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Zingaretti e la tragedia di un Pd ridicolo - Seconda parte

Zinga fa da cireneo, canta e porta la croce, compagni dai campi e da Barbara d’Urso, prendete il Recovery, portate il martello, Dategli un martello, che cosa ci vuol fare? Se lo dà sui maroni anche se non gli va. Tra le tante tafazzate, troppe per ricordarle tutte, l’apertura di credito appassionata ai Ferragnez che lanciavano appelli “contro la pandemia”. Poi dice che uno si butta a destra. I compagni sono disciplinati, trinariciuti, ma c’è un limite pure per gli ortodossi, alla fine un partito che sta coi milionari social, con le conduttrici trash, coi soliti teatranti spocchiosi, più coi ricchi e meno coi poveri, più coi banchieri e meno coi bancari, vuoi non vuoi l’effetto “anche le formiche nel loro piccolo s’incazzano” alla fine lo raggiunge.

Del resto, era già tutto previsto fin da quando Zinga ricevette l’endorsement da Tommaso Paradiso dei The giornalisti: il Sogno di un uomo ridicolo stemperava nella La tragedia di un uomo ridicolo. Politicamente, s’intende.

Max Del Papa, 5 marzo 2021

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