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Sui “pieni poteri” Speranza è senza vergogna

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Non ce n’eravamo mai accorti, tuttavia abbiamo scoperto che Roberto Speranza, il ministro della paura virale, ha un gemello assai più sensibile di lui sul piano dei principi costituzionali. Principi, vorrei ricordare, che il gemello cattivo si è letteralmente messo sotto i piedi in quasi tre anni di vita repubblicana, imponendoci una surreale dittatura sanitaria a colpi di arresti domiciliari di massa, vaccini obbligatori, mascherine di stampo talebano, quarantene infinite – ancora in vigore nonostante le promesse – e abominevoli lasciapassare sanitari.

Ma per fortuna lo Speranza garantista, in una lunga intervista rilasciata alla Stampa – quest’ultima in versione Pravda, tanto sono apparse compiacenti le domandine poste al leader di Articolo 1, ha cercato di mettere una toppa al disastro democratico prodotto nei lunghi anni della pandemia, ergendosi a strenuo difensore della stessa Costituzione, a suo dire messa in grave pericolo dalla vittoria elettorale di un centrodestra guidato da Giorgia Meloni. Criticando la legittimità della posizione presidenzialista dei suoi principali avversari politici, così si è espresso il ministro della Salute: “La destra in fondo ha un obiettivo: i pieni poteri e l’uomo solo al comando in Costituzione. Noi li fermeremo”.

Dopodiché, in piena fase bipolare nella quale sembra prevalere la personalità buona e garantista, Speranza aggiunge che tutto questo sarebbe “un errore clamoroso. La Costituzione va difesa e salvaguardata, e il fatto che la destra apra la campagna elettorale con un assalto alla Costituzione, evocando le dimissioni del Presidente della Repubblica, il punto di tenuta del Paese, dà il senso della pericolosità del momento. Continuo a incontrare persone non della mia parte politica che mi chiedono: ma dove ci porterebbero questi?”.

Inoltre, questo erede di un comunismo caciottaro che ancora prende a modello i miti distruttivi delle economie di piano, pronuncia il suo duro avvertimento: “Le loro ricette economiche – ovvero quelle proposte dal centro-destra – vedi la flat tax, sono un pericolo per la tenuta del Paese. E dal punto di vista delle relazioni internazionali, i loro amici sono Orban e Le Pen. Rischiano di portarci fuori dalla traiettoria di Paese fondatore della Ue e Paese di punta del G7 e del G20. Un rigurgito nazionalista – prosegue Speranza – isolerebbe l’Italia e ci farebbe perdere la credibilità conquistata in questi anni”.

Sì, soprattutto quella formidabile credibilità derivante dal terror panico che la linea sanitaria imposta da Speranza e dai suoi scienziati-stregoni del terrore è riuscita ad esportare in buona parte del mondo occidentale, riuscendo a far passare un modello di contrasto alla pandemia di stampo cinese, tanto per restare in tema di comunismo.
Una linea assolutamente fallimentare che, pur avendo prodotto più morti rispetto ai Paesi che non l’hanno minimamente adottata su tutti la Svezia, ha creato un lungo e pericoloso vulnus costituzionale, aprendo la strada al sogno politico di tanti personaggi senza scrupoli come lo stesso Speranza: una società in perenne emergenza, nella quale lo stesso stato d’emergenza si tramuta in uno stabile stato d’eccezione.

E ci vuole proprio una bella faccia tosta, per non dire altro, ad evocare il pericolo costituzionale di una destra brutta, sporca e cattiva, dopo averci fatto assaggiare tutto ciò a partire dal febbraio del 2020.

Claudio Romiti, 15 agosto 2022