Zuppa di Porro: rassegna stampa del 16 settembre 2020

I giornali ignorano il tunisino omicida

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00:00 Il dramma del prete di Como ucciso da un clandestino. Ma se ne accorge solo Il Giornale, per gli altri giornali non vale poi così tanto (in termini di gerarchia della notizia). Il Corriere della Sera apre sulla frode delle mascherine, Repubblica sul patto segreto Conte-Zingaretti per imbullonarsi.

03:15 Paolo Hendel preferisce che la Toscana finisca a Giani piuttosto che alla Ceccardi.

04:08 I mercati investono sui titoli di stato italiani in vista delle elezioni…

04:45 Morte Don Roberto Malgesini, da leggere Sallusti. Roberto Bernasconi, capo della Caritas a Como, insiste che la colpa è del clima di odio. Senza parole!

09:00 L’inchiesta della Lega adesso passa sottotraccia. E nessuno parla della perizia di Quarta Repubblica.

10:18 Paola Taverna non paga le quote a Casaleggio.

11:00 La scuola non fa più notizia, tranne per il Messaggero che ricorda del prossimo sciopero dei Cobas.

11:45 Tasse giù con il Recovery fund, insiste la Stampa, per il Tempo il governo chiederà soldi per la Tav.

12:05 Vittorio Sgarbi contro la Pietà con il Cristo nero.

12:18 Firmato alla Casa Bianca l’accordo tra Israele, Emirati e Baherin. Vittoria di Trump.

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11 Commenti

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  1. Conosco abbastanza il mondo arabo per esperienze tecniche e relazionali svoltesi in essi per molti anni.Bisogna rendersi conto che la nascita di uno stato palestinese, senza risorse di nessun genere, sovrappopolato e affamato, non e’ mai stata facilitata proprio dai paesi arabi che, underground, l’hanno vista come un pericolo per ovvie ragioni. Meglio lasciare i palestinesi scozzonarsi con Israele. Pertanto, bravo Trump se avra’ dato consistente inizio al processo di eliminare il falso scopo israele. Ma come, con quali risorse, potra’ sopravvivere uno stato palestinese? Nessuno me lo ha mai spiegato.

  2. Don Bernasconi lo mettiamo assieme a Vasco Rossi, uno da una parte e uno dall’altra, d’altronde l’anatomia umana questa é. Poi puoi sempre scegliere se preferisci i boxer e gli slip.

  3. Gli scandali della Lega e le spallucce

    Hanno arrestato tre commercialisti che gestivano soldi della Lega. Un fatto davvero grave. Roba che Salvini dovrebbe essere furioso per l’accaduto ed agitarsi per salvare la propria reputazione e quella del suo partito.

    Rassicurando i suoi follower e correndo in procura a dire tutto quello che sa sugli arrestati e sui fatti specifici. Dovrebbe essere lui a pretendere subito la trasparenza più assoluta chiedendo alle persone coinvolte di vuotare il sacco.

    Ed invece Salvini si comporta come dopo ogni scandalo. Come uno che passa di lì per caso. Come se lui fosse talmente in alto che certi conti della serva non arrivassero mai a sfiorarlo. Salvini non sa mai nulla e quel poco che sa lo minimizza e lo benaltrizza confidando che tutto finirà nel solito pugno di mosche.

    E in effetti finora è andata così. Dai celeberrimi 49 milioni all’affaire russo. Tanto fumo e poco arrosto. Col serpeggiante sospetto siano i magistrati a prendere lucciole per lanterne. L’arresto dei tre commercialisti vicinissimi ai vertici del Carroccio sembra però portare la questione ad un livello più sostanzioso.

    Lo dicono le carte, lo dicono le intercettazioni anche se Salvini insiste sulla stessa linea spalluccista. Il suo processo per sequestro lo considera più cruciale di quello di Norimberga, le beghe giudiziarie che riguardano i soldi del suo partito le liquida come quisquiglie. Ma oltre alle spallucce di Salvini, spiazzano quelle dei parlamentari della Lega e degli esponenti a tutti i livelli del partito.

    Anche loro dovrebbero essere i primi ad imbestialirsi e pretendere chiarezza su quanto successo. In ballo c’è il partito a cui dedicano anni della loro vita e idee e valori in cui dicono di credere. Ed invece non si muove una foglia. Forse non fiatano perché siamo sotto elezioni o forse temono un benservito se si discostano dalla linea del segretario.

    Desolanti déjà-vu. Poi vi sono le spallucce di giornali e talk show amici della Lega. Se avessero arrestato tre commercialisti di un’altra forza politica non parlerebbero d’altro dalla mattina alla sera. Prima pagina fissa con tanto di speciali ed inviati per strada ad intervistare i parenti. Infine vi sono le spallucce più gravi, quelle degli elettori leghisti, quelle dei cittadini.

    Gli scandali attorno alla Lega si susseguono eppure sembra che la questione morale sia passata di moda da quelle parti. Come se l’onestà e la trasparenza della politica siano dettagli rispetto al menù di nemici che la propaganda gli serve sotto al naso.

    Dall’invasione dei Mori all’avanzata bolscevica passando per le risse del momento come quelle sulla scuola. Come se tutto fosse sacrificabile sull’altare della faziosità. Davvero un desolante déjà-vu. La Lega nell’ultimo anno ha perso molti consensi ma questo perché è andata in crisi la figura di Salvini.

    Ha stufato il personaggio e la sua sovraesposizione mediatica. Salvini paga poi il passato da padano duro e puro e gravi errori politici. Dal tradimento sul più bello del governo gialloverde fino alla linea irresponsabile sulla pandemia. Gli scandali giudiziari non lo hanno invece finora scalfito.

    Nè lui nè il suo partito. Per questo è tutta una gran spalluccia. Del leader, del partito e dei media amici e anche dei cittadini. Spallucce che in politica si pagano però molto care. Se l’Italia ha vissuto certe pagine buie della sua storia, con la politica diventata addirittura il problema del paese invece che la soluzione, la colpa è proprio delle troppe spallucce.

    Tommaso Merlo. lascio a voi un commento di questa critica la trovo appropriata e non é scritta da me.

    • Sembra una filippica scritta da Scanzi o Travaglio, se l’Italia ha vissuto certe pagine buie etc… la colpa è proprio delle troppe spallucce,sottintendo,maliziosamente, che sono solo quelle di Salvini. Poi lasciamo perdere i 49 milioni che non sono stati rubati ma una minima parte fu usata in modo improprio da tre personaggi e per legge si doveva restituire la somma al completo pure il denaro impiegato secondo le regole. Poi chiedere chiarezza su una transazione in cui la Lega non ne era partecipe come si può fare ?? i tre potrebbero benissimo rispondere non sono cacchi tuoi ce la vediamo noi con la “giustizia” milanese (?). Insomma lei si è servito dello scritto di un’altra persona per accusare velatamente sia la Lega che i suoi elettori.

  4. Si parla a vanvera, specialmente chi non ha mai vissuto tra i falliti, o tra i gli incapci o meglio tra tutti coloro che ricevono il tuo aiuto.
    L’esperienza di piú di novant’anni é che accettano l’aiuto ma che ti odiano propio per questo. Questo mi dice l’esperienza nel primer mondo, gli USA, nell¡Europa(vedi Como), ed esperienza nel terzer mondo, tutto il SudAmerica e l’Afrca.
    Per chi la riceve la caritá é sempre pelosa, specialmente se é cristiana.

  5. Ecco il vero sciacallaggio. La generalizzazione è come avventarsi sulla carogna! Tutti addosso! E attenzione che la colpa ricada sempre sull’avversario.

  6. dr. Porro, bene la puntata del 14 settembre di quarta Repubblica, con la eccezione del povero Gene Gnocchi che fa pieta’. Se ha bisogno di soldi, e Lei caritativamente gli da un boccone di pane, puo’ chiedere il reddito di cittadinaza che non si nega piu’ a nessuno. Non faccia scadere la trasmissione con tale personaggio che attua como un pagliaccio e dice solo stupidaggini.

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