettacolo indecente.

Guerriglia anche a Bologna, dove gli scontri si sono concentrati davanti alla stazione ferroviaria, chiusa precauzionalmente. In piazzale Medaglie d’Oro i manifestanti hanno lanciato pietre e bottiglie contro la polizia, che ha reagito con idranti e lacrimogeni. Quattro minorenni sono stati arrestati, sette persone denunciate e quaranta identificate. Soprattutto, dieci agenti del reparto mobile sono finiti al pronto soccorso, insieme a due poliziotti della Digos costretti a ricorrere alle cure mediche. Dodici uomini in divisa che stavano semplicemente facendo il proprio lavoro e che sono diventati bersagli da colpire.

Di fronte a questo disastro, Giorgia Meloni ha chiamato direttamente in causa le opposizioni. “Manifestare è un diritto. Mettere a ferro e fuoco le nostre città non lo è”, ha scritto il presidente del Consiglio, ricordando il rispetto dovuto a chi protesta pacificamente. Quindi l’affondo: “Rinnovo la mia richiesta alle opposizioni: non siano ambigue su questo. Condannino senza ambiguità queste violenze e lancino un appello chiaro affinché ogni mobilitazione sia pacifica”. Per la premier, “ogni reticenza diventa giustificazione. Il silenzio non è accettabile”.

Sulla stessa linea Antonio Tajani, che ha accusato una parte dell’opposizione di soffiare sul fuoco della protesta violenta per compensare la propria assenza di idee e proposte. Durissimo anche Guido Crosetto: “Aggredire chi indossa una divisa, lanciare bombe carta e devastare non significa difendere un’idea, ma calpestare i diritti degli altri”. Parole che dovrebbero rappresentare il minimo comune denominatore di tutte le forze politiche.

Le condanne sono arrivate anche da alcuni sindaci di centrosinistra. Giuseppe Sala ha giudicato comprensibili le ragioni della protesta, ma ingiustificabili le violenze contro gli agenti e i danni alla città. Matteo Lepore ha invitato i ragazzi a isolare chi utilizza le manifestazioni per devastare Bologna. Posizioni doverose, che però non cancellano una questione politica più ampia: il rapporto di una certa sinistra con l’antagonismo di piazza, troppo spesso accompagnato da indulgenze (e regali), distinguo e tentativi di spostare l’attenzione dalle responsabilità di chi aggredisce alle modalità d’intervento della polizia.

Perché il punto è esattamente questo. Non si può pretendere il rispetto delle regole soltanto quando fa comodo, né trasformare ogni delinquente con il passamontagna in un giovane idealista da comprendere. Chi tira sanpietrini contro gli agenti non è un manifestante più arrabbiato degli altri. Chi assalta un negozio non sta lottando contro il carovita. Chi incendia cassonetti e distrugge auto dei carabinieri non difende alcun diritto. È un teppista. È una bestia. Punto.

E chi a sinistra continua a coccolare questi professionisti del caos, a minimizzarne le responsabilità o a cercare improbabili giustificazioni politiche farebbe bene a guardare le immagini di Milano, Torino e Bologna. Magari pensando agli agenti finiti in ospedale, ai commercianti costretti a barricarsi nei propri negozi e ai cittadini che hanno visto le proprie città messe a ferro e fuoco. Perché la libertà di manifestare è sacrosanta. La libertà di devastare, invece, non esiste. E sarebbe ora che qualcuno lo capisse.

Massimo Balsamo, 18 ottobre 2026

Nicolaporro.it è anche su Whatsapp. È sufficiente cliccare qui per iscriversi al canale ed essere sempre aggiornati (gratis).

Aggiungi nicolaporro.it alle tue fonti preferite su Google CLICCA QUI
Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it

SEDUTE SATIRICHE

Campo largo, miccia corta - Vignetta del 16/10/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Campo largo, miccia corta

Vignetta del 16/10/2026