
Affidabilità dell’offerta ed eticità continuano a essere due condizioni necessarie del Dna di un gruppo assicurativo. Ma dopo lo choc della pandemia, in cui in cui le grandi imprese del settore si sono schierate in prima fila per aiutare la società civile, gli italiani chiedono di più. Cercano nel loro partner assicurativo, a cui hanno di fatto affidato la protezione della loro vita e dei loro beni più cari, una leadership dimostrata nei fatti. A dirlo è uno studio condotto in collaborazione con The RepTrak Company, società di ricerca che da 24 anni si occupa di misurazione della Reputazione a livello globale. E nessuno anche nel 2020, quindi nell’acme del Covid, più del gruppo Unipol è stato in grado di distinguersi e di posizionarsi al vertice del percepito nel settore assicurativo dagli italiani.
Il cuore degli italiani pulsa per Unipol
Lo scorso anno Unipol si è confermato l’assicuratore che ha saputo consolidare maggiormente il proprio posizionamento, in termini assoluti, mantenendo un ampio distacco nella scala della Reputazione rispetto ai concorrenti. Quando si parla di Reputazione, nel settore delle polizze non è già facile posizionarsi stabilmente in area 70 punti, ma il gruppo guidato dall’amministratore delegato Carlo Cimbri è riuscito a sfondare tale soglia, raggiungendo un punteggio medio annuo di 73,6 (Dati RepTrak), con una crescita di 3,9 punti sulla media 2019. Il risultato riflette il riconoscimento di famiglie e imprese all’impegno profuso da Unipol per contrastare l’emergenza: la pagella ha infatti visto crescere non soltanto il legame emotivo ma anche l’apprezzamento delle dimensioni razionali sulle quali l’esercizio dell’impresa si è svolto. In particolare tutti i driver reputazionali sono migliorati, da un minimo di 2 punti a un massimo di 5 punti. E gli italiani vedono con sempre maggiore convinzione Unipol come a un’azienda che offre prodotti e servizi affidabili, fortemente innovativa, patrimonialmente solida e con una conduzione etica e rispettosa.
Le azioni concrete di Unipol sul territorio
Unipol ha a disposizione sofisticati strumenti di monitoraggio, ma è convinta che per capire la società in cui opera non esista radar più efficace della capacità di restare connessa alla vita di tutti i giorni. Una empatia, una intelligenza emotiva, una autenticità che Unipol ha dimostrato nei fatti anche durante la pandemia. Il gruppo ha infatti messo subito in sicurezza i suoi dipendenti e le sue agenzie, organizzato in tempi record il lavoro agile, spinto la digitalizzazione e avviati i primi cantieri di digital workplace. Si è inoltre schierata accanto alla società civile e le istituzioni, con le donazioni a favore delle strutture ospedaliere italiane e della collettività, garantendo così il finanziamento di servizi altrimenti difficili da erogare. E quando un gruppo riesce a coniugare la dimensione valoriale del brand con il suo core business – attraverso azioni utili per le persone – accresce la sua Reputazione e quindi la sua credibilità di azienda.
UnMesePerTe e UniSalutePerTe
Unipol ha inoltre lanciato due iniziative mirate a offrire un sostegno reale ai suoi 10 milioni di clienti, per tradurre nei fatti quel valore di protezione che rappresenta la cifra identitaria del gruppo. Si tratta di UnMesePerTe con cui il gruppo, davanti al blocco forzato del lockdown, ha deciso di restituire un mese di polizza RC auto ai suoi 10 milioni di clienti, tramite un voucher-sconto da utilizzare al rinnovo del contratto. E di UniSalutePerTe con cui, attraverso la controllata UnipolSai, ha regalato ai clienti la copertura sanitaria Covid-19 di UniSalute.
Come funziona il termometro della Reputazione
Il Modello RepTrak si basa sul fatto che tra una azienda e i suoi stakeholder esistono due tipologie di legame: il legame emotivo (composto da stima, ammirazione, fiducia e feeling) e il percepito razionale rispetto alle sette aree che influenzano la reputazione: prodotto, innovazione, workplace, governance, citizenship, leadership e performance. Per muovere il legame emotivo e quindi migliorare la sua Reputazione, Unipol ha lavorato sulle sette aree di contenuto da poter comunicare e sviluppare attraverso le diverse attività aziendali.
La missione delle imprese post Covid
Gli italiani vogliono che le aziende del nostro Paese dimostrino di essere leader, siano rapide a scendere in campo e a fare sistema con le istituzioni per accelerare una ripresa economica e sociale accompagnata dal piano vaccinale del governo Draghi. Per essere delle aziende davvero leader servono tuttavia due qualità irrinunciabili che Unipol ha dimostrato di possedere: saper comprendere profondamente il contesto nel quale ci si trova a operare e la forza di poter sostenere le proprie scelte in una prospettiva a medio-lungo termine. La salute economico-patrimoniale delle imprese è infatti altrettanto importante di quella personale. Senza solidi risultati di bilancio una azienda non ha la forza di restituire valore alla collettività.
E quella dei big delle polizze
Il Covid-19 ha mutato molti dei valori e delle priorità degli italiani verso il settore delle polizze, attraverso fasi intermedie che hanno riflesso i diversi stati psicologici della comunità di fronte all’evolvere della pandemia. Il 2020 si può idealmente suddividere in quattro tappe: 1) nella fase pre-Covid, gli italiani cercavano nel proprio assicuratore eticità, prodotti affidabili al giusto prezzo e innovazione; 2) nel primo lockdown (marzo-maggio), la crescita esponenziale dei decessi dimostra come lo Stato non possa farcela da solo, cresce quindi l’aspettativa che le imprese private scendano in campo dimostrando responsabilità sociale; 3) nella pausa estate (giugno-settembre) si esplorano nuovi modelli di lavoro e di leadership; 4) la seconda ondata pandemica (ottobre-dicembre) acuisce il timore degli italiani di perdere il lavoro e aumenta la consapevolezza che la salute del tessuto economico è altrettanto importante di quella personale. Al termine del 2020, gli italiani sanno che cosa chiedere alle imprese del settore assicurativo: affidabilità dell’offerta ed eticità restano imprescindibili ma ormai sono date quasi per scontate, mentre salgono di importanza appunto la Leadership e le Performance, che rappresentano il “volere” e il “potere” delle imprese.

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