Commenti all'articolo I sindacati? Peggio degli anarchici

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gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
27 Luglio 2019 15:31

Questo pensiero l’avevo scritto inel febbraio 2017 per “Il venerdì”. Lasciando l’Italia da bambino nel 1949, ebbi una educazione priva di ideologie nella scuola elementare in Tanganyika e poi in collegio a Nairobi durante il periodo britannico – seguito con l’università a Durban RSA. Gli studenti venivano da tutto il mondo, e questo mi fece apprezzare ogni persona per quello che era, e non basata su nazionalità, religione o colore! Ho ancora amici di etnie diverse dalla mia, e li ringrazio per aver contribuito a quello che sono diventato. Arrivo alla ragione di questa mia, per cui mi scuso qui se non è in un italiano perfetto. Prima faccio a Lei i miei complimenti per la sua imparzialità nella risposte date alle lettere dei sui lettori, e anche perché lei è l’unico che non sembra essere legato ad idee fisse o datate. Trovo molto da riflettere nelle lettere ricevute da lei recentemente e le sue risposte sulla questione di lavoro, e tutto quello che implica oggigiorno. Lavorando in molti altri paesi, prima di arrivare e poi rimanere in Italia (per ragione della salute dei miei genitori anziani) mi accorsi ben presto la differenza nell’ambiente di lavoro fra i primi ed il nostro paese. Nei paesi precedenti, il dipendente si sentiva parte della impresa che l’assumeva, e lui era considerato come… Leggi il resto »

lino gottardo
lino gottardo
25 Luglio 2019 0:16

ho sempre detto che i sindacati se non ci fossero bisognerebbe inventarli, si ma quelli veri che fanno solo l’interesse dell’operaio, favorendo la creazione dell’impresa e non la sua distruzione.

gianfranco benetti longhini
gianfranco benetti longhini
24 Luglio 2019 20:10

Ho incontrato Sindacati in vari paesi, e posso dire che non tutti rientrano nella classica negativa che vedo descritto.
In Italia, il problema dei Sindacati, è che si sono dimenticati di essere SINDACATI. e’ COME I NOSTRI POLITICI, si dimenticano il LORO compito verso il popolo.
Se un Sindacato pensa di essere in grado di gestire meglio una Impresa, consiglio che avviano una impresa loro stessi, rischiando i LORO soldi. Se lo facesse, capiranno ben presto perché sbagliano completamente. Immaginiamo se i tifosi di calcio dettassero alla loro squadra prefrita come deve giocare.
SE non sanno cosa è il loro compito in questo mondo competitvo, si troveranno che i dipendenti spariranno completamente, perché spariranno anche le Imprese.

Andrea Salvadore
Andrea Salvadore
24 Luglio 2019 19:24

Mi compiaccio che contnui a martellare sul problema di Bibbiano, ma non dimentichi di martellare sul centro di gravitá del problema: fu una onus che lo fece possibile. Chi era questa onus , chi la componeva, che grado di responsabiitá medica aveva?
In quanto allo sciopero mi limito a suggerire ai sindacati di leggere un conosciutissimo libro “Le due Italie· di David Abulafia che ritraccia la differenza a un regno franco debole nel Nord che si difendeva dalle razzie ungheresi dando privilegi alle cittá che poi saranno i comuni ed il regno autoritario e assoluto di Federico di Svevia nel Sud m per cui verso il mille i comuni cominciarono a espandersi nel contado mentre nel Sud i contadini sopraffatti da baroni feudali e da pirati arabi abbandonavano la campagna per rifugiarsi nelle cittá reali.
Il problema del divario esiste da pu di mille anni ed i i sindacati non gli possono fare un baffo.