Vi ricordate quando, qualche mese fa, Antonio Scurati sosteneva che la seconda stagione di “M.”, la serie tv ispirata ai suoi romanzi, fosse stata bloccata per ragioni politiche? Ecco: l’executive vice president di Sky, Nils Hartmann, ieri lo ha smentito radicalmente: “Le dichiarazioni di Scurati non hanno alcun impatto sulla nostra decisione. Non c’è nessun motivo politico per non realizzare un secondo capitolo, ma è complicato costruirlo”.
È questa la nota ufficiale che ribalta la narrativa vittimistica dell’autore in base alla quale la serie si fosse bloccata dopo un veto politico e a causa dell’avanzare inarrestabile della destra internazionale. Hartmann la fa molto più semplice di così: “M. Il figlio del secolo” è un progetto molto ambizioso, costoso e difficile da costruire per il mercato internazionale di oggi. Sky sta discutendo di una possibile soluzione con Fremantle, la società di produzione. E poi aggiunge con chiarezza: “Abbiamo mandato in onda e promosso a voce alta la prima stagione, quindi non c’è nessun motivo politico per non realizzare un secondo capitolo, ma è complicato costruirlo.”
Insomma, Scurà, non è il regime. E il santo mercato a imporre le produzioni e a misurare ogni sviluppo in base agli introiti che genera o ai costi che ha. Perché, diciamolo: M. è costata molto. Moltissimo. E per quanto abbia ricevuto attenzione mediatica (un po’ scontato in un paese dove parlare di fascismo ti fa ancora prendere voti), non è diventata un fenomeno internazionale dal budget illimitato. Hartmann riconosce che la difficoltà non sta nel barcamenarsi nei temi politici, ma nel renderla economicamente sostenibile: «produrla è complicato», dice.
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Le dichiarazioni di Scurati risultano così, nelle parole dell’emittente, irrilevanti per la decisione, grottesche, dannose per un’azienda come Sky che certamente non piegherebbe la testa dinnanzi ad un ipotetico diktat politico. Non è la politica a trattenere M., ma l’economia della trasmissione.
Quindi la seconda stagione di “M.” tarderà ad arrivare (sempre ammesso che arriverà), non perché un uomo in camicia nera ha premuto un bottone rosso, ma perché il costo di un prodotto del genere è evidentemente troppo alto per un mercato già saturo. La cosa di certo farà piacere a Marinelli visto lo stress psicofisico che ha subito nell’ interpretare il duce. Avrà più tempo per riprendersi tra un cachet e l’altro.
Alessandro Bonelli, 28 settembre 2025
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