Articoli

Tav, l’asino di battaglia del M5S

Articoli
Segui nicolaporro.it su Google CLICCA QUI

Cosa resterà dell’esperienza di governo tragicomica del M5S? Un grande buco nei già fallimentari conti dello Stato e la consapevolezza che al peggio non c’è fine. Al buco si rimedierà mettendo, ancora una volta, mano alla tasca; mentre la consapevolezza non sarà di alcuna utilità proprio perché al peggio non c’è fine e l’Italia, come diceva Arbasino, è un Paese senza: senza storia, senza memoria, senza verità. Ma come siamo arrivati fin qui?

Purtroppo, c’è stata la ribellione delle élite le quali, per non essere impopolari e per non riformare sé stesse, non hanno governato e così, con una classica capriola della storia, c’è stata la ribellione delle masse: il cacio è andato sotto e i maccheroni sopra.

Il fenomeno della ribellione delle masse ha due caratteri di fondo. 1: lo Stato è individuato come la soluzione di tutti i mali e di tutti problemi. 2: l’uomo-massa crede nel diritto alla volgarità e, quindi, al capovolgimento di ciò che vale: al posto dell’intelligenza il trionfo del cretino; in luogo della conoscenza l’ignoranza; invece del limite la tracotanza.

Come se ne esce? Non senza difficoltà, se se ne esce. Infatti, nell’epoca  – come diceva Alan Sorrenti –  dei figli delle stelle c’è un nuovo capovolgimento che si narra nell’apologo dei cavalli e degli asini. Ora ve lo racconto.

L’altra sera dalla signora Gruber c’era una giornalista del quotidiano La Verità che diceva: “Il Tav è il cavallo di battaglia del M5S”. Il Movimento con questo cavallo di battaglia ha, nell’ordine: fatto ridere il mondo; isolato l’Italia; interrotto una delle vie di comunicazione più antiche in Europa che dal Rinascimento in poi ha fatto la fortuna della borghesia italiana; dimostrato che, come l’élite precedente, è al governo ma non governa con la differenza, però, che la nuova élite popolare è anche incapace di gestire l’esistente.

Si può dire, allora, che il cavallo di battaglia del M5S è, in realtà, un asino di battaglia.

Nel M5S l’asino di battaglia non è un’eccezione ma la regola. Eccone una lista incompleta: chiusura domenicale dei negozi e perdita di migliaia di posti di lavoro; chiusura in terra e in mare dei cantieri; decreto dignità con incentivo alla disoccupazione; fantasma del reddito di cittadinanza; primo boom economico recessivo della storia; il dittatore Maduro è un “sincero democratico”; il presidente Macron è un nemico e il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, incontra a Parigi il leader dei gilet gialli che predica e pratica la rivoluzione e la violenza; Roma da quando è amministrata non solo da Virginia Raggi ma dalla classe politica dei grillini ha perso il titolo di “città eterna” e ha i giorni contati.

La sostituzione del cavallo con l’asino di battaglia ci fa capire che si è realizzata quella che Giovanni Sartori chiamò  – alla fine degli anni Sessanta, visto lo sfacelo dell’università -: asinocrazia.

Fino a quando durerà il potere dei somari? Fino a quando quel “dio mortale” che è lo Stato non collasserà dimostrando che, al contrario di quanto dicono gli asini di battaglia e tendono a credere per convenienza gli Italiani, il Leviatano non è la soluzione ma l’origine dei mali e dei problemi.

Giancristiano Desiderio, 15 febbraio 2019

 

Iscrivi al canale whatsapp di nicolaporro.it
L'inferno è pieno di buone intenzioni
Ripartenza 2025

17, 18 e 19 Luglio 2026 a Maratea

SEDUTE SATIRICHE

Se lo scandalo non c'è, si confeziona - Vignetta del 13/06/2026 - Sedute Satiriche di Beppe Fantin

Se lo scandalo non c'è, si confeziona

Vignetta del 13/06/2026