Il gruppo Unipol e la controllata UnipolSai, fedeli al proprio “Dna sociale”, investono sullo sviluppo sostenibile, confermandosi un saldo sostegno alla resilienza del nostro sistema Paese anche all’acme della pandemia: lo scorso anno è ammontato a 13,3 miliardi il valore consegnato alla comunità dalla galassia Unipol. Un impegno finanziario, confermato dal bilancio integrato del big delle polizze guidato da Carlo Cimbri, che è uno dei principali gruppi assicurativi in Europa e leader in Italia nel Ramo Danni (in particolare nei settori Auto e Salute), con una raccolta complessiva pari a 12,2 miliardi. Questo si traduce in una forza e una solidità finanziaria che hanno permesso a Unipol di schierarsi accanto ai propri assicurati nel momento del bisogno con 9,1 miliardi di indennizzi ma anche di distribuire 4,2 miliardi agli altri stakeholder. In particolare lo scorso anno Unipol ha raggiunto, tramite UnipolSai, con le proprie coperture 7,7 milioni di persone pari al 13% dei cittadini italiani e le sole Pmi, spina dorsale della produzione made in Italy, hanno sottoscritto polizze per oltre 710 milioni di euro. Unipol è infatti fortemente convinta che il business assicurativo abbia una “strutturale” responsabilità nei confronti della società – sia come protezione dai rischi sia come integratore del welfare pubblico, grazie al contributo del secondo e terzo pilastro, nonché per lo sviluppo di servizi sanitari, ma sempre più anche socio-assistenziali, integrativi. Vediamo allora, proprio scorrendo i bilanci integrati del gruppo e della controllata UnipolSai, le prove concrete dell’impegno per lo sviluppo sostenibile.
Meno emissioni

I valori sostenibilità ambientale e della responsabilità sociale plasmano in profondità e in modo strutturale, l’operare strategico del gruppo guidato da Cimbri. La conferma è nel fatto che lo scorso dicembre, Unipol ha effettuato il monitoraggio di sostenibilità dei propri attivi, e la percentuale green ha raggiunto il 98% degli asset sottoposti a monitoraggio, per un totale di 53,4 miliardi. Il gruppo ha inoltre centrato in anticipo rispetto alle attese, gli investimenti a sostegno dell’Agenda 2030, che hanno fatto un balzo del 58% nel 2020, raggiungendo i 609,4 milioni di “investimenti tematici” e “a impatto”; tra questi, quelli per il contrasto al cambiamento climatico sono cresciuti del 19%. Quanto alla lotta al cambiamento climatico e alla tutela dell’ambiente, va detto che a parità di perimetro rispetto al 2019, il gruppo lo scorso anno ha fatto registrare una complessiva riduzione delle emissioni di CO2 del 23,3%, assestandosi ad un valore di 37.829 tonnellate di CO2 equivalenti.
Il progetto Life Ada e la formazione dei dipendenti
Tra le principali iniziative di Unipol per accrescere la resilienza del settore agricolo spicca invece il progetto Life Ada (Adaptation in Agricolture), cofinanziato dall’Unione Europea all’interno del programma Life: il piano, che durerà fino dicembre 2023, coinvolge UnipolSai come capofila insieme a vari partner. Per Unipol l’impegno a sostenere e collaborare con i territori e le comunità in cui opera significa infatti contribuire allo sviluppo e alla realizzazione di progetti di utilità sociale, di supporto alla ricerca scientifica, culturali, di tutela del patrimonio artistico e dell’ambiente, di sostegno allo sport e all’entertainment. Nel 2020 il contributo alla comunità è stato pari a circa 9 milioni. Nel 2020 Unipol ha inoltre investiti 7,5 milioni per la formazione dei propri dipendenti, agenti e collaboratori, con un milione di ore erogate.
Il settore immobiliare e la riqualificazione urbana

Il gruppo è uno dei principali operatori del settore immobiliare in Italia per entità del patrimonio gestito: 3,9 miliardi a fine dicembre 2020. Ha una lunga esperienza nella promozione e nel coordinamento di progetti di riqualificazione urbana e nella gestione ordinaria e straordinaria dei portafogli immobiliari, volta a raggiungere obiettivi di creazione di valore continuo e sostenibile. In particolare lo scorso anno sono proseguiti nell’area di Milano i lavori di realizzazione del nuovo edificio multipiano a uso direzionale in piazza Gae Aulenti (zona Porta Nuova Garibaldi), che sarà certificato Leed Platinum per il risparmio energetico, idrico e di qualità ecologica degli interni. Sempre a Milano è stato avviato il progetto “Inoltre. Sharing the city”, un percorso partecipativo di ascolto e co-progettazione che coinvolge grandi autori e cittadini per la valorizzazione di aree periferiche.
Undici anni di “Pensiero Integrato”
Risale al 2010 il primo piano di sostenibilità del gruppo bolognese che si è da subito dotato di un Comitato sostenibilità ad hoc a fianco del Consiglio di amministrazione. L’approccio scelto da Unipol è stato di integrare l’attenzione allo sviluppo sostenibile nei propri processi decisionali e nel modello di produzione del valore nelle diverse attività di business. “Creazione di Valore Condiviso e concorso allo sviluppo sostenibile” è infatti ancora oggi uno dei cinque assi del Piano Industriale 2019/21. Quest’ultimo impegna inoltre in modo serrato Unipol al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo sostenibile, in particolare SDGs 3 (salute), 8 (buona occupazione) e 11 (città sostenibili). Alla base dell’approccio integrato è la Politica di Sostenibilità, adottata da Unipol che agisce in modo da garantire in tutte le sue sfere d’influenza il rispetto del Global Compact, e declina come integrare la sostenibilità nei processi prevedendo la valutazione d’impatto delle proprie attività, nonché pensando alla gestione responsabile dei dati e la lotta al cambiamento climatico.
Responsabile nelle sue scelte finanziarie
Pioniere anche sul fronte della Finanza Socialmente Responsabile, la compagnia bolognese è stata la prima a inizi del 2000 ha mettere sul mercato un fondo pensione aperto “etico” e da subito è stata tra gli aderenti al Forum per la Finanza Sostenibile. Nel 2012 Unipol ha quindi adottato una Policy con criteri di esclusione che prevede un monitoraggio di sostenibilità trimestrale indipendente. I criteri di esclusione alla base del monitoraggio di sostenibilità sono integrati dalla valutazione sul livello di compliance ai principi ESG di ogni emittente, espresso tramite un rating che ne individua lo standard minimo accettabile. I criteri di rating – per la valutazione della compliance ai principi ESG degli emittenti – sono stati sviluppati coerentemente con le linee guida di “ICCR” (“Principles for Global Corporate Responsibility: Benchmarks for Measuring Business Performance”) e coerenti con il Global Compact e il UNPRI. Con la politica d’Investimento recentemente approvata tale approccio è stato adottato ex-ante su tutto l’universo investibile; per rafforzare ulteriormente l’attività di Responsible Asset Management, il gruppo ha inoltre consolidato l’impiego in Investimenti Alternativi, come green economy, social housing e infrastrutture strategiche.
In testa per reputazione in Italia
Una lunga serie scelte strategiche e risultati tangibili che hanno aiutato il gruppo Unipol a confermarsi , per il quarto anno consecutivo, al primo posto per reputazione nei settori assicurativo e bancario, grazie ad un punteggio pari a 73,0 (67,6 nel 2019), in base alla classifica Italy RepTrak 2020 stilata da The RepTrak Company, che prende in considerazione circa 400 aziende operanti in Italia per misurarne il livello di reputazione. Inoltre, grazie anche alle campagne pubblicitarie “Sempre un passo avanti”, UnipolSai ha raggiunto il traguardo di top of mind, infatti è il marchio con il più elevato livello di ricordo spontaneo, associato a innovazione e a solidità, il primo a cui le persone pensano quando devono scegliere un’assicurazione.

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