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Viva Ezio Greggio che smonta il politicamente corretto

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Tre episodi troppo ravvicinati, un campanello d’allarme che deve farci capire il clima che stiamo respirando nel Paese.
Al centro c’è la satira, una certa satira, quella che da molti viene definita come politicamente scorretta. Una satira che ormai troppo spesso si trova ad essere messa sulla graticola, ghettizzata, inondata da mille polemiche. Per fortuna che ogni tanto qualcuno fuori dal coro arriva in suo soccorso. E dopo Elisabetta Canalis non poteva mancare il grande Ezio Greggio. Ma andiamo per ordine.

1. Partiamo dal primo episodio, il più recente. Protagonista la comica Michela Giraud, reduce dal successo di Lol su Amazon, che su Twitter si è permessa di fare una battuta sulla cantante Demi Lovato, che si è dichiarata “non binaria” e che pretende le sia dato del “loro”: “Come il mago Otelma”, ha ironizzato la Giraud. Non l’avesse mai scritto: l’esercito arcobaleno si è messo in moto, in perfetto stile “moderato” e “tollerante”, fino a portarla alla decisione di rimuovere il tweet.

2. Secondo episodio. Da una comica a un duo comico: Pio e Amedeo. La coppia del grande successo di Felicissima Sera su Canale 5 aveva chiuso col botto l’ultima puntata. Per gli ascolti certo, ma soprattutto per il grande polverone alzato sul loro monologo, pensate un po’ voi, contro il politicamente corretto. E dentro ci stava di tutto: dai “froci” ai “terroni”, fino ai “negri”. Un mix letale per i benpensanti di oggi che ha mandato su tutte le furie sinistra e Pd, addirittura con l’annuncio del senatore Tommaso Cerno di un’interrogazione parlamentare perché lo show del duo “riporta il nostro Paese agli anni ’30”.

3. E andando ancora indietro di qualche settimana troviamo il terzo episodio, quello che ha visto come protagonista della bufera uno dei programmi di maggiore successo della televisione italiana: Striscia la notizia. Michelle Hunziker e Gerry Scotti si sono permessi di scherzare sulle caratteristiche fisiche degli orientali simulando gli occhi a mandorla. Apriti cielo: accusati di sinofobia. Ovvio, oggi le parole che finiscono per “fobia” fanno sempre comodo al dibattito pubblico, pur di delegittimare a proprio vantaggio una persona, un’idea, un fatto (ddl Zan docet). Un po’ come “virus cinese”, guai a chiamare così il Covid, sareste solo dei razzisti trumpiani, sinofobi come Scotti e la Hunzicker.

Ed è qui che entra in scena Ezio Greggio che proprio in questi giorni, su Libero, ha rifilato una serie di sberle al politicamente corretto, partendo proprio dall’episodio successo durante Striscia: “Questa polemica è una delle più grosse cazz*** che ho visto in vita mia. Suvvia, stiamo parlando di una battuta sugli occhi a mandorla! Ormai siamo a un livello di censura che manco negli anni ’20… Ho molti amici cinesi, persone fantastiche e ironiche, che non si sono affatto offesi. Anzi, uno di loro scherzando mi ha detto: “Ma se allora sentissero le battute che facciamo noi sugli italiani, ci caccerebbero dal Paese.”

E poi su Pio e Amedeo: “Sono d’accordissimo con loro. La comicità non può essere buona, sennò diventa una novella, cioè una buona novella. La comicità è cattiva, la satira è cattiva. Adesso c’è il fenomeno che ti vorrebbe imporre di non parlare di questo e di quello, ma è una follia. Io ricordo sempre che l’articolo 21 della Costituzione difende la libertà di espressione“.