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I sindacati? Peggio degli anarchici

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 24 luglio 2019

00:00 Il Premier Conte si decide a dire sì alla Tav ma il M5s insorge…

01:40 L’intervista di Di Maio, Marco e non Luigi, al Foglio: “Salvini non adeguato al ruolo che ricopre”

02:30 Il Russiagate finirà in una bolla di sapone

03:15 Raffaele Cantone lascia l’Anac e per Repubblica torna la “cultura della tangente”

05:15 I sindacati bloccano l’Italia molto più degli anarchici

06:48 Salvini si reca a Bibbiano…e fa bene. Leggi anche questo articolo di Alessandro Gnocchi

E all’improvviso la sinistra si scoprì garantista

08:24 Travaglio rosica perchè Formigoni è stato scarcerato

08:57 Il ricorso della procura di Agrigento contro la scarcerazione di Carola Rackete

09:18 Boris Johnson leader dei conservatori e c’è già chi lo tratta come il nuovo Donald Trump

09:54 Luca Donadel (il blogger che ha scoperto la tratta delle Ong nel Mediterraneo) preso di mira da Wired…

 

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15 Commenti

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  1. Questo pensiero l’avevo scritto inel febbraio 2017 per “Il venerdì”.

    Lasciando l’Italia da bambino nel 1949, ebbi una educazione priva di ideologie nella scuola
    elementare in Tanganyika e poi in collegio a Nairobi durante il periodo britannico – seguito
    con l’università a Durban RSA. Gli studenti venivano da tutto il mondo, e questo mi fece
    apprezzare ogni persona per quello che era, e non basata su nazionalità, religione o colore!
    Ho ancora amici di etnie diverse dalla mia, e li ringrazio per aver contribuito a quello che
    sono diventato.

    Arrivo alla ragione di questa mia, per cui mi scuso qui se non è in un italiano perfetto. Prima
    faccio a Lei i miei complimenti per la sua imparzialità nella risposte date alle lettere dei sui
    lettori, e anche perché lei è l’unico che non sembra essere legato ad idee fisse o datate.
    Trovo molto da riflettere nelle lettere ricevute da lei recentemente e le sue risposte sulla
    questione di lavoro, e tutto quello che implica oggigiorno.

    Lavorando in molti altri paesi, prima di arrivare e poi rimanere in Italia (per ragione della
    salute dei miei genitori anziani) mi accorsi ben presto la differenza nell’ambiente di lavoro
    fra i primi ed il nostro paese. Nei paesi precedenti, il dipendente si sentiva parte della impresa
    che l’assumeva, e lui era considerato come un valido collaboratore se faceva al suo meglio
    quello per cui fu assunto. Il dipendente sapeva che il successo della stessa garantiva la salute
    e futuro per tutti, dai proprietari a dipendenti. Questo anche in ambienti dove si poteva
    licenziare con un solo mese di avviso, se il collaboratore non forniva più quello per cui fu
    assunto. Il merito era osservato rigorosamente, e assicuro che ognuno doveva guadagnarsi il
    suo salario basato sul suo contributo al “TEAM” ( non c’era il posto fisso).

    Fui assunto a Milano come ingegnere, e li cominciai a percepire le differenze. Mentre
    scrivevo un riassunto al ritorno da Praga, durante l’ora del pranzo, sentii nell’ufficio accanto
    delle signorine che mangiavano i loro panini, e parlando una disse “…. adesso posso
    prendermela con calma perché ieri ho completato i sei mesi …”. Non capendo questo, chiesi
    dopo, ad un collega cosa vorrebbe dire. Era il mio primo incontro con la mentalità del posto
    fisso, poi ripetuto in molte altre occasioni, ( lo giudicai come un inganno all’impresa che
    l’ospitava). Strana per me fu l’attitudine “…noi e loro ..” da tutte due le parti.

    Più tardi a Vicenza, come consulente informatico, mi fu affidato di “togliere le castagne dal
    fuoco” per una attività del settore. L’informatica stava passando da programmi a carattere
    (DOS), a programmi a visuale Windows. La ditta non si era accorta di questa situazione,
    mentre il loro diretto concorrente partì subito ad adeguarsi. Consigliai ai proprietari di
    implementare questo cambio al più presto, e chiedere ai sei programmatori di modificare il
    linguaggio usato fino allora con quello nuovo. Non accettarono, dicendo che avevano
    dedicato anni per quello che usavano, e non erano disposti a cambiare. La stessa ditta aveva
    cinque tecnici per riparazione e assistenza ai computer. Solo uno era alla sua altezza, mentre
    gli altri non erano pasta adatta a questo tipo di lavoro. Informai, la persona che voleva
    investire una bella somma di denaro, della mia proposta per salvare la situazione negativa, ma
    a rischio, se non prendesse lui stesso il controllo. Gli fu rifiutato questo, e ritirò l’offerta. Dopo
    poco più di due anni arrivò la sconfitta, con chiusura. Qui abbiamo un esempio di carenze da
    parte, sia dei proprietari, e dei dipendenti.

    Come consulente a due comuni nell’alto Vicentino ho visto quando una dipendente timbrava
    anche per chi non era presente tutto il giorno. Mentre nell’altro, uno addetto all’assistenza ai
    cittadini, li trattava malissimo anche se anziani o stranieri. Mi fu detto che fu un drogato ma
    non potevano licenziarlo. Altro che solo il Meridione!

    Discutendo di queste situazioni con amici e conoscenti, mi dissero che, con i sindacati, è
    molto difficile rimediare la situazione.
    Anni fa leggevo che i sindacati italiani difendono solo i fannulloni e incapaci, e questo mi fu
    confermato da un ex sindacalista che preferì ritirarsi piuttosto che implementare quello che
    gli fu ordinato di fare, essendo contro la sua coscienza. Devo però dire che ho conosciuto un
    sindacato in zona Pavia, che invece era imparziale e cercava di aiutare sia i dipendenti che il
    datore.

  2. ho sempre detto che i sindacati se non ci fossero bisognerebbe inventarli, si ma quelli veri che fanno solo l’interesse dell’operaio, favorendo la creazione dell’impresa e non la sua distruzione.

  3. Ho incontrato Sindacati in vari paesi, e posso dire che non tutti rientrano nella classica negativa che vedo descritto.
    In Italia, il problema dei Sindacati, è che si sono dimenticati di essere SINDACATI. e’ COME I NOSTRI POLITICI, si dimenticano il LORO compito verso il popolo.
    Se un Sindacato pensa di essere in grado di gestire meglio una Impresa, consiglio che avviano una impresa loro stessi, rischiando i LORO soldi. Se lo facesse, capiranno ben presto perché sbagliano completamente. Immaginiamo se i tifosi di calcio dettassero alla loro squadra prefrita come deve giocare.
    SE non sanno cosa è il loro compito in questo mondo competitvo, si troveranno che i dipendenti spariranno completamente, perché spariranno anche le Imprese.

  4. Mi compiaccio che contnui a martellare sul problema di Bibbiano, ma non dimentichi di martellare sul centro di gravitá del problema: fu una onus che lo fece possibile. Chi era questa onus , chi la componeva, che grado di responsabiitá medica aveva?
    In quanto allo sciopero mi limito a suggerire ai sindacati di leggere un conosciutissimo libro “Le due Italie· di David Abulafia che ritraccia la differenza a un regno franco debole nel Nord che si difendeva dalle razzie ungheresi dando privilegi alle cittá che poi saranno i comuni ed il regno autoritario e assoluto di Federico di Svevia nel Sud m per cui verso il mille i comuni cominciarono a espandersi nel contado mentre nel Sud i contadini sopraffatti da baroni feudali e da pirati arabi abbandonavano la campagna per rifugiarsi nelle cittá reali.
    Il problema del divario esiste da pu di mille anni ed i i sindacati non gli possono fare un baffo.

  5. Ussignur, il Di Maio Marco? Per favore, Porro, lei non ci vuole più bene se ci da’ l’imbeccata a leggere dello stolto 2 Di Maio.
    Riguardo i sindacati, te li raccomando.
    Ho abbastanza anni d’aver visto e sentito di tutto dai sindacalisti che, per mia ferrea convinzione, sono scemi, non corretti e di mano lunga.
    La stupidità la dimostrano ancor oggi e viene il dubbio nascano già fallati;
    Hanno sempre proclamato scioperi insensati. ed oggi, con tutto il bailamme che ci ritroviamo, si vuole siano capaci di darsi l’altolà? Sono quelli che gridavano: lavorare meno lavorare tutti già che a loro la voglia di lavorare fa difetto.
    Si ricordano i loro esoneri di massa dai posti di lavoro, tutto pagato dai contribuenti senza dimenticare che il posto di lavoro era sempre ad aspettarli, anche dopo decenni.
    Come dimenticare le lotte dei ’60 e ’70 per l’aumento di 5.000 lire in tre anni ai metalmeccanici e gli scioperi conseguenti mentre i tedeschi a parità d’incarico prendevano il triplo dello stipendio italico?
    Non si dimenticano le oceaniche folle che beate si lasciavano derubare della dignità, si aveva un bel dir loro che i sindacati erano gentaglie sfruttatrici, che i loro stipendi erano a carico della collettività e che i loro contributi li pagavano gli operai; erano tutti sordi e tonti, non volevano ascoltare che le loro pensioni sarebbero diventate povere grazie agli sfruttatori di mano lunga.
    Oggi, gli operai sono spariti ed i sindacalisti sono ancora a far danni,
    Il fatto è che gli italiani hanno il vezzo di castigare, gli altri sia chiaro, e credono che aderire agli scioperi castighino il “padrone” mentre castigano solo loro stessi, hanno il vizio del giustizialista sordo e cieco ad ogni buonsenso.
    Che poi, in tempi di crisi i sindacalisti siano sempre i soliti stolti non meraviglia, quel che fa saltare dalle sedie sono quelli che sciopereranno per dar visibilità a dei cretini affamatori: i sindacalisti.
    Non si vuole essere tignosa ma i sindacalisti sono l’espressione dei comunisti che hanno visto l’ennesimo modo di far denaro, che poi sia sulla pelle altrui non è cosa che gl’interessa. Hanno la pelle dura e sono privi di moralità. A loro basta ci sia un truogolo in cui tuffarsi e se ci sono morti diranno: peggio per loro.

  6. Per i sindacati occorrerebbe la cura squadrista, quella che pose fine al biennio rosso (quando il socialista aggredisce la proprietà privata, si è legittimati a difendersi e a reagire, poi nella normalità si ritorna gandhianamente alla non-violenza ).

  7. Ottima zuppa, non sono d’accordo solo sulle presunte ragioni di Conte per fare finalmente retromarcia ufficiale sulla Tav , sono convinta che avendo capito che la fine del governo si avvicina , si è accordato con i poteri UE per trovare un posticino da qualche parte nell’enorme burocrazia dell’Unione perché dopo aver assaporato la cuccagna non vuole tornare a fare il professorino . Tutto il resto lo condivido pienamente soprattutto le grandi capacità del nuovo leader della GB , Boris, molto colto, capace , carismatico e un po’ eccentrico

  8. In effetti questa notizia dei risarcimenti che la tedesca chiederà a tutti coloro che l’hanno insultata non è stata divulgata più di tanto. Grave. Al di là delle offese vere e proprie o minacce vere e proprie, mi sembra che ci sia l’ennesimo tentativo da parte della solita intellighenzia di mettere un bavaglio vero e proprio nei confronti di tutti coloro che non si piegheranno mai ad accettare inermi questa ideologia immigrazionista e globalista arcobaleno che vogliano imporre in Europa ed in particolar modo in Italia. O sei accogliente o sarai perseguitato in tutti i modi, persino non si potrà esprimere più la propria opinioni sui social se non sei allineato. Quindi non si potrà dire più che se un avvocato è un fallito è un avvocaticchio, che un giudice è incapace, chenon piacciono i movimenti lgbt, ecc.? Dove vogliono spingere veramente il popolo? Ritornando alla rackete, sarebbe veramente paradossale che questa tizia non verrebbe punita per quello che ha fatto. Ad avallare ciò, c’è il ricorso della procura di Agrigento contro la scarcerazione di sta tizia.

  9. Gentile Dottor Porro,
    alla zuppa aggiungerei pure la richiesta di indennizzo per le offese ricevute dalla Rakete da parte dei leoni da tastiera, promossa da qualche avvocaticcio squattrinato.

    Già un italiano che difende una come questa sarebbe da mettere al muro… Per l’odio in rete cosa dovrebbero dire i vari Berlusconi, Salvini e molti altri che difendono per esempio la famiglia tradizionale, ricoperti di insulti da parte dei soliti sinistroidi? Sono sempre più convinto che, per eradicare tanta gramigna, le parole non bastino più e sia sempre più necessario addestrarsi all’uso delle armi per usarle bene quando a breve ci porteranno ad una guerra civile. I bastardi li abbiamo in casa e sono pure nostrani, oltreché vigliacchi… Saluti

  10. Oramai tra Bibbiano e ONG (purtroppo troppo tardi), la gente sta capendo che porcherie ci sono dietro all’universo di sx, colluso appunto con ONG ed associazionismo Lgbt.
    Chi ancora mega e ribalta bla lampante realtà o è un minus- habens oppure è complice di un pensare ed un agire da delinquente.

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