Zanzara tigre

Uccide il ladro, Cruciani su Roberto Mollo: “Il bandito ha sempre torto”

L'editoriale del conduttore della Zanzara, Giuseppe Cruciani: la difesa di chi spara ai ladri, l'integrazione linguistica e il confronto con Simone Leoni

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Nella prima ora della Zanzara del 23 settembre, Giuseppe Cruciani è tornato sul caso di un uomo indagato dopo aver sparato a chi, secondo il racconto in trasmissione, stava entrando nella sua abitazione. Il conduttore ha contestato l’idea che chi si difende debba valutare, in quei momenti, se l’intruso stia fuggendo. Ha poi discusso di integrazione linguistica e si è confrontato in studio con Simone Leoni sul reato di femminicidio e sulle parole del generale Vannacci.

La difesa in casa

Cruciani ha criticato l’indagine per omicidio volontario a carico dell’uomo che ha sparato, sostenendo che dovrebbe essere «prosciolto in tre giorni». Rivolgendosi alla politica, ha chiesto di intervenire sulla legittima difesa: «Non ce ne frega una sega», ha detto a proposito delle valutazioni sulle circostanze dello sparo. «Il ladro ha sempre torto in queste situazioni». Ha aggiunto, come propria proposta, che chi subisce un’irruzione e ne resta traumatizzato dovrebbe essere risarcito, anziché dover risarcire la famiglia dell’intruso.

Italiano e arabo nell’integrazione

Un altro confronto ha riguardato l’idea, ascoltata in un audio durante la trasmissione, che conoscere l’arabo possa aiutare l’integrazione e il lavoro dei poliziotti. Cruciani l’ha respinta: «L’integrazione si fa perché gli arabi imparano l’italiano, non noi l’arabo». Ha precisato che ciascuno può studiare l’arabo se vuole, ma ha contestato che lo si possa imporre agli agenti o presentare come condizione per l’integrazione in Italia.

Il confronto con Leoni

Ospite in studio, Simone Leoni ha difeso l’introduzione del reato di femminicidio, distinguendo gli omicidi in base al movente. Cruciani ha replicato che l’ordinamento già considera motivazioni e circostanze: «Volete creare una categoria a parte per criminalizzare l’uomo?». I due hanno discusso anche dei dati citati da Leoni sulle donne uccise negli ultimi cinque anni, senza raggiungere un accordo. La cifra è rimasta oggetto di contestazione nel corso del confronto.

Sulle parole di Vannacci, Cruciani ha difeso come battuta la risposta sulle donne «senza la gonna», criticando le reazioni che l’avevano giudicata offensiva. Leoni l’ha invece definita di «cattivo gusto», pur sostenendo che «le cose serie sono altre». Il confronto si è poi spostato sulle posizioni del generale riguardo alle persone gay: Leoni ha chiesto perché negare loro diritti, mentre Cruciani ha contestato l’accusa che Vannacci se la prenda con loro.

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