Commenti all'articolo Sudismo, quando la commedia si capovolge in tragedia

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Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
16 Febbraio 2019 3:14

Ho un solo commento sull’esaltazione del Sud. Che una spedizione di soli mille uomini potesse conquistare la Sicilia e la maggior parte del Regno delle due Sicilie unicamente per magigiche forze, richiede una grande credulitá.

Morfabi59
Morfabi59
15 Febbraio 2019 18:19

Vediamo se ho capito bene, secondo Paola Nugnes i nordisti con l’autonomia fregano i soldi a quelli del sud? Ma questa dove sono andati a prenderla, alla scuola dei terrapiattisti?
Mi meraviglio di De Magistris che dovrebbe essere una persona istruita, bocciamoli in matematica, e che la piantassero definitivamente di lamentarsi, che con le risorse naturali che hanno GLI AMMINISTRATORI LOCALI potrebbero far vivere i propri concittadini di turismo e indotto come ai Caraibi, naturalmente verificando ( A LORO SPETTA IL CONTROLLO ) che tutti paghino le tasse e i biglietti dei mezzi pubblici come fanno tutti gli altri, invece di fomentare la popolazione con dichiarazioni ed estrnazioni da BAR (nord contro sud) per nascondere la propria inettitudine.

ferdianando gallozzi
ferdianando gallozzi
15 Febbraio 2019 12:57

a : BRASELLO.
Si dice a Roma “Chi non risica non rosica”. Il Ponte sullo Stretto è sicuramente un rischio ma “il gioco vale la candela”. Un Sud immobile è già morto. Tutte le conquiste umane hanno fatto correre rischi e sconfitte anche gravi ma l’essenza della vita è il “FARE” andare comunque avanti anche se non sappiamo bene a cosa ci porterà il nostro agire. L’immobilismo e la noia sono la “MORTE” cui si preferisce, perfino, le guerre. Io ho avuto modo di vedere i plastici, (reali) del ponte di Messina e, per motivi di lavoro, ne ho seguito il lungo cammino. I sogni e le speranze sono il succo della vita.

brasello
brasello
15 Febbraio 2019 10:53

il discorso delle autonomie è molto semplice: ognuno deve impararea rispondere in prima persona di quello che fa. non ci deve essere più lo stato che sovvenziona realtà locali inefficienti, nascondendo i problemi. il fallimento del comune di Catania è il frutto di decenni di malgoverno locale, dove sprechi, inefficienza e corruzione sono stati sempre coperti da qualcun altro (chi se ne frega, tanto qualcuno ci metterà una pezza). con l’autonomia regionale finalmente emergeranno i veri meriti e demeriti degli amministratori locali. Un buon amministratore locale deve essere come un amministratore di condominio (o l’amministratore delegato di un’azienda): deve far quadrare i conti, garantendo servizi e possibilmente risparmiando soldi. non deve solo vivere di piagnistei, dando la colpa sempre agli altri (cioè a quelli che devono pagare per la sua incompetenza). L’autonomia regionale è il primo passo per restituire al sud degli amministratori locali degni del loro ruolo, che dovranno rispondere in prima persona dei propri risultati. se vuoi far crescere tuo figlio, devi fare in modo che diventi responsabile e paghi in prima persona per i suoi errori. solo così s’impara. finchè ci sarai tu a parargli tutti i colpi, rimarrà un bamboccio.