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Vaccino: finitela con la teleliturgia della profilassi - Seconda parte

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Alle corte, stiamo a questo: il cittadino modello è facoltoso, indossa sei o sette mascherine una sull’altra, protette da una visiera di plastica, non esce dalla sua magione, pretende che nessuno metta il naso fuori, passa le giornate a spiare e riferire, detesta di un odio sordo chi resta abbarbicato a quell’idea di libertà, è un tossico del vaccino, appena può chiama amici giornalisti o saltimbanchi per farsi intervistare e invitare nella certezza di essere un profeta, teorizza lo stato di polizia, ringhia la solita giaculatoria: dentro, chiusi, finché serve, e serve finché lo decide il mio governo, e il mio governo lo decide fino a che trova modo di restare in piedi, e trova modo di restare in piedi fino a che l’Unione europea glielo consente, a bòtte di lockdown imposto da una cancelliera.

Tutto questo non andrà via con un vaccino, anzi è già pronta una nuova ondata, una nuova pandemia, un nuovo giro di valzer sulla musica di regime. E chi ancora si oppone, via, con una pisciata, come un calcolo molesto.

Max Del Papa, 18 dicembre 2020