Cronaca

Svegliatevi, sciagurati: non vedete che l’Italia è già sotto assedio?

Molti vedono nell’immigrazione incontrollata una minaccia alla convivenza e l’Europa sembra incapace di reagire a una crescente islamizzazione

Immagine generata da AI tramite DALL·E di OpenAI
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Sono scatenati, Modena è stata il richiamo della foresta. È guerra aperta ma gli armati stanno tutti da una parte e non fanno prigionieri. Che poi dovrebbero essere i nativi, debitamente assoggettati. Italiani brava gente? Ma no, gente sconfitta, sconvolta da una caccia all’uomo che si fa più spietata ogni giorno che passa. Ma l’Europa non lo capisce, non lo vuole capire, i cosiddetti lupi solitari calano, immancabilmente definiti pazzi dalle autorità, come se un demente non potesse essere uno stragista, come se il jihadismo non fosse l’alibi della tara morale che si sublima nella ferocia mistica e viceversa.

Tutti sanno che dietro le azioni isolate c’è un coordinamento, una strategia, lo stesso teppismo maranza a prato basso ha una ragion d’essere che non si esaurisce nel gesto delinquenziale, nel piacere della rapina o dello stupro, non c’è violenza che non sia filmata nel nome di Allah, a dire dell’odio implacabile verso l’Occidente tollerante, l’Italia accogliente. Serve a marcare il territorio, a dire: qui è roba nostra, qui comandiamo, come ad ogni capodanno di razzia e di stupro.

Quel maranza che, dopo avere sgozzato un compagno di scuola egiziano, copto, rideva sul cadavere recitando le sure coraniche. Sanno che non rischiano letteralmente niente, anche per il balordo di Modena, a seconda delle convenienze italiano vero o marocchino incompreso, è in atto una trattativa volta a scampargli la galera: la psicosi peritale, una condanna teorica massimo a 12 anni, la legislazione premiale, il recupero in una comunità cattoislamica, il reintegro assecondando tutte le pretese, l’integrazione definitiva.

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Nella trattativa sono coinvolti tutti e chi lo nega è solo un bugiardo. Il Paese è frastornato, incapace non si dica di reagire ma addirittura di rendersi conto di cosa lo sta investendo. Io racconto ciò che vedo facendomi nemici a destra e manca. In particolare mi rimproverano un atteggiamento disfattista, oltre il nichilismo, ma che dovrei dire? Che il Paese si salva? Che ha ancora riserve di sopravvivenza? O che la sua “resilienza” consiste in un’attitudine fantozziana a sopportare l’indicibile?

Io so solo che l’Islam di conquista ha sfondato senza neppure forzare, so che Modena è stato un salto di qualità a lungo atteso, preparato e accolto quasi in una catarsi, “finalmente ci siamo”, senza pensare a ciò che sarebbe accaduto e cioè l’accelerazione predatoria. Perché quando un Paese accoglie una strage senza reagire, anzi con l’autodafè dei coglioni e dei vili, il meno che può capitare è la deriva. Cosa è passato dopo Modena? Solo un messaggio: bisogna accogliere di più, essere più inclusivi, vergognarci di noi. Più sottomessi era impossibile, ma ce lo siamo detti e chi non era d’accordo è stato zitto.

Si coglie benissimo la ragione della diffidenza, della malsopportazione anche da destra verso Trump e Israele: perché, con tutti i loro limiti, si muovono, agiscono e come agiscono; perché sentendosi minacciati non stanno a guardare: tu ci colpisci, tu patirai dieci volte le conseguenze, tu affonderai nella polvere del tuo odio. Mentre in Europa, in Italia, si procede per tattiche, finte, attese, proclami, moniti, pavidità, rimozioni, esorcismi, tutto deve restare fermo, niente deve cambiare, regna il trasformismo storico all’insegna dell’immobilismo europeista. L’Islam ci sottomette e noi abbiamo un ministro che si definisce orgoglioso discendente del Solimano, un altro di pubblica sicurezza che dello stragista dice: “Nessun terrorismo, è un ragazzo triste”. E quando la stessa procura lo smentisce, non fa una piega.

Indecente! Trump lo odiano perché non sta fermo, perché crea situazioni e conseguenze. A prescindere lo odiano: non gli rimproverano la sconsideratezza, ne contestano l’attivismo per quanto contraddittorio e magari controproducente. Oh, così rozzo, così yankee! Vuoi mettere le sottigliezze del tatticismo mediterraneo, levantino? Il maranzato insanguina il Paese ma noi abbiamo ben altro da pensare: l’Europa, l’Ucraina dentro, le partecipate, le nomine, con chi va Vannacci, le prese in giro, i dispetti, la legge elettorale, nessuno tocchi Flotilla, discendiamo tutti da Maometto. Cristo, che Paese!

Sì, io sarò pure nichilista, disfattista, ma dopo Modena o si reagiva subito o era partita persa: la reazione è stata subire l’agenda di una sinistra che ha risolto l’empasse con l’opportunismo egemonico, comandiamo noi e vi diciamo che dall’integrazionismo a tout prix non si esce e non si torna indietro. Perfino l’“eroe” che ha fermato il balordo si è sentito in dovere di andare a una trasmissione di sinistra ad impartire la sua eroica morale da militante piddino, se l’è presa coi leghisti, con la destra. Ha detto con un’arroganza incredibile il comunista Bersani al programma comunista della figlia di un ex segretario comunista: “Se gli islamici eletti non li hanno accettati, li dovranno accettare”.

A neanche venti giorni dalla prima strage islamista in Italia. Una minaccia? Comunque una dimostrazione di prepotenza ringhiosa, subita senza fiatare. Dovrebbe stupirci se ci ritroviamo scaricati nelle braccia di quelli con le scimitarre? Se sempre più gente si ritrova confusa, smarrita, se non crede più a nessuno, se si sente tradita?

Non è solo un riflesso ideologico, ci sono anche, pesanti, decisive come sempre nella meschinità del potere, volgarissime questioni di corruzione, di soldi facili, l’Islam di conquista si è mosso per tempo, i suoi petrodollari inondano università, scuole, associazioni, partiti, anche le istituzioni, anche le chiese, in Inghilterra in 400mila sono a libro paga di 150 organizzazioni, in Germania 300mila, mentre l’Europa si masturbava con l’integrazione l’Islam si preparava a disintegrarci costruendo la sua rete.

Non c’è un Paese solo, ce ne sono diversi, fra loro non comunicanti, sulla qual cosa l’Islam coloniale prospera. Il Paese che sopravvive se gli va bene, che fra crescenti difficoltà prova ad operare, è indifeso, il Paese invaso è fuori controllo, il Paese del potere è imbelle, inerme, inerte e tutto sommato indifferente, avulso: nello stordimento generale esplodono dappertutto violenze, attacchi, attentati, situazioni mostruose, traumatiche o allucinanti, il sindaco di Monza si è lamentato di non riuscire a intervenire a tutti gli eventi islamici cui è invitato e io che il Paese lo giro non ho mai visto un posto come la stazione di Monza, che appena ci scendi rimpiangi di non essere a Gaza.

Le forze dell’ordine intervengono di malavoglia come chi sa che non gli conviene, a Roma hanno violentato per due giorni una tossica che si era fidata degli immigrati, nella Svizzera limitrofa un islamico ne sbudella 4, nella rossa Emilia un marocchino si scaglia in nome di Allah contro i carabinieri che lo contengono a fatica, a Rozzano appena fuori la Milano maranza, dove il sindaco protesta se dicono che è un posto dove è più facile morire che vivere, un altro marocchino, giovanissimo, cerca di stuprare una donna e poi di finirla, sempre a Milano un gambia passa i tornelli della Centrale con un machete di 32 centimetri, un nigeriano violenta una malcapitata francese sbattendola contro una grata mentre la gente guarda inorridita, la rissa sul luogo della strage tra egizi e tunisini si conclude nel grido di trionfo generale “Modena è caduta, Modena è nostra”.

Un giovinastro di sinistra ha strappato con rabbia i fiori commemorativi, una stronza di una “mamma” ha lasciato un biglietto di ignobile disprezzo per le vittime, “Spero che Modena diventi ancora più inclusiva”, a Firenze fermano un aspirante jihadista di 15 anni, a Parma due professori felloni si fanno prendere a cinghiate e umiliare dagli “studenti” maranza e non li denunciano, la loro viltà prevale, il messaggio educativo è tipicamente piddino, arrendersi, accettare tutto, perfino la Chiesa asseconda l’islamismo stragista. E il PD da una strage di cui porta la responsabilità morale è uscito più forte, più tracotante. Ha saputo mentire nel modo più indecente, più spudorato e la menzogna è la misura del potere di chi la impone.

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La strage di Modena, l’abbiamo detto fino alla nausea, andava vista correttamente nella sua funzione di innesco, dalle reazioni il sistema jihadista in Italia avrebbe tratto le sue conclusioni: le ha tratte oltre le previsioni più rosee e in due settimane l’islamismo trucido si è scatenato. E solo oggi il capo del governo si accorge che c’è un pericolo reale, che “occorre fare chiarezza”? Ma chiarezza su cosa se è tutto fin troppo chiaro?

L’avvocato Propal dello stragista “laico”, esaltato dalla moschea, che cercava stragi jihadiste in rete, si è congratulato col ministro di pubblica sicurezza che dice le cose che conviene dire. E i telegiornali che fanno? Cancellano la strage e parlano del caldo impazzito che fa svenire i tennisti, “sarà il giugno più torrido di tutti i tempi”.

Nell’Italia della politica sfuggente e, diciamolo pure, inconcludente, l’unica cosa che sembra cambiare è il clima e cambia come vuole l’agenda globalista. Il resto è immobile, deve lasciare campo largo all’Islam di rapina nella totale acquiescenza che cala dall’alto. Perfino il duro parà Vannacci si sente in dovere di precisare che lui non è razzista. Davvero? Molti, sempre di più, invece cominciano ad esserlo come lo si deve essere con i nuovi razzisti, nuovi barbari in calata: non c’è convivenza, non c’è compatibilità con l’invasione che avrà anche vinto ma almeno non ci si chieda di abbracciarla, di accettarla, di inginocchiarmi mentre ci stermina.

La si chiami come si preferisce, disagio, malattia, casi isolati, ma di vero c’è che la permastrage, strage perenne, diffusa, dall’Europa ha raggiunto l’Italia e non se ne andrà. Poi, se preferite prendervela con il cronista disfattista, buon per voi.

Max Del Papa, 29 maggio 2026

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