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Clima, parla il superfisico: “Emissioni zero? La morte della civiltà”

Le parole di uno dei fisici più stimati al mondo: l’obiettivo emissioni zero sarebbe la fine della civiltà moderna

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Abbiamo un nuovo negazionista del clima, almeno per quella frangia politica radical e progressista, che ritiene l’uomo la causa principale del cambiamento climatico in corso. Questa volta è il caso di un fisico, Wallace Manherimer, il quale ha allertato circa la propaganda green, allarmistica e spargipanico, che vede una morte imminente del pianeta Terra.

Il problema è che non si tratta di un fisico qualsiasi, ma di uno scienziato nucleare tra i più importanti e stimati al mondo. Stiamo parlando di un curriculum infinito, in cui spicca un dottorato di ricerca in fisica presso il Mit, una carriera di 50 anni nella ricerca nucleare ed il lavoro presso la Plasma Physics Division dello U.S. Naval Research Laboratory. A ciò, si aggiungono gli oltre 150 articoli scientifici pubblicati.

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Dal lato della sua professionalità e competenza, le ultime parole di Manherimer sono state trancianti: l’obiettivo emissioni zero di Co2 sarebbe “la fine della civiltà moderna”, quella che noi oggi stiamo conoscendo. “Ciò che gli storici si chiederanno sicuramente nei secoli futuri è come una logica profondamente errata, oscurata da una propaganda astuta e incessante, abbia effettivamente consentito a una coalizione di potenti interessi speciali di convincere quasi tutti nel mondo che la Co2 dell’industria umana era una pericolosa tossina che distrugge il pianeta”, ha affermato lo stimato fisico, che conclude: “Sarà ricordata come la più grande illusione di massa nella storia del mondo: che la Co2, la vita delle piante, sia stata considerata per un certo periodo un veleno mortale”.

Ma l’attacco si estende anche alla comunità scientifica, colpevole di aver creato una narrazione che non rispecchierebbe la realtà dei fatti. Secondo Manherimer, infatti, risulta essere “particolarmente sconfortante” il fatto che la scienza non prenda in considerazione il clima degli ultimi 10mila anni, che ha conosciuto periodi con temperature ben più calde rispetto a quelle attuali. E ancora, si sottolinea la continua volatilità delle teorie scientifiche, come avvenne nel corso degli anni ’80, quando in modo pressoché unanime la comunità affermava che ci stavamo direzionando verso un’era glaciale. Bene, oggi siamo all’esatto scenario opposto.

Ed il fisico sentenzia: “Non c’è certamente alcuna base scientifica per aspettarsi una crisi climatica da troppa anidride carbonica nell’atmosfera”. Almeno questo per il prossimo secolo. Uno smacco per i gretini di turno e per la politica ecologista, che vorrebbe cancellare il progresso, lo sviluppo, la tecnologia, la produttività umana per sempre. E Manherimer ne trae anche un preoccupante scenario, che vedrebbe in collisione la politica con gli attivisti green: “Non dovremmo essere sorpresi o impressionati dal fatto che coloro che possono realizzare un profitto siano tra i più rumorosi che chiedono ai politici di agire”.