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Soumahoro, nuova tegola sulla famiglia. E la sinistra lo molla

La suocera del deputato sarebbe indagata per truffa aggravata e fatture false. Soumahoro estraneo, ma Bonelli: “

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Non c’è pace per la famiglia Soumahoro. Dopo le inchieste giornalistiche, e le notizie delle indagini da parte della procura di Latina, oggi arriva un’altra tegola. Riguarda, è bene precisarlo, non il deputato con gli stivali in rotta di collisione con Alleanza Verdi e Sinistra. Ma sua suocera, quella Marie Therese Mukamitsindo che gestiva due cooperative dell’accoglienza. I pm hanno delegato ai militari della Guardia di Finanza le indagini con le ipotesi di reato di truffa aggravata e false fatturazioni, che si aggiungono alla notizia già pubblica dell’indagine per malversazione.

Ci teniamo a precisarlo: finché non ci sarà una eventuale condanna in primo, secondo e terzo grado, nessuno ci convincerà a non considerare Marie Therese Mukamitsindo innocente. E va bene che le Fiamme Gialle stanno indagando sull’impiego dei fondi erogati, sui rapporti con l’Erario e i dipendenti. Va bene che la suocera di Soumahoro sarebbe già iscritta nel registro degli indagati. Va bene che da giorni si accavallano testimonianze di collaboratori che denunciano di non essere stati pagati, altri di non aver mai avuto neppure un contratto, senza contare chi parla di condizioni di vita non consone cui erano costretti i migranti dentro le strutture della Karibu e del Consorzio Aid. Ma dai principi non si arretra: dunque innocente fino a prova contraria.

Per approfondire:

In fondo lo diciamo sin dall’inizio di questa brutta storia. Questa vicenda non è una questione giudiziaria, ma politica. Interamente politica. Perché un certo circolo politico-mediatico ha costruito il personaggio Soumahoro per contrapporlo al “sovranismo” di Matteo Salvini e “delle destre”, senza però preoccuparsi di eventuali scheletri nell’armadio del suo nuovo idolo. “Uomini e no”, titolava l’Espresso di Damilano. Diego Bianchi e Roberto Saviano si facevano selfie col sindacalista dei braccianti. La sinistra correva a candidarlo, benché la Caritas di San Severo e i dirigenti locali di Sinistra Italiana avessero informato i vertici (pare direttamente Nicola Fratoianni) che qualcosa in quel “prodotto da talk show” non andava.

I due incontri tra Bonelli, Fratoianni e Soumahoro non sono bastati a dissolvere la nebbia. Restano infatti le borse chic della moglie disoccupata che fanno a pugni con la lotta per gli ultimi, spesso costretti a vivere nei ghetti. Resta la “risposta totalmente inopportuna”, come dice Bonelli, su quel “diritto all’eleganza” rivendicato dai Soumahoro a PiazzaPulita. Restano le accuse degli ex colleghi sindacalisti di Aboubakar, che si chiedono che fine abbiano fatto alcuni fondi raccolti dalla Lega Braccianti durante il lockdown. Resta l’incredulità di chi non crede che chi lotta per i diritti dei migranti e non si accorga che nei centri di accoglienza gestiti da moglie e suocera non sia tutto rosa e fiori.

Per approfondira

La stella di Soumahoro sembra essersi già spenta. Neppure il tempo di litigare con Giorgia Meloni per il mancato “lei” alla Camera che gli sponsor di Aboubakar sono già costretti ad abbandonarlo. “Sono turbato da una vicenda bruttissima, siamo stati colti alla sprovvista, non avevamo alcun tipo di elemento quando abbiamo candidato Soumahoro”, continua a ripetere Bonelli. “Nel momento in cui noi lo abbiamo candidato, Aboubakar era una persona molto stimata da sindaci e prefetti. Sulla base di quali elementi avremmo potuto dire non ti candidiamo?”. Il co-portavoce dei Verdi dice spettasse a Soumahoro informarli. Ma forse sarebbe bastato ascoltare le rimostranze dei dirigenti di Sinistra Italiana, che infatti già chiedono un congresso e forse la testa (politica) di Fratoianni. Sarebbe bastato indagare un po’. Senza fermarsi alle capacità mediatiche del personaggio.