Il Brandmauer cede a Magdeburgo. Per la prima volta in Germania un esponente di Alternative für Deutschland conquista la presidenza di un Parlamento regionale, grazie a una maggioranza che supera i confini del proprio partito. Tobias Rausch, 35 anni, è stato eletto alla guida del Landtag della Sassonia-Anhalt con 48 voti favorevoli, 29 contrari e cinque astensioni. A consentire il passaggio è stato il sostegno dichiarato del BSW di Sahra Wagenknecht. Ma dalle urne sono usciti anche quattro sì in più rispetto a quelli annunciati. Un risultato che apre una breccia nel cordone sanitario costruito attorno all’AfD e mette sotto pressione soprattutto la CDU.
I numeri spiegano la portata politica della giornata. Alle elezioni regionali del 6 settembre, Alternative für Deutschland aveva ottenuto il 43,8 per cento, affermandosi nettamente come primo partito. I suoi 39 deputati, sommati ai cinque del BSW, garantivano a Rausch 44 preferenze. Ne sono arrivate 48. Come ricostruisce la Bild, socialdemocratici, Verdi e Linke, ciascuno con otto rappresentanti, avevano annunciato il proprio no. La direzione del gruppo cristianodemocratico aveva invece raccomandato ai suoi 15 parlamentari di astenersi, uno di loro era assente.
Il voto segreto impedisce di assegnare una provenienza certa alle quattro preferenze aggiuntive. E non consente neppure di verificare che tutti abbiano rispettato gli impegni dichiarati. Un dato, però, resta: le cinque astensioni effettive sono molto meno delle 14 attese. La distribuzione dei voti non corrisponde quindi allo schema della vigilia. Per i cristianodemocratici, che attraverso l’astensione volevano anche misurare la compattezza delle proprie file, è un segnale tutt’altro che rassicurante in vista della prossima partita: il voto di novembre sulla candidatura di Ulrich Siegmund, esponente dell’AfD, alla guida del governo regionale.
È qui che l’elezione di Rausch assume un significato che va oltre l’assegnazione di una carica. Il Brandmauer, letteralmente “muro tagliafuoco”, è la linea di isolamento politico nei confronti dell’AfD. Per la CDU questa separazione si fonda anche su una deliberazione di partito che esclude coalizioni e forme analoghe di collaborazione. Una scelta ribadita nel tempo, ma sottoposta a pressioni crescenti soprattutto nei Länder orientali, dove la forza elettorale di Alternative für Deutschland rende sempre più complicata la costruzione di maggioranze alternative.
A Magdeburgo quella barriera non ha impedito a un candidato dell’AfD di ottenere la presidenza dell’assemblea con il sostegno di parlamentari esterni al suo gruppo. Non significa che il cordone sanitario sia stato formalmente abbandonato in tutta la Germania, né che esista già un accordo per governare insieme. Ma sul terreno delle cariche istituzionali l’isolamento è stato spezzato. E a spezzarlo apertamente è stata la formazione di Wagenknecht, assumendosi la responsabilità politica di sostenere Rausch.
Il ruolo del BSW è dunque centrale. I suoi cinque deputati non si sono limitati a lasciare passare il candidato attraverso un’astensione: ne hanno annunciato il sostegno. Una scelta che separa la formazione di Wagenknecht dalle altre forze di sinistra e offre all’AfD un interlocutore per una decisione istituzionale di primo piano. L’elezione dimostra che una maggioranza attorno a un suo candidato può formarsi. Resta da capire se questa disponibilità resterà circoscritta alla presidenza del Landtag oppure avrà conseguenze anche sulla formazione dell’esecutivo.
Rausch, presente nell’assemblea regionale dal 2016, ha accompagnato l’insediamento con un discorso dai toni concilianti, senza rinunciare al messaggio politico. “Non siamo qui per noi stessi, le nostre cariche non sono riconoscimenti. Sono stati i cittadini a mandarci qui”, ha dichiarato. Ha inoltre sostenuto che le differenze di opinione non devono trasformare gli avversari in nemici e chiesto il superamento del Brandmauer.
Una lettura immediatamente rilanciata dai vertici nazionali dell’AfD. Alice Weidel e Tino Chrupalla hanno salutato i voti arrivati da altri gruppi come una dimostrazione di fiducia nelle capacità del neopresidente, ma soprattutto come il segnale della disponibilità ad accettare la volontà degli elettori e a tornare a una collaborazione parlamentare concreta. È il risultato politico che il partito può rivendicare: dopo l’affermazione nelle urne, il riconoscimento istituzionale ottenuto con consensi esterni.
All’esterno del Parlamento, intanto, centinaia di persone hanno manifestato in piazza Duomo contro l’elezione. Tra i partecipanti anche esponenti della Linke e dei Verdi. La protesta accompagna una svolta che non chiude lo scontro sul cordone sanitario, ma lo porta su un terreno nuovo. A novembre si vedrà se la breccia aperta per Rausch potrà allargarsi alla guida del Land. Per la CDU sarà il passaggio decisivo: distinguere il voto per una carica parlamentare dal sostegno a un governo AfD e dimostrare di avere ancora la forza di tenere uniti i propri deputati.
Massimo Balsamo, 6 ottobre 2026
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