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La guerra energetica

Vi spiego perché mettere il tetto al prezzo del gas è una follia

Draghi torna da Bruxelles senza accordo sul “price cap”: Germania e Olanda sono contrarie. E hanno ragione

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Niente, nemmeno Super Mario Draghi ce l’ha fatta. Dal Consiglio Europeo che si è svolto oggi a Bruxelles, il nostro premier torna con le pive nel sacco. Niente accorto sul tetto al prezzo del gas con cui l’Italia sperava di poter ridurre le bollette stratosferiche dei cittadini. Non se ne discuterà neppure in luglio, come qualcuno aveva ipotizzato: gli Stati membri ne riparleranno a ottobre al prossimo vertice europeo. Campa cavallo.

A frenare sul “price cap” dell’energia sono stati i Paesi frugali del Nord. Olanda in primis, ma neppure la Germania – che pure è in forte difficoltà – è mai stata davvero convinta. Il timore è che, se si decidesse d’imperio un tetto massimo al prezzo del gas, Putin potrebbe chiudere del tutto i rubinetti dei suoi gasdotti. Ben più di quanto non stia già facendo in questi giorni. Draghi ha fatto notare che ormai Mosca ha ridotto notevolmente le sue forniture (-50% verso la Germania) ma, grazie agli sbalzi nei prezzi, “incassa più o meno le stesse cifre” di quanto non aveva ancora invaso l’Ucraina. Il premier è fermamente convinto che in realtà la Russia nel breve termine non abbia “clienti alternativi” all’Ue e che dunque, tetto al prezzo o meno, sempre a noi dovrebbe spedire il gas. “L’Europa – ha detto il premier – ha un potere di mercato che deve esercitare”. Non la pensa così l’Olanda, secondo cui – Mark Rutte dixit – “gli effetti negativi del price cap superano quelli positivi”.

Ha ragione. Mi spiegate come si pone un tetto alle materie prime? Sarebbe bello, ma non è possibile. Perché se imponessimo un prezzo massimo al gas, i fornitori spedirebbero il metano altrove. Semplice. È fico dire “mettiamo un tetto al gas”, ma poi chi te lo vende?

dalla Zuppa di Porro del 24 giugno 2022