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Vincere le elezioni non basta. Cosa deve fare la destra

Il popolo si è accorto che la sinistra non difende più gli operai. Ma la narrazione disegna tutti come “fascisti”

Giorgia Meloni (2)

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La sinistra rossoverde (è uguale) al potere a Milano, date le proteste, deve essersi accorta che le restrizioni alla circolazione autoveicoli favoriscono i ricchi. Oh, non che non lo sapesse, visto che è dai vip che piglia i voti, ma questa era grossa. Così, ecco la quadra: contributo (coi soldi tuoi) a te se compri una macchina nuova. Ma – attenzione – devi firmare una richiesta in cui autocertifichi questo & quello, compresa una dichiarazione di antifascismo. Buttata lì, en passant e négligé, tipo i valori antifascisti della Costituzione (e dove sono scritti? impliciti? boh), cose così. A che serve, nei fatti? A niente, propaganda. Che è l’unica cosa che i sinistri sanno fare. L’unica.

Infatti, non sanno governare, non sanno amministrare, ma sono diabolicamente abilissimi nel presentarsi continuamente come i mejo sulla piazza perché tutti gli altri sono kattivi (o fascisti, è uguale). E con i soldi di tutti, anche di quelli che li detestano. Sta menata continua sul “pericolo fascista” non solo l’hanno inventata di sana pianta loro, ma è anche la sola cosa di cui campano, e alla grande. Il popolo si è finalmente accorto che la sinistra non difende più, e da un pezzo, gli operai, i braccianti, i piccoli risparmiatori, i ceti medi e bassi insomma, bensì i poteri forti internazionali, i c.d. mercati, Biden, Ursula e il grande reset? E allora si punta sull’antifascismo: popolo bue, ricordati che senza di noi tornerebbe il fascismo, che da ottant’anni è sempre in agguato.

A questo servono i libri sul Duce, premiatissimi perché abbiano la maggiore audience possibile, e poi le fiction da essi tratte, così da coprire anche i renitenti. La narrazione deve essere sempre la loro, come abbiamo visto con la fiction su Moro (e io pago! diceva Totò). Sono gli stradini della memoria. Infatti, spesso la verità è come l’erba, che, cocciuta, buca l’asfalto e viene alla luce. E allora bisogna rifare il manto stradale, ricoprire con nuovo strato di bitume e dipingerci sopra le strisce (rosse). Se qualcuno osa restare refrattario lo stesso al trattamento, fa niente.

Anzi, meglio. Ricordo, negli anni Settanta, uno studente universitario che voleva solo studiare, ma non poteva perché l’università era sempre okkupata. Se apriva bocca gli davano del fascista. E, a furia di sentirselo minacciosamente dire, lui, che era assolutamente apolitico e lo studio era la sua sola speranza di riscatto sociale, alla fine lo divenne davvero, e dei più arrabbiati. Era, la sua, solo una reazione esasperata, ma faceva il gioco degli estremisti di sinistra: ecco, visto che i fascisti ci sono davvero? Non so quando quest’incubo finirà, ma so solo che alla destra sarà inutile vincere le elezioni se non si riappropria della narrazione. Non saprei nemmeno che cosa suggerire, dato che tutta la c.d. cultura è in mani avverse. Ma hic rhodus hic salta: se la destra non prende in mano la pratica, durerà poco. 

Rino Cammilleri, 27 novembre 2022