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Tutti zitti sull’ayatollah e le vignette antisemite - Seconda parte

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Cari amici, ho provato a spiegare l’ovvio, ma già so che molti di voi continueranno a guardare il dito e non la luna, per questo mi sento Avvelenato come Guccini e Voi critici, voi personaggi austeri militanti severi, chiedo scusa a vossìa. Continuerete così? A pensare che basta non provocare per non avere reazioni? Avete tutto il diritto di farlo, ma non criticate noi che vogliamo vivere liberi o combattere per rimanerci perché io tutto, io niente, io stronzo, io ubriacone, io poeta, io buffone, io anarchico, io fascista, io ricco, io senza soldi, io radicale. Io diverso ed io uguale, negro, ebreo, comunista. Io frocio, io perché canto so imbarcare. Io falso, io vero, io genio, io cretino. Io solo qui alle quattro del mattino.

L’angoscia e un po’ di vino, voglia di bestemmiare. E se avessi previsto tutto questo, dati causa e pretesto, forse farei lo stesso. Mi piace far canzoni e bere vino. Mi piace far casino, poi sono nato fesso. E quindi tiro avanti e non mi svesto dei panni che son solito portare. Ho tante cose ancora da raccontare per chi vuole ascoltare. E a culo tutto il resto.

Michael Sfaradi, 1° novembre 2020