Cronaca

“Sono orde barbariche”. La polizia è stufa dei violenti della Sapienza

Dopo gli scontri in Università, un pezzo del Pd e M5S si schierano con gli studenti. Già liberi i due arrestati

Valter Mazzetti, sindacalista di polizia, è nero di rabbia. E lo si può capire: ieri alla Sapienza per l’ennesima volta i manifestanti e gli agenti sono venuti alle mani. E per l’ennesima volta la sinistra, un pezzo del Pd e M5S inclusi, anziché schierarsi coi tutori dell’ordine prendono le difese di chi vuole imporre le proprie idee tentando di assaltare prima il rettorato e poi il commissariato.

La difesa di Pd e M5S

“Non mi piace questo clima da manganello e l’esibizione di forza nei confronti degli studenti – dice il dem Arturo Scotto – Chiedono la pace in Medio Oriente e bisogna saperci parlare”. Gli fa eco Matteo Ricci: “Negli ultimi tempi in Italia stanno volando un po’ troppi manganelli nei confronti degli studenti”. E non potevano essere da meno i grillini secondo cui “la gestione del dissenso da parte di questo governo sta inanellando una serie di fallimenti e certa politica con le sue dichiarazioni non fa altro che soffiare pericolosamente sul fuoco. Le scuole e le università stanno diventando il palcoscenico della repressione nei confronti degli studenti e di scontri la cui sistematicità non può lasciare indifferenti”. Il M5S predica dialogo, con chi però il dialogo non lo vuole affatto (basti vedere quanto successo, solo per citare un caso recente, a David Parenzo cui è stato impedito di parlare). Per fortuna, almeno Chiara Braga, capogruppo dem alla Camera, ha espresso “solidarietà agli agenti” perché “il legittimo dissenso non deve mai sfociare in atteggiamenti di questo tipo”.

L’ira della polizia

Di fronte al folle dibattito politico su quanto accaduto, Mazzetti sbotta: “L’ennesima manifestazione scaturita in brutali violenze contro le Forze dell’ordine ieri alla Sapienza non ammette alcun tipo di polemica o dibattito – dice – non c’è alcuna giustificazione possibile per chi comportandosi come è accaduto ieri non fa altro che delinquere. Esprimiamo massima solidarietà ai colleghi feriti e ribadiamo che la misura è colma, i poliziotti sono stanchi di dover subire queste continue orde barbariche che si nascondono dietro al vessillo di studenti non violenti e disarmati. La folla è un pericolo se viola le regole della sicurezza, non impugnare un’arma non vuol dire poter fare qualsiasi cosa senza alcun limite. Vogliamo una legge che imponga una distanza minima fra i manifestanti e gli operatori in servizio d’ordine”. Ad una delle ragazze arrestate, che oggi è comparsa davanti al giudice per il processo per direttissima, è stato confermato il fermo ma è subito tornata libera. Per lei il processo è fissato per il prossimo 22 maggio per le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale.

Già liberi i due arrestati

I genitori della 27enne si sono schierati in sua difesa: “Nostra figlia non ha alcun precedente, è incensurata, si è laureata in cooperazione internazionale alla Sapienza con 110 e lode. Ieri era all’università per accompagnare un amico di Padova e aveva con sé anche il suo cane. Si è trovata di fronte le forze dell’ordine schierate ed è stata portata via dai poliziotti. Oggi aveva un colloquio di lavoro”, hanno detto. La madre ha aggiunto: “Sono sicura che ieri, se fosse stata vestita con un tallieur e i tacchi, nessuno le avrebbe fatto nulla: invece l’hanno presa in tre e l’hanno portata via. Era lì con il cane che è stato lasciato lì e poi ce l’hanno riportato i suoi amici. Lei è tornata a casa ieri sera accompagnata dai poliziotti”.Anche il collega di 29 anni, di origine straniera, accusato di danneggiamento aggravato, è tornato libero e attenderà il processo che inizia il 23 maggio.

“Servono regole di ingaggio”

Piccolo appunto: questi ragazzi saranno anche buoni e cari, ma ieri si sono registrati 27 agenti delle forze dell’ordine che hanno riportato ferite. Parliamo, tra le altre cose, di una frattura composta delle ossa nasali con 20 giorni di prognosi e un’infrazione della falange del dito della mano destra con prognosi di 21 giorni. “Non è più possibile rimanere a guardare questi scempi continui contro i colleghi che fanno ordine pubblico – lamenta Mazzetti -. È ora di prendere seri provvedimenti. Gli operatori in divisa non devono essere toccati, chi partecipa a qualsiasi manifestazione deve restare rigorosamente lontano da donne e uomini che svolgono un servizio per la collettività e non possono puntualmente subire violenza di ogni genere. Ci aspettiamo punizioni più certe e severe per chi li aggredisce, e chiediamo a gran voce che si codifichi l’obbligo di mantenere la distanza dagli appartenenti alle Forze dell’ordine”. Intanto, per fortuna, qualche rettore alza la testa: quella della Sapienza, che non si piega ai collettivi rossi; e il collega di Napoli L’Orientale, che si è opposto al boicottaggio delle università israeliane.

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