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Stop delocalizzazioni? Lo Stato, caro di Di Maio, faccia la sua parte

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Il ministro dello sviluppo economico Lugi De Maio ha tuonato contro le imprese che delocalizzano, cioè portano all’estero la produzione.

Non si sa bene cosa voglia fare contro questi cattivoni. La ricetta unica per tenere le imprese in Italia è creare le condizioni migliori perchè queste operino.

In un tweet, il giovane imprenditore Giordani Riello osserva giustamente che, tanto per cominciare, si potrebbe iniziare a velocizzare i pagamenti della pubblica amministrazione.

Si potrebbero adottare le direttive europee, senza atteggiarsi sempre da primi della classe rendendo la vita impossibile alle nostre imprese, aggiungo io. Si potrebbe non espropriare le imprese ai propri legittimi proprietari come nel caso Ilva. Si potrebbe accellerare la costruzione delle infrastrutture quali la Torino Lione, il terzo valico e la Pedemonata che molti grillini vorrebbero bloccare. Si potrebbero ridurre oneri burocratici, normativi e fiscali. E qualcosa mi auguro che la trazione del verde, nel senso di leghista, del governo farà.

Forse dopo ci potremmo occupare degli imprendiotri che delocalizzano.

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Paolo
Paolo
10 Giugno 2018 22:21

Caro Nicola
Da 15 anni seguo centinaia di aziende che si sono delocalizzate, tutto, tanto o poco, in Tunisia. Credimi spesso non è per maggior profitto ma per pura sopravvivenza.
Credete che a un impronditore faccia piacere allontanarsi dalla sua Italia, dalla sua azienda, dalla sua città e dalla sua famiglia?
E non sai quante volte ci si mangia il fegato perché i paesi a minor costo tendono alla minor qualità e noi con il “made in Italy” alle spalle non possiamo permettercelo.

Blavio
Blavio
10 Giugno 2018 19:07

Porro, è evidente che non conosce la materia.
Incommentabile inoltre quanto dice sull’Ilva.
Se lei pensa che la Tav sia in qualche modo connessa alle delocalizzazioni, parliamo di aria impanata e fritta che è meglio.
Stavolta proprio era meglio tacere

Menini Carlo
Menini Carlo
10 Giugno 2018 10:07

La P.A. nel pagare i debiti deve dare l’esempio e pagare nei termini, in certe situazioni l’imprenditore dovrebbe poter pagare le tasse, conguagliando i crediti che ha con lo stato, poter girare il proprio credito statale ai suoi fornitori. A Di Maio direi di studiare un po’ il pensiero di Keines, potrebbe tornargli utile.

Giacomo
Giacomo
10 Giugno 2018 9:11

Quello che vuole, Porro, ma fermare le delocalizzazioni è un ottima battaglia.

giorgio
giorgio
10 Giugno 2018 7:54

…e non l’ha ancora fatto!!!!!

Elena De Santis
Elena De Santis
10 Giugno 2018 4:10

Già si potrebbe… Si potrebbe… Un ministro che non ha nemmeno proprietà di linguaggio e/o non dimostra di saper astrarre e elaborare un disegno procedurale per proporre in termini concreti soluzioni possibili, insomma un ministro di tal fatta ha una qualche valenza? C’è poco da stare tranquilli solo nell’avere speranza nella capacità di traino di Salvini!

luigi
luigi
9 Giugno 2018 19:53

Mio figlio ha una piccola impresa edile… da sempre mi dice, a me basterebbe che gli enti pubblici rispettassero il pagamento prestabilito dei 90 giorni…Se, poi, fossero intelligenti invece di farmi pagare una montagna di soldi anche quando non guadagno un cent, e al posto delle tasse esagerate potessi assumere un ragazzo in +… sono + che certo che basterebbe per non creare debiti verso i miei fornitori..E’ umiliante essere in credito e doversi vergognare x non poter pagare alla scadenza del contratto il mio fornitore …che a sua volta si trova con me, sulla stessa barca senza remi…