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Tutte le guerre illegali della Nato

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«L’unica organizzazione internazionale che ha sem­pre funzionato è la Nato, perché è un’alleanza militare e perché noi ne siamo al comando», disse una volta elo­quentemente il presidente americano Richard Nixon. Al di là dei suoi segretari generali che servono solo per le dichiarazioni stampa, «il ruolo chiave spetta al più alto comandante militare per il territorio europeo, il Su­preme Allied Commander Europe (Saceur, Comandante supremo delle forze alleate in Europa), che è stato asse­gnato sempre a un generale statunitense e la cui sede prin­cipale è nel Supreme Headquarters Allied Powers Europe (Shape, Comando supremo delle potenze alleate in Euro­pa), a Casteau nel Belgio».

Il primo Saceur fu Dwight Eisenhower, «che nel 1953 rovesciò il governo in Iran» e fu pure presidente Usa. Nel febbraio 2003, «poco prima che gli Usa e il Regno Unito attaccassero l’Iraq (…) senza mandato dell’Onu – da cui in seguito sarebbe sorto l’Isis, che al momento destabilizza la Siria – [si svolse] una dimo­strazione a Berna, la capitale della Svizzera, per protestare contro quella guerra. Con la presenza di quasi quarantami­la persone, era una delle manifestazioni pubbliche più grandi che ci sia mai stata in Svizzera dal 1945. Migliaia di persone scesero per strada anche in altre capitali europee e del Nordamerica, ma il presidente americano George W. Bush e il premier britannico Tony Blair non se ne preoc­cuparono. Nonostante quelle proteste, nel marzo 2003 at­taccarono l’Iraq, gettarono nel caos il Medio Oriente».

Chi scrive questo era presente alla manifestazione e si tratta dello storico svizzero Daniele Ganser, nel libro (che sarà in libreria il 25 novembre: conviene prenotarlo) dall’eloquente titolo Le guerre illegali della Nato (Fazi, pp. 576, €. 20, con prefazione di Carlo Rovelli). Perché illegali? Perché la Nato dovrebbe essere un’alleanza esclusivamente difensiva e agire dietro mandato Onu. Invece, « le regole sancite dall’Onu vengono di­sattese sistematicamente, ma i mass media non ne parlano mai».

Ganser dedica anche un commosso ricordo a uno dei primi segretari generali dell’Onu, un uomo profondamente religioso, Dag Hammarskjöld, che «aveva profonde radici cristiane. Sulla sua lapide a Uppsala, in Svezia, si legge: «Non io, ma Dio in me». Hammarskjöld morì il 18 settem­bre 1961 in un incidente aereo in Africa, le cui cause non sono state mai del tutto chiarite, mentre era impegnato a risolvere la crisi congolese». È singolare osservare come anche i fondatori dell’Europa fossero tutti fortemente credenti, anzi tutti e tre cattolici: De Gasperi, Schumann e Adenauer. Ma altri figuri l’hanno scippata, vassalli proni e contenti della sinistra americana.

Le guerre Nato «sono aumentate dopo la caduta del Muro di Berlino. Tra queste ricordiamo l’attacco alla Serbia nel 1999, quello all’Afghanistan nel 2001, quello al­l’Iraq nel 2003, il rovesciamento del presidente libico Gheddafi nel 2011 e il bombardamento della Siria nello stesso anno». Insomma, «negli ultimi settant’anni sono stati in massima parte i Paesi della Nato, la maggiore alleanza militare del mondo, guidata dagli Stati Uniti, ad avviare  guerre illegali». E il resto leggetevelo nel libro. Non possiamo farci niente, perché l’impero angloamericano ha il coltello per il manico. Ma se almeno la smettessero con l’ipocrisia (il Bene, loro; il Male gli aggrediti) sarebbe già tanto…

Rino Cammilleri, 27 ottobre 2022