Le regole di vita in questi territori hanno imposto alle donne un silenzio innaturale, una separazione dal mondo che per noi è inaccettabile. Ma continuo a pensare che questa è la loro cultura millenaria, la cultura pashtun, basata sui valori dell’islam, della famiglia, su un economia di sussistenza dove il clan conta molto più di qualsiasi autorità. È il clan e la solidarietà tribale che garantisce la vita tra queste montagne, non è lo Stato. Anche qui, come ovunque, l’ambiente naturale e la geografia hanno determinato le regole di sopravvivenza e di convivenza di una popolazione. Con queste tradizioni ancestrali, in queste montagne così aspre, in questa polvere e povertà, è evidente che i talebani hanno avuto gioco facile ad imporsi. E non sarà certo l’occidente a cambiare la loro cultura.
Nei villaggi la voce imperiosa e modulata del muezzin sospende periodicamente la realtà, tutto si ferma per la preghiera. Ma in fondo qui tutto pare già fermo da sempre.
Luisa Bianchi, 26 settembre 2021
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