Esteri

Ucraina, i Volenterosi pronti alle esercitazioni. Meloni non ci sta

Dal vertice di Kiev nuovi aiuti militari, più difesa aerea e sanzioni contro Mosca. Meloni conferma il sostegno all’Ucraina ma dice no alle manovre dei Volenterosi

ucraina © Leonid Andronov tramite Canva.com
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Il sostegno a Kiev prosegue, ma non tutti i Paesi della coalizione dei Volenterosi intendono percorrere la stessa strada. Dal vertice convocato nel giorno del 35esimo anniversario dell’indipendenza ucraina arriva infatti un nuovo impegno ad aumentare gli aiuti militari, rafforzare la difesa aerea e stringere ulteriormente le maglie delle sanzioni contro Mosca. Ma anche un distinguo importante da parte dell’Italia: Roma non prenderà parte alle esercitazioni militari annunciate da Emmanuel Macron per il prossimo autunno.

La riunione si è svolta in formato ibrido, tra Kiev e i leader collegati in videoconferenza, ed è stata presieduta dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky insieme al premier britannico Andy Burnham, al presidente francese Macron e al cancelliere tedesco Friedrich Merz. Nel documento conclusivo i Volenterosi hanno confermato l’intenzione di aumentare il sostegno militare all’Ucraina, indicando nella difesa aerea una delle urgenze principali. Sul tavolo anche una maggiore collaborazione con l’industria bellica ucraina e nuove misure contro il complesso militare-industriale russo. Secondo i calcoli riportati nella dichiarazione, le sanzioni e le altre iniziative economiche adottate dal febbraio 2022 avrebbero già sottratto almeno 495 miliardi di dollari alla capacità finanziaria di Mosca.

Resta inoltre in preparazione la Forza multinazionale per l’Ucraina, pensata per entrare in azione soltanto dopo una cessazione credibile delle ostilità e all’interno di un più ampio sistema di garanzie di sicurezza per Kiev. È proprio in questa cornice che Macron ha annunciato esercitazioni militari su larga scala tra ottobre e novembre, con l’obiettivo di verificare la prontezza operativa della Coalizione e la sua capacità di intervenire una volta terminate le ostilità. L’Italia, però, resterà fuori. Fonti di governo hanno confermato che Roma “non parteciperà” alle manovre, in continuità con la posizione già espressa da Giorgia Meloni sull’eventuale impiego di soldati italiani sul territorio ucraino.

Il presidente del Consiglio ha partecipato alla riunione in videocollegamento e ha ribadito il sostegno italiano alla sovranità, all’integrità territoriale e all’indipendenza dell’Ucraina. Sul piano concreto, Roma concentrerà una parte degli sforzi sull’emergenza energetica. Meloni ha annunciato l’invio di ulteriori generatori elettrici, destinati a sostenere la popolazione e la rete energetica ucraina in vista dell’inverno, mentre continuano gli attacchi contro le infrastrutture civili.

Una linea che tiene insieme sostegno a Kiev e ricerca di una soluzione negoziale. Nel corso della riunione, i partecipanti hanno concordato anche sulla necessità di rendere più efficace il sistema delle sanzioni, intervenendo in particolare sui meccanismi utilizzati per aggirarle e sulla cosiddetta flotta ombra russa. La Coalizione ha contemporaneamente rinnovato la richiesta di un cessate il fuoco “pieno, immediato e incondizionato” a partire dall’attuale linea di contatto. Meloni, da parte sua, ha confermato l’impegno italiano a lavorare con gli alleati per arrivare a una pace considerata “giusta e duratura”.

Più allarmato il messaggio arrivato da Macron. Il presidente francese ha avvertito gli alleati che Mosca potrebbe aumentare la pressione sui Paesi europei nel tentativo di scoraggiarli dal continuare a sostenere Kiev. «La Russia tenterà un’escalation contro i Paesi europei per dissuaderli dall’aiutare l’Ucraina», ha sostenuto Macron, prevedendo ulteriori provocazioni nei confronti dei Paesi Nato e invitando nello stesso tempo gli alleati a “mantenere la calma e continuare” nell’assistenza all’Ucraina.

Il fronte più urgente resta comunque quello della difesa aerea. Il premier britannico Burnham ha chiesto ai partner di ricorrere anche alle proprie scorte per mettere a disposizione dell’Ucraina nuovi intercettori Patriot. Londra, che nelle ultime ore ha inoltre aperto alla condivisione con Kiev di tecnologie necessarie alla produzione di missili a lungo raggio, considera il rafforzamento della protezione delle città ucraine una priorità immediata. Zelensky ha indicato proprio nei Patriot uno dei principali bisogni militari del Paese, mentre gli attacchi russi continuano a colpire infrastrutture e centri abitati.

Dal vertice sono arrivati anche nuovi pacchetti militari ed energetici, finanziamenti per la produzione di droni e ulteriori impegni sulla difesa aerea. Zelensky ha ringraziato gli alleati, ma ha insistito soprattutto sulla necessità di ridurre lo squilibrio economico con la Russia. Secondo i numeri citati dal presidente ucraino, Mosca spenderebbe circa 340 miliardi di euro per la guerra contro i circa 140 miliardi a disposizione di Kiev.

È in questo contesto che Zelensky ha rilanciato la necessità di “riportare la guerra in Russia” e renderne più evidente il costo alla popolazione russa. Nella lettura del presidente ucraino, aumentare la capacità di colpire e soprattutto la produzione di droni servirebbe anche a creare una maggiore pressione interna sul Cremlino e, nelle intenzioni di Kiev, spingere Vladimir Putin verso un negoziato. “Abbiamo quindi bisogno di una quantità altrettanto competitiva di droni” ha spiegato Zelensky, indicando nel divario di risorse uno dei principali problemi da affrontare.

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Sul versante italiano, intanto, il dialogo è proseguito anche attraverso la Farnesina. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha definito l’Italia un “partner affidabile e Paese amico” dopo un colloquio telefonico con Antonio Tajani. Al centro della conversazione la difesa aerea, gli attacchi alle infrastrutture energetiche, la sicurezza della navigazione nel Mar Nero e il funzionamento del corridoio marittimo ucraino. Kiev ha inoltre ringraziato Roma per il contributo alla ricostruzione di Odessa e per il sostegno sul fronte energetico, chiedendo di mantenere alta la pressione sanzionatoria e di accompagnare il percorso ucraino verso l’adesione all’Unione europea.

Il quadro che esce dalla riunione dei Volenterosi resta dunque quello di un sostegno occidentale destinato a proseguire, con maggiori investimenti nella difesa aerea, nella produzione militare ucraina e nelle sanzioni contro Mosca. All’interno della Coalizione, però, rimangono differenze sui passi successivi: e l’Italia, pur confermando aiuti militari, energetici e umanitari, ha già fissato il proprio limite sulle esercitazioni e sulla prospettiva di un coinvolgimento diretto dei suoi soldati.

Massimo Balsamo, 25 agosto 2026

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