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L’ipocrisia nello scoprire l’intreccio tra toghe e politica

Zuppa di Porro: la rassegna stampa del 14 giugno 2019.

00:00 Csm, il giallo del consigliere del Quirinale di cui non parla più nessuno

02:05 Il ruolo di Luca Lotti sul caso Csm

03:50 I ministri leghisti vogliono tornare al voto

05:10 Caos dentro Forza Italia

05:35 Assunzioni navigator bloccate nei centri per l’impiego

05:45 Stretto di Hormuz, sale la tensione

06:45 Il sottosegretario Manlio Di Stefano ci fa la lezione sul Venezuela

07:10 Boris Johnson si avvicina a Downing Street

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7 Commenti

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  1. segnalo che la vicenda CSM Lotti-Palamara fa a pezzi la magistratura perche’ se fosse vero che ogni magistrato serve la giustizia e basta non si capisce perche’ si briga per mettere in una posizione un magistrato invece di un altro; e poi se la politica si muove per appoggiare un candidato, questi siamo sicuri che sara’ del tutto imparziale?e poi se quanto sopra fosse vero le sentenze che grado di onesta’ avrebbero?

  2. NO E UNA SCOPERTA CHE LA MAGISRTRATURA E CO COLLUSIONI CO LA POLITICA
    QUANDO SI VEDE TUTTE LE MANOVRE PER IMPEDIRE IL GOVERNO DI FARE IL SUO LAVORO
    QUELLE MAGISTRATI CHE VOGLIONO SEMPRE IMPEDIRE IL MINISTRO SALVINI
    IL CSM DEVE ESERE NOMINATO DALLO CAPO DELLO STATO, VOTO SEGRETO E AL MERITO
    SI DEVE NO AVERE UNA PERCENTUALE PREPODERANDE NELLO CSM
    LA DURATA DEL CSM DEVE ESSERE DI TRE ANNI, COSI NO SI SARA POSTO DI POLTRONA di potere a lungo termini

  3. I cittadini comuni lo avevano capitò già da moltissimo tempo, ma la paura, in caso di denuncia, di poter essere colpiti da Giudici/Magistrati é stato un potentissimo deterrente. Mi chiedo quale sia stato il ruolo del Presidente Scalfaro e Napolitano prima e di Mattarella oggi, visto che la loro carica li pone al vertice della Magistratura.

  4. Dai tempi del ‘Migliore’ Guardasigilli al patto d’acciaio tra Mani “pool-ite” e Pci-Pds-Ds, la magistratura è sempre stata ‘cosa loro’. Ora che la sinistra agonizza, le toghe esercitano ancor più quella funzione suppletiva della politica ad esse peculiare fin dal congresso Anm di Trieste del ’70, dove si teorizzava che “Il significato concreto delle leggi dipende in primo luogo dalla scelta di valore fatta dall’interprete”. Mezzo secolo dopo – nihil sub sole novi – il Paese resta più che mai ostaggio di questa irriformabile “Ultracasta”.

  5. Quello che è sorprendente è il silenzio complice di certi giornali e telegiornali. Quando si tratta di sputtanare Salvini la minima cosa come il caso Siri viene sbattuta in prima pagine. Ora che lo scandalo riguardo un organo importante del funzionamento del potere comunisti in questo paese si minimizza, si gira la testa dall’altra parte, si scrive poche righe, magari in ultima pagina.

  6. Intanto, nel Mediterraneo, la farsa si ripete. Per l’ennesima volta. Ma, adesso, e se non ora quando, di quel fare vela verso Lampedusa, e la procura di Agrigento, della Sea Watch, quasi ad irrobustire ancor di più il filo ideologico che sembra legarle, quel CSM poco istituzionale o molto traffichino, dovrà dire, mettendo un punto fermissimo, se ciò è o non è un atto di pirateria destabilizzante, senza se e senza ma. Mattarella, il palermitano Mattarella, insomma, non se ne può stare ancora infrattato tra le brume sinistre che l’hanno portato al Quirinale. O si dimetta.

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