Zuppa di Porro: rassegna stampa dell’11 novembre 2019

La doppia faccia di Conte

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00:00 Attacco in Iraq ai nostri soldati. Restare lì o fuggire?

04:20 Ci si puo’ fidare del Premier Conte?

04:58 Se volete capire la storia dell’Ilva leggetevi Marco Bentivogli su Il Foglio.

07:08 L’intervista di Conte su Il Fatto Quotidiano.

08:00 Tutti assunti nella pubblica amministrazione. Un Paese che non puo’ campare!

09:06 Alitalia tratta con Delta…

10:07 Sanchez perde in Spagna e Vox è tratteggiato da tutti i giornali italiani come un partito neofascista.

12:38 Berlusconi non ce la fa proprio più con Mara Carfagna.

13:14 Per Repubblica gli italiani vogliono lo Ius culturae. Ma non erano tutti fascisti?!

14:25 Facebook censura il vignettista Krancic.

14:44 I sostituti d’imposta sono il segreto delle tasse invisibili.

La sinistra ha un problema: gli elettori

Conti correnti a rischio, il trucco della Germania

Ratzinger non ne puo’ più del “teologo” Scalfari

 


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17 Commenti

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  1. Il tuo, amico CARLO, mi pare il tipico ragionamento del giovane meridionale che vede nella P A l’unico sbocco nel mondo del lavoro, DIMENTICANDOSI DI VIVERE SU UNA TERRA CHE OFFRE POTENZIALITÀ STERMINATE PER VIVERE NELLA RICCHEZZA MA CHE NESSUNO VALORIZZA PER MANCANZA DELLA NECESSARIA CAPACITÀ IMPRENDITORIALE… DOVUTA PROPRIO AL DESIDERIO SFRENATO DI TRASCORRERE LA PROPRIA VITA SPENSIERATA ASSISO SU DI UNA COMODA POLTRONA DIETRO UNA SCRIVANIA NELL’ENTE PUBBLICO DI TURNO. Sono stato dipendente pubblico (al nord) per oltre 20 anni e ti assicuro che questo paese potrebbe benissimo andare avanti con la metà degli attuali pubblici dipendenti ATTUANDO SOLO UNA SANA E RAGIONEVOLE RIFORMA DEL SETTORE ! Al contrario di quello che affermi tu, la riduzione del faraonico debito pubblico che ci sovrasta, DOVREBBE COMINCIARE PROPRIO DALLA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI DIPENDENTI… a cominciare come detto, dagli enti pubblici meridionali il cui numero abnorme è generato dal pensiero inteso come un dogma, CHE QUEL TIPO DI LAVORO È ASSIMILABILE AD UN AIUTO DI STATO PER CHI LOTTA DAL MALE SECOLARE DELLA DISOCCUPAZIONE VOLONTARIA !

    • Ho 38 anni anni, quindi non sono giovane e non sono nemmeno meridionale. Sono dipendente pubblico e dove lavoro io, le cose non funzionerebbero per niente “benissimo” con la metà dei dipendenti. Anzi, c’è molta gente con decenni di preziosa esperienza che sta per andare in pensione senza un ricambio. Inoltre la PA è uno sbocco di lavoro perfettamente dignitoso come gli altri. Se tu non lo consideri tale e lo consideri come ammortizzatore sociale, fatti un’analisi di coscienza, visto che ci hai lavorato per oltre 20 anni. E non sei più credibile perché scrivi in MAIUSCOLO. Tanto le tue sono 4 righe scritte lì come quelle di tutti gli altri.

    • Ma lei ha mai visto come lavorano tanti? Forse ha le fette di salame sugli occhi. Purtroppo ci vanno di mezzo quelli che lavorano(pochi) con coscienza

  2. Finalmente un giornalista che parla chiaro. La politica dei giallo -rossi è un disastro e condivido pienamente le tue riflessioni. Chi non segue ogni giorno le interviste e le dichiarazioni di Conte tende a credere alle stupide giustificazioni dei
    compagni giornalisti…questo per sottolineare l’importanza della tua trasmissione. Sarebbe interessante sapere cosa hanno deciso al Governo per ciò che riguarda la Carige e le Banche che sono nella stessa situazione economica.

  3. Mi ripeterò; dai tempi del liceo pongo, senza ottenere risposta, una domanda: cosa vuol dire oggi “fascista”? Nero invece di rosso? Mano tesa invece di un pugno? Fascio invece di falce+martello? Antisemita come Stalin? Odio per l’Italia repubblicana, come togliatti che ha rinunciato alla cittadinanza? Dittatura come quella di castro, guevara, mao, lenin, ecc. a cui vengono intitolate strade e piazze? Mancato rispetto delle istituzioni come giuliani a cui è stata intitolata una sala del parlamento? Leggi razziali come quelle americane? Corporativismo come l’internazionale socialista? Annichilimento della democrazia come in unione sovietica? Squadracce come quelle di gap, partigiani, ceka, ecc.? Nepotismo come quello di berlinguer per la figlia in RAI? Oppure farsi trucidare (uomini e donne) da un futuro senatore ed appendere a testa in giù?

  4. Elisabetta, per favore cambi la tastiera del Suo Pc perché scrive con un sacco di refusi ed errori! i Suoi bei discorsi vengono tarpati da queste cose.

  5. Contao premieravigliao, avvocatao del popolo italiao. Piddao oppure grillao, servitorao di 4 padronao sinistrao. Cacao appulao, degnao Di Mao belluguaglionao e Zingarao, nasogrecao amicao di Macronao , facciatostao tostao tostao. Martarellao (ut Trumpao e Bergogliao) lo benedicao, facciatostao tostao tostao.

  6. Contao premieravigliao, avvocatao del popolo italiao. Piddao oppure grillao, servitorao di 4 padronao sinistrao. Cacao appurato, degnao Di Mao belluguaglionao e Zingarao, nasogrecao amicao di Macronao , facciatostao tostao tostao. Martarellao (ut Trumpao e Bergogliao) lo benedicao, facciatostao tostao tostao.

  7. Secondo il mio modesto parere, non mi trovo d’accordo con il discorso dell’assunzione nella PA di 450.000 impiegati.

    Premesso che sono naturalmente contro chi ruba lo stipendio e che i furbetti del cartellino andrebbero licenziati in tronco. Premesso che 450.000 assunzioni potrebbero anche essere troppe (o troppo poche), non mi trovo d’accordo sul concetto in sé.

    La PA, che non ovunque funziona male, offre un servizio essenziale alla società, senza il quale niente funzionerebbe. Il mondo “privato” spesso se ne lamenta (e spesso a ragione), ma proviamo, per pura ipotesi, a immaginare, scevri da pregiudizi, una società senza PA: sarebbe il caos. Ieri dicevi (pur riconoscendo l’utilità della PA): “e vabbè, rinunceremo a un po’ di servizi”. Vallo però a spiegare ai cittadini, che devono rinunciare a “un po’ di servizi”, come se poi non incolpassero la PA stessa! Ma il problema non mica solo quello: senza un ricambio continuo e costante, cioè un turn-over, si perdono competenze e capacità, senza che vi sia un passaggio di consegne delle stesse. Il pericolo enorme – che è già realtà – ma che avrà conseguenze DISASTROSE, è che in futuro vi saranno meno impiegati di prima e non conosceranno bene il mestiere come quelli di prima. Il danno è già fatto, ma se per evitare una castrofe servono 450.000 assunzioni, ben venga: il turn-over non può rimansere bloccato all’infinito. L’ILVA che chiude è una notizia. Una PA non chiude mai e i licenziamenti sono rari e per gravi motivi. Ma una PA che si svuota, anche se fa meno notizia, non funziona più.

    Infine, aggiungo un’altra cosa, mettendomi dal punto di vista di un neolaureato che si affaccia al mondo del lavoro. Salvo eccezioni(tipo ENI-ENEL), la PA ormai è quasi l’unica realtà lavorativa che in Italia permetta di far carriera e di stare dentro una realtà molto variegata e strutturata. Se no, l’unica alternativa alla partita-IVA, è fare le valigie e migrare.

    • Il problema, caro Carlo, è che gran parte dei “servizi” della PA sono non solo inutili, ma dannosi.
      Lo stato esisteva anche quando spendeva il 10% del pil, e avevamo un’amministrazione, un governo, i ministeri, i sindaci, l’esercito, la polizia, la giustizia (che oggi funziona male) e via dicendo.
      Oggi la maggior parte della pubblica amministrazione perde tempo a fare cose inutili, ad imporre cose inutili, in un circolo vizioso autoreferenziale ed autogiustificativo.
      Quindi di cosa parliamo? Avremmo “il caos” senza questa degenerazione?
      No, staremmo molto meglio, senza un pa che passa il tempo a giocare ad inventarsi rotture di scatole per la gente normale ed il mondo produttivo.
      Ed in ogni caso, che i ritmi lavorativi della PA siano ridicoli lo sa chiunque ci abbia avuto a che fare con un minimo di onestà intellettuale.
      Quando lo negate, è proprio perchè vivete in un altro mondo, un mondo parallelo fuori dalla realtà, e questo è uno dei motivi per cui metà di voi dovrebbe essere licenziata.
      La PA è LA palla al piede del paese, IL problema di fronte al quale tutto il resto scompare, perchè la sua INEFFICIENZA è IL problema: assorbe una quantità enorme di risorse, per fare MALE ciò che dovrebbe fare (tipo prendere i delinquenti e metterli in galera).
      Preferisce inventarsi rotture di scatole, bastoni tra le ruote per il mondo reale.
      Questo “servizio”, noto come “inefficienza della spesa pubblica”, costa l’asfissiante pressione fiscale che abbiamo, perchè il tutto cresce e continua a crescere, senza freni.
      Ripeto: ogni volta che sento qualcuno come lei, ho la piena conferma del problema.

      Postilla sulla sua conclusione: e quindi?
      Le strutture “variegate” ci sono dove c’è del lavoro VERO da fare, quindi se uno le vuole, vada a lavorare nelle aziende PRIVATE che le offrono, perchè necessitano di tali strutture (e tragicamente le vengono in mente solo aziende il cui azionista di riferimento è proprio lo stato).
      Lei pensa realmente che il resto del paese debba essere massacrato di tasse per mantenere in piedi un baraccone inutile che soddisfi la voglia di “strutture variegate”?
      Ma scherziamo?
      La tragedia è che lei quasi sicuramente pensa realmente di SI’, e questo, oltre ad essere del tutto inaccettabile, conferma come siate il problema.

      • NO Davide V8,
        Io NON ho detto che un baraccone inutile debba esser mantenuto perché uno ha voglia di strutture variegate. Ho detto un’altra cosa: che la PA è una struttura variegata in cui è possibile far carriera e che, pertanto, nei panni di un neolaureato, è attrattiva. Con questo, ho riconosciuto che esistono anche altre realtà private con queste caratteristiche, ma ORMAI, in Italia, sono poche, pochissime, in crisi e sono sempre meno (tipo ex-ILVA). L’azienda generica media italiana è a conduzione familiare e familistica. Poco attraente per chiunque: è un fatto.

        Per quanto riguarda il suo discorso sulla PA, è completamente fuori strada: la PA non inventa nessuna rottura di scatole. Quelle che chiama “rotture di scatole” derivano da leggi nazionali e leggi regionali: non le fa la PA.

        Ma non è tutto “inutile”! Se va per strada, ha un incidente e non cade giù nel nel fosso o nel burrone perché LI’ c’è una barriera laterale, non le passa nemmeno per la testa che lei è vivo grazie a un cristiano della PA che ha progettato e deciso che lì ci va la barriera! Se va a vedere una barriera paramassi, con dei massi impigliati dentro, lei cosa vede? Vede un masso dentro una rete? Io vedo un masso che non è caduto su una macchina nella strada che passa sotto. Ma lei il masso non lo vede neanche, perché è a monte, dove non si vede, ma magari avrebbe preso proprio lei! E magari non ha preso lei perché c’è qualcuno della PA che ha progettato e deciso di mettere lì quella c…o di rete! Poi però, se le casca un masso sulla testa perché i lavoratori della PA s’inventano cose inutili e non devono essereo più assunti, è colpa della PA…. Vogliamo stare con meno servizi? sì sì: a chiacchiere!

        Ci vorrebbe più rispetto per il lavoro degli altri.

        • -Può essere attrattiva? Sì, ma questo non è un buon motivo per giustificarne le dimensioni o le caratteristiche attuali.
          Questo va ribadito.
          -La PA inventa eccome rotture di scatole. Sicuramente spesso c’è dietro la legge, certo, e dietro la legge non c’è solo la politica, ma anche tutta la burocrazia ministeriale.
          La pubblica amministrazione in sè, inoltre, non perde occasione per complicare le cose. Chiunque abbia mai avuto a che fare, tanto per proporre un esempio, con “l’ingegnere” della motorizzazione civile ha perfettamente in mente il concetto.
          Negli ultimi anni, sempre per rimanere nell’ambito auto, sono sempre più diffuse anche interpretazioni e ricorsi ministeriali per complicare la vita (vedasi ad esempio uso della targa prova o delle “calze” da neve – peraltro successivo ai ridicoli obblighi in questo senso imposti appunto dagli enti locali, che sono parte della pubblica amministrazione).
          E così via, l’elenco è semplicemente infinito.
          Mi spiace caro Marco, ma lei continua a non rendersi conto del fenomeno.
          Come le ho già detto, quanto la pa era meno invasiva e costosa, il paese funzionava molto meglio. Ora è degenerata completamente.
          E non ve ne rendete conto: pensate che tutte quelle scartoffie, tutti quegli obblighi, tutto quel rigore (finto – che ovviamente vale solo per i privati – per non parlare della corruzione che emerge sempre più spesso, a rendere la cosa ridicolmente oltraggiosa), siano fare qualcosa di buono ed utile. Non lo è.
          Così come non è giustificato quell’atteggiamento spocchioso, riscontrabile molto spesso, di dipendenti pubblici che pensano di essere sul piedistallo del potere, e di essere quindi giustificati a porsi in un certo modo nei confronti dei “clienti” (basti confrontare gli orari degli uffici pubblici con quelli degli uffici privati, tanto per capire).

          Ci vorrebbe più rispetto per il lavoro degli altri?
          Sì, lo stato e la pubblica amministrazione dovrebbero certamente avere più rispetto per il lavoro degli altri, anzichè confiscare una quota indecorosa del frutto di quel lavoro, per spenderla in modo inefficiente.
          Dovrebbero certamente avere più rispetto nel difendere la proprietà privata, nel far funzionare realmente la giustizia, e nel non imporre al privato sempre più obblighi, regole, regoline e regolette che andrebbero inquadrate letteralmente come molestie.

  8. Alitalia, Ilva, e le altre aziende che chiudono, scappano, delocalizzano, ottimi segnali di degrado e decadenza prodotti dalla politica ladra e delinquenziale italiana.
    Criminali statalisti i quali , cessato in quasi tutto il mondo il comunismo leninista, applicano le regole dello statalismo socialista, liberal, progressista, moderato, democratico, socialdemocratico.
    Gente che tollera la proprietà privata solo per prosciugarla e piegarla a scopi “sociali”.
    Gente che espropria ratealmente e lentamente i mezzi di produzione privati tramite un’imposizione fiscale perversa ed impossibile , burocrazia demenziale, normativa statali e europee infami e liberticide.
    Purtroppo lo statalismo , fino a poco tempo fa di origine e competenza collettivista e socialista, sta infettando anche i cosiddetti partiti di centrodestra.
    Il che prelude ad un futuro di miseria , degrado, sfascio.
    Non solo per l’italia.
    Spero , prima per l’italia.
    Il mondo ha grande bisogno di un sano periodo di far west.

  9. Signora Elisabetta, se vuole essere letta e soprattutto presa sul serio deve imparare a scrivere ….dopo 2 righe già non si capisce nulla. Capisco la foga di voler dimostrare le proprie ragioni ma basterebbe rileggersi.

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