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“Sull’Ilva assumetevi la responsabilità!” Porro vs il viceministro Misiani

Atmosfera “calda” a Cartabianca, programma condotto da Bianca Berlinguer su Rai 3. Protagonisti Nicola Porro e il viceministro dell’Economia Antonio Misiani.

Il primo argomento di dibattito è il caso Ilva e le responsabilità di politica e magistratura. Poi, è la volta della finanziaria e dell’aumento delle imposte. Percezione o no? Infine, plastic tax e tasse nascoste con la Berlinguer costretta a togliere la parola ai due “contendenti”…

Le tasse invisibili che uccidono il Paese

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23 Commenti

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  1. Come sempre encomiabile Nicola Porro il miglior giornalista/scrittoreper distacco degli ultimi anni, argomenta e zittisce alla Montanelli chiunque gli si para davanti,
    pagherei per vederlo sputtanare il cazzaro giallo travaglio e il damerino scanzi

  2. Porro è stato semplicemente straordinario. Come ospite e togliendosi i panni del presentatore/padrone di casa ha potuto per una volta essere battagliero come lo è nella sua zuppa quotidiana. Alle analisi degli esperti aggiungo che abbiamo a che fare con gli INDIANI. La vicenda dei due Marò in passato ha dimostrato che gli INDIANI non hanno mai avuto alcuna considerazione per i nostri Governi gialli, rossi o verdi. Giuseppi può fare la voce grossa quanto vuole , loro se la ridono . Sanno che male che vada avranno a che fare con Lewis of May , ex bibitaro e Ministro degli esteri o con un altro Ministro non pervenuto che ha preso il suo precedente posto . SINTESI : stanno facendo gli INDIANI .

      • Gentile Signora , non so se Porro è solitamente impulsivo , da quello che vedo e che leggo Le posso assicurare che il sottoscritto è stato , è e sarà molto più impulsivo di Porro . Lo scrivo solo perchè ritengo l’impulsività un pregio e non un difetto , nella vita come in politica. Ovviamente quello che io considero un pregio crea molti nemici e/o , se non nemici , certamente pochi amici. Nell’impulsività vedo la vera manifestazione di ciò che uno è e di ciò che veramente pensa , nel bene e/o nel male. Ma non è questo l’argomento del post.!

        • Tra gli argomenti del post cè anche se siano pertinenti o meno le osservazioni e risposte di Porro alla controparte.
          Sono state impulsive.
          Strano l’impulsività spesso crea azioni e /o reazioni presciolose ( la gatta presciolosa fa i gattini cechi)
          Si vede solo quello che fa comodo o conviene vedere.
          Analizzerò la sua osservazione.
          Cordialmente

  3. Antonio Misiani imbarazzante … poverino, messe alle strette da un Porro molto aggressivo (che mi piace) doveva arrampicarsi sui vetri.

  4. Tanzi Riva Benetton che cosa c’ entrano con quello che ha detto Porro? il problema c’è, è enorme e va risolto se no si rischia di lasciare migliaia di gente senza lavoro e con l’ inquinamento ambientale come prima; a meno che la signora Elisabetta non vada lei a prendere in mano la situazione e dare una bella lezione a tutti!

    • Questa/o elisabetta dovrebbe venire a fare un giro a Parma e poi saprebbe davvero quali sono state le vere cause del fallimento Parmalat.
      Potrei consigliarle/gli il libro “buconero spa” ma dubito possa arrivarci in fondo.
      E’ comodo scrivere per luoghi comuni; ed è proprio questo che lei/lui fa quando decide di dare aria ai denti attraverso una tastiera.

      • Lei si legga i libri io preferisco le fonti dirette, ossia quello che gli impenditori non vi racconteranno mai in un libro ma nemmeno i politici e giornalisti se è per questo.

        • Ma la finisca di millantare competenze che non ha, per favore.
          Di quali fonti dirette va cianciando a proposito di Parmalat che qui da noi non si sappia ormai a menadito ?
          Le “mazzette ai politici”, che si sono rivelate infruttuose, erano una misera parte delle cause che hanno portato al default; il resto era roba da film sull’arte di arrangiarsi con le banche conniventi e bilanci certificati da banditi.
          Ma chi cavolo me lo fa fare di discutere di questa roba con una/uno che sarebbe stato/a preso a calci nel sedere anche nel sessantotto per quanto va dicendo…

          • Allora lei non capisce nemmeno quello che lei stesso scrive.
            Tanzi è andato avanti anni con l’azienda pur ormai improduttiva perchè vi era la connivenza con la politica e le banche, le banche all’epoca erano sottoscopa della politca e finchè Tanzi ungeva i partiti le banche aprivano crediti all’infinito. I dipendenti di Parmalat e l’indotto erano serbatoio elettorale che Tanzi tenecva buono per i politici per farli votare a loro favore tramite l’apertura continua di crediti nelle banche Tutti gli imprenditori hanno più o meno campato così in quegli anni, se non ungevi i partiti , non solo non nascevi ma nemmeno sopravvivevi. Tanzi ha soo usato il gioco sporco come la maggiorparte degi imprenditori ma èè stato uno deipochi e clamorosi ad uscirne male, messo alla berlina per giochi di potere politico e di palazzo a cui faceva comodo avere capri espiatori come Tanzi. I giochi sono un pò più complessi ed intrecciati per banalizzarli come, l’imprenditore bandito. li c’era un mondo ed indotto di banditi e quello che lei definisce poca robba ( le mazzette ai partiti) le fa sfuggire un’altro aspetto, che la politica non la si unge solo con le mazzette al portatore.
            Saluti

          • La sua cara emilia romagna ha un imprenditoria che ha campato tutta così come il resto dell’Italia produttiva., le piccole e medie aziende
            Il gioco non è cambiato anzi dopo tangentopoli sono aumetate le percentuali per ungere, sia direttamente, ossia con mazzette al portatore sia indirettamente con appalti mirati ad amici degli amici… solo che oggi le banche tengono sottoscopa la politica e sono le grandi aziende che spesso possiedono anche le banche che decidono le teste di imbecilli che devono salire in politica o quanto meno quelle che devono essere buttae fuori perchè fastidiose ai loro obbiettivi produttivi.
            C’è stato un cambio di potere degli attori, ma la regola di fondo rimane la stessa , indotto di banditi.
            Spero che lei non sia una di quelle persone che pensa che questi giochi siano solo tipicamente italiani.
            In italia per l’ascensore sociale post guerra in quei giochi ci sono entrati cani e porci in altr paesi a fare quei giochi c’è rimasta la vecchia classe nobiliare spesso anche governativa ed anche imprenditoriale, insomma non hanno fatto accedere cani e porci ma si sono tenuti in una nicchia di persone, cognomi, classi.

  5. La nostra sibilla confusa nonché dietrologa forse non sa che se si fantastica ossessivamente e sempre a sproposito su quello che ci sta dietro, alla fine l’unica cosa che si riesce a vedere è il proprio ……(la decenza mi impedisce di nominarlo, ma credo non sia difficile capirlo) ed è proprio cio di cui si ostina a farci partecipi. Uffa !

    • Il Dr. Porro dimentica la differenza tra piccolo/medio imprenditore e grande, i primi foraggiano la politica perchè sotto ricatto i secondi ricattano la polittica a loro uso e consumo. la multinazionale franco indiana non mi sembra un piccolo medio imprenditore quindi difficile che i politicanti italiani possano fare la voce grossa, trattasi di parti in commedia che hanno tutt’altro significato e fine, ma se non ci arriva il giornalista segugio Porro con i suoi potenti mezzi di infiltrati nei corridoi.

    • Lei si legga i libri io preferisco le fonti dirette, ossia quello che gli impenditori non vi racconteranno mai in un libro ma nemmeno i politici e giornalisti se è per questo.

  6. Dimeticavo, il suuo amichetto imprenditore Benetton per quali meriti riceve appalti di gestione delle autostrade da più di 3 decenni ed i contratti prevedono scadenza ultra decennali?
    Eiste solo Benetton capace di gestire le autostrade( esi uno che faceva magliette mi pare abbia i requisiti di base).
    Porro capisco che lei sdebba campare se stesso e famiglia, e non inimicarsi nella vita privata le amicizie e conoscenze che frequenta quotidianamente e che fanno parte della sua vita da quando è nato, ossia imprenditoria privata, ma c’è un limite all’indecenza che spesso lei assume come posizioni a difesa di una categoria che a corruzione e malaffare non ha nulla da invidiare alla politica, anzi è quella che incoraggia e sostiene la poltica servile e corrotta.
    Buona serata

  7. Andiamo a monte.
    Di chi era l’Ilva prima di passare in mano ai Riva?
    Perchè L’Ilva fu ceduta ai Riva?
    Che tipo di tacito accordo tra le parti c’è stato all’epoca del trasferimento della proprietà?
    Perchè i Riva negli anni di gestione dell’Ilva non hanno ammodernato gli impianti per diminuire le fonti inquinanti provenienti dalla stessa? ( Sarà stato uno dei punti del tacito accordo alla cessione?)
    Quando un giornalista vuole esercitare il suo mestire con professionalità non racconta la parte di storia che gli fà comodo ma tutta!
    L’asetticità è necessaia per valutazioni oggettive, ma un giornalista che si dichiara liberale liberista libertario ( tre concetti che si escludono l’uno con l’altro) quale indipendenza di pensiero ha se non quella condizionata dall’aver abracciato indirettamente le parti dell’imprenditoria privata indipendentemente se complice e//o artefice di disastri non solo ambientali ma anche produttivi?
    Finchè ad esempio, un Tanzi pagava le mazzette a tutti i politici per cui si indebbitò con le banche che lo lasciavano fare poichè appoggiato dalla politica, il gioco sporco imprese politica in quel caso fà comodo a tutti anche ai liberali liberisti e libertari?Quando si deve scegliere se deve sopravvivere l’imprenditore incapace/corrotto o la politica incapace/corrotta, non c’è dubbio alcuno, il Dr. Porro sà da che parti schierarsi, meglio un imprenditore inacapcae /corrotto che la politica corrota/incapace. Guardi che la politica corrota ed incapace la foraggiano i suoi preziosi amichetti industraili/imprenditori.
    Forse i Riva non avevano risorse tali da comprarsi la politica ed i politici di Bruxelles?
    Saluti

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