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Storie dimenticate di un’Italia su misura

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Il viaggio e l’ardimento (edito da Liberilibri) è l’ultimo libro, fresco di stampa, di Vittorio Robiati Bendaud, inedito per contenuti e originale per linguaggio e struttura. Con un titolo che suona quasi epico, questa luminosa raccolta di racconti brevi, intrecciati l’uno all’altro, è uno scritto visceralmente italiano, tra itinerari geografici e percorsi intellettuali, in un’Italia su misura, come scrive Vittorio Sgarbi nella prefazione.

Nove storie di viaggio calcano la scena, come gli atti di un’opera teatrale, sul palcoscenico delle Marche, ambientate tra il XIV e il XX secolo. Sono storie vere, salvate dal dimenticatoio e da tomi polverosi, legate a un territorio ancora nascosto e splendido, quello marchigiano, e a una storia peculiare, quella, intensissima e grandiosa, benché spesso poco nota ai più, dell’ebraismo italiano. Non vi è però nulla di provinciale o campanilistico in queste pagine: al contrario, possiedono una briosa valenza universale, inscritta nella storia d’Italia, d’Europa e del Mediterraneo.

Ed ecco restituite con tratti impressionistici le avventure di Manoello, rabbino e stilnovista della prima ora, probabilmente amico di Dante (nell’anno, il 2021, del VII anniversario della morte dell’Alighieri); di Estellina Conat, la prima stampatrice della storia, un’ebrea italiana; dell’umanista e stampatore Ghershòn Soncino, collega e concorrente di Aldo Manuzio, che portò la stampa nell’Impero Ottomano; del medico e botanico Amato Lusitano con le sue rilevanti scoperte sulla circolazione del sangue; dello squinternato eppur seducente eretico Nathàn di Gaza ricevuto con tutti gli onori nel ghetto di Ancona… Al contempo, sono anche le storie dell’intemperante papa Alessandro VI, il celeberrimo Borgia; del pontefice Paolo IV, spietato e ossessionato persecutore; del sultano Sulimano il Magnifico e del cardinale Honorati, che, pur vegliardo, si dimostrò eroico. Vicende e personaggi di prima grandezza, taluni celebri altri ignoti, immortalati nei loro vizi e nelle loro virtù dal buco della serratura.

Nel libro di Robiati Bendaud sono sottesi innumerevoli spunti di riflessione per il nostro presente: l’attenzione al femminile e alla donna; l’esperienza fondativa e incandescente dell’amore e dell’eros; la fede in Dio anche quando tace; la tensione tra minoranza e maggioranza, tra identità e alterità, tra rispetto e incomunicabilità.