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SIMEST volano della ripresa: 9,3 miliardi alle imprese italiane che esportano

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Oltre 9,3 miliardi di euro mobilitati e gestiti in favore di 11mila imprese del made in Italy: il 2021 fa segnare un nuovo primato storico (+115% sull’anno precedente) per l’impegno di SIMEST, la società del Gruppo Cassa Depositi e Prestiti che sostiene la crescita e la competitività delle aziende italiane che operano anche all’estero. Un ruolo, quello di SIMEST cruciale per sostenere la ripresa del nostro Paese visti anche i 751 milioni di finanziamenti assegnati nell’ambito del Pnrr a 5.212 pmi. 

 

Un volano per la ripresa 

Pasquale Salzano, presidente di SIMEST

Il bilancio, approvato dal cda, conferma come la società presieduta da Pasquale Salzano e guidata da Mauro Alfonso sia una leva strategica per la ripresa post Covid del sistema produttivo italiano: nel 2021 sono state 11.300 circa (+253%) le imprese nazionali supportate, di cui oltre nove su dieci (96%) compongono la spina dorsale delle piccole e medie imprese. Non solo: sono oltre 10.500 le nuove imprese (+1.347%) raggiunte dal 2019. Per raggiungere questi obiettivi SIMEST ha implementato sia gli strumenti per l’internazionalizzazione sia quelli a favore delle esportazioni, in sinergia con il ministero degli Affari Esteri (Maeci) e il Patto per l’export. Dal lato degli strumenti per l’internazionalizzazione sono state mobilitate risorse complessive per 4,3 miliardi, il 277% in più rispetto al 2020, includendo Finanziamenti agevolati, risorse PNRR e Partecipazioni nel capitale. Vediamoli da vicino. I Finanziamenti agevolati a valere sul Fondo 394 (inclusa la quota del Fondo Promozione Integrata), hanno sfondato i 3,4 miliardi,  in crescita del 224% sull’esercizio precedente e del 1.075% sul pre-pandemia: industria meccanica, dei servizi non finanziari, dell’industria metallurgica e dell’agroalimentare sono i settori su cui si è concentrata l’attività di SIMEST.

Il ruolo di azionista, il Fondo di Venture Capital 

Mauro Alfonso, amministratore delegato di SIMEST

La società presieduta da Pasquale Salzano e guidata da Mauro Alfonso è inoltre un affidabile “compagno di viaggio” nella crescita delle imprese nella veste di azionista. SIMEST ha così visto lievitare a 143 milioni (+64%) le proprie partecipazioni nel capitale, tra investimenti diretti (64 milioni +159%), lo strumento Contributo su Equity loan (36 milioni) e il Fondo di Venture Capital per 43 milioni (+84%). Uno strumento, quest’ultimo, gestito in convenzione con il Maeci, che da quest’anno potrà finanziare anche le start-up, allargandone così il campo di azione all’imprenditoria giovanile. Arricchiscono il mosaico delle attività di SIMEST le 147 operazioni di supporto all’export, per oltre 5 miliardi di euro di risorse mobilitate (+58% rispetto al 2020), realizzate attraverso il Fondo 295/73 gestito con la Farnesina e le risorse mobilitate attraverso il Contributo Export su Credito Acquirente per 4,6 miliardi (+57%).

 

Il Pnrr per ridurre il divario Nord-Sud

SIMEST ha superato  i target assegnati dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza che ha assegnato 1,2 miliardi di risorse del NextGenerationEU al Fondo 394 – gestito dalla società in convenzione con la Farnesina – per promuovere la transizione digitale ed ecologica delle pmi e renderle così più competitive. L’operatività è partita a fine ottobre e sono stati deliberati finanziamenti per 751 milioni in favore di 5.212 imprese, raggiungendo l’obiettivo posto dall’Ue. Rapida la risposta del tessuto imprenditoriale: sono oltre 1.000 le Pmi che hanno già ricevuto i fondi da inizio anno e il processo terminerà entro maggio. Particolarmente elevato l’interesse registrato nel Mezzogiorno, a cui lo strumento riserva particolari vantaggi in termini di risorse dedicate e percentuale massima di fondo perduto (40% contro il 25% di quanto riconosciuto a quelle del Centro e del Nord): è infatti stato assegnato per il 26% alle Pmi del Sud contro il 10% circa dell’operatività ordinaria di SIMEST. 

 

Un bilancio solido a garanzia di tutti

L’attività sopra riportata ha permesso a SIMEST di portare il patrimonio netto a 309 milioni (dai 305,1 del 2020) a fronte di un utile di circa 4 milioni, evidenziando un margine di intermediazione in decisa crescita a 43,4 milioni di euro dai 34,6 milioni del 2020 e dai 16,4 milioni del 2019. Il bilancio sarà ora sottoposto all’assemblea dei soci.

 

 

 

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