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Vaccini e green pass: cosa si è dimenticata di dire Liliana Segre

Il discorso della senatrice a vita è stato accolto dagli applausi ma è mancato qualcosa

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Con il massimo rispetto per le opinioni dell’illustre Liliana Segre, vorrei associarmi a quanto espresso su La Verità da Daniele Capezzone, il quale ha sostanzialmente definito in gran parte inappropriato l’intervento della veneranda senatrice. Un intervento che, come ha sottolineato Capezzone, è andato ben oltre il tradizionale discorso di benvenuto che il senatore anziano rivolge ai colleghi appena insediati, toccando un ampio ventaglio di tematiche di natura storica, politica e costituzionale. Ed è proprio in merito a quest’ultimo aspetto che vorrei mi consentisse di aggiungere molto sinteticamente un paio di rilievi critici.

Ora, assai correttamente la Segre ha sostenuto che “in Italia il principale ancoraggio attorno al quale deve manifestarsi l’unità del nostro popolo è la Costituzione repubblicana.” Il popolo italiano – ha poi aggiunto – ha sempre dimostrato un grande attaccamento alla sua Costituzione, l’ha sempre sentita amica. In ogni occasione in cui sono stati interpellati, i cittadini hanno sempre scelto di difenderla, perché da essi si sono sentiti difesi”. Ebbene, valutando ciò che è accaduto nei lunghi e inquietanti anni della pandemia, nei quali la stessa “Costituzione più bella del mondo” è stata costantemente violata a colpi di decreti, di atti amministrativi, se non di semplici circolari ministeriali, come possiamo oggi ignorare tutto questo, magari spiegandolo con le ragioni supreme della guerra ad un virus a bassa letalità?

Come possiamo ignorare la violazione sistematica dell’articolo 32 della Carta, quando siamo arrivati a stabilire per legge un obbligo vaccinale senza precedenti, facendo firmare nel contempo un consenso informati ai destinatari di tale obbligo? E come possiamo ignorare la clamorosa violazione dell’articolo 3, posto a tutela di ogni forma di discriminazione, quando, caso unico nelle democrazie liberali, è stato imposto l’abominevole green pass, il quale di fatto ha creato una vera e propria apartheid tra cittadini vaccinati e cittadini renitenti al vaccino?

Da questo punto di vista, mi permetto di ricordare alla senatrice Segre, il rispetto di qualunque Costituzione si misura proprio nei momenti difficili, e non solamente nelle occasioni celebrative e negli importanti appuntamenti istituzionali. Le stesse Costituzioni, oltre a stabilire molti principi legati al diritto positivo, sono nate in primo luogo per limitare i poteri del sovrano. Poteri che in una democrazia liberale vengono sostanzialmente esercitati, in nome e per conto del popolo, dai vari esecutivi, sotto il controllo del Parlamento. Ebbene, come disse Alessandro Meluzzi all’inizio della pandemia di Covid-19, nemmeno 20 milioni di morti potrebbero giustificare il gravissimo vulnus arrecato alla nostra Legge suprema.

In tal senso, da semplice cittadino, io mi chiedo: i sinistri soloni che oggi applaudono entusiasti ai richiami della signora Segre erano forse dentro una cassa di limoni, quando siamo stati rinchiusi per mesi agli arresti domiciliari, quando abbiamo subito obblighi di ogni tipo, dai vaccini alle mascherine, fino al coprifuoco notturno, e quando ci è stato imposto un lasciapassare sanitario che neppure la perversa fantasia di Iosif Vissarionovic Dzugasvili, detto Stalin, avrebbe mai immaginato?

Claudio Romiti, 15 ottobre 2022