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Potere, potere, potere! Quando magistrati e politici s’incontrano

Zuppa di Porro: rassegna stampa del 7 giugno 2019.

00:00 Lega e Cinquestelle ci riprovano. Il titolo del Corriere della Sera pare azzeccato.

01:40 Il Cipe blocca i giacimenti di petrolio. Assurdo!

02:52 Il caso Danimarca: bravo Rampini nota come la sinistra che vince sia quella che vuole mettere un freno all’immigrazione: lo spiegasse ai suoi colleghi di Repubblica.

04:02 Csm, è caos. I legami tra giustizia e politica (Pd) e l’intervista di Nordio. In tre parole: potere, potere, potere! Divertente il pezzo dello strillone del Movimento 5 Stelle che difende la scelta di nominare a Roma il procuratore che vorrebbe proprio quel cattivone di Palamara e di Lotti.

07:15 Titolo azzeccato, come spesso avviene, di Milano finanza sulle dichiarazioni di Draghi: scudo all’Europa.

07:47 L’ipocrisia della copertina dell’Economist.

08:48 Il gran pasticcio della Fiat: niente fusione con Renault. Tutti intervistano il ministro delle finanze francese e polemizzano con il governo italiano. Ma non è che vogliamo ancora lo Stato all’interno delle imprese?

10:40 Paolo Isotta se la prende con il grande ufficiale Rosanna Purchia.

11:27 Il caso del nigeriano ma anche dell’albanese: delinquenti a piede libero.

11:58 Le cartelle esattoriale cancellate per 32 miliardi.

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8 Commenti

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  1. Potere e corruzione, il sudario nel quale da sempre la democrazia viene avvolta e seppellita alla luce del sole. Intanto, assolvendosi senza passare dal vaglio di un’aula di tribunale, al CSM, non fanno altro che celebrare il trionfo della corruzione. E pur sembrando due speculazioni completamente agli antipodi, scivolano sulla stessa buccia antropologica calpestata da Sala quando dice di voler mettere alla stazione centrale di Milano, diventata una vera e propria enclave del crimine gestito dagli extracomunitari, ‘una targa commemorativa per celebrare i migranti arrivati negli ultimi anni a Milano’.

  2. il potere di giudicare e condannare e più forte del potere di legiferare.
    La giustizia, essendo un sentimento, non deve essere autonoma ed indipendente dal volere morale dello stato in cui opera.
    Vengono prima le leggi del legiferatore e poi il giudizio e la condanna: così funziona una democrazia, ma quando chi giudica e condanna si sostituisce al legislatore o ne limita l’efficacia, siamo in piena dittatura.
    Chi giudica e condanna si fa forte dell’interpretazione della legge che cambia con il cambiare dei tempi e sopratutto in base alla cultura morale di chi la applica, il legislatore ha l’obbligo di adeguare le leggi ai tempi che corrono e di definire l’ambito morale in cui opera per non dare adito ad interpretazioni soggettive o di interessi politici.
    Oggi un tabaccaio si è difeso sparando ad un rumeno, il magistrato vuole prima capiore la dinamica per poi decidere se indagarlo o meno.
    NO, non può funzionare così!
    Il legislatore, forte di un giudizio morale popolare, ha stabilito che “La difesa è sempre legittima”, il magistrato deve applicare il sentimento di giustizia, non le sue convinzioni ideologiche.
    Nessuna legge è eterna!

    • Purtroppo la recente riforma della legittima difesa ha cambiato di poco la sindacabilità da parte del p.m.. L’ unica novità è il rimborso delle spese legali sostenute da chi venisse poi giudicato innocente o prosciolto in fase di indagine preliminare, fase che comunque comporta sempre la nomina di un difensore.

  3. Da sinistri a sinistrati. Se si guarda alla parabola della sinistra in 3 decenni vi è da restare allibiti.
    Ma nulla di strano perché la legge della sopravvivenza è negli esseri viventi. Diciamo così.
    Dopo il crollo del comunismo è cominciata l’ epoca delle scalate………..sugli specchi. Grandi.
    Don passati in 3 fasi dal cattocomunismo al cattocomuncapitalismo. Immensi. E adesso?
    Beh….con l’ aiuto del giornalismo di servizio, del sindacato dei migranti e della giustizia a tempo…….
    Riusciranno ad espandersi anche nella galassia………e magari oltre……verso l’ infinito. Celestiali.

  4. Ci sono due interessanti interviste del Presidente Cossiga che esprime, da uomo di giustizia e dello stato che viene da una famiglia onorata e specchiata di magistrati, ciò che pensa dell’ANM -che definisce “Associazione sovversiva e di stampo mafioso”- e anche dell’attività dell’allora giovane giudice Palamara, e delle interferenze del presidente Napolitano….
    Cossiga appare molto adirato e forse esagera nelle proprie affermazioni, invitando però il giudice a denunciarlo……
    Dagli anni in cui Cossiga faceva queste affermazioni non pare sia cambiato molto nel sistema giustizia. Anzi.

    Per chi vuole ascoltare le due interviste di Cossiga a skyTg24 e alla rai sono facilmente reperibili sul web.

  5. Sul CSM e la magistratura bellissima intervista su Tempi a Piero Sansonetti , un grande giornalista, intellettualmente onesto, che dovrebbe essere un esempio per la sinistra a cui appartiene da sempre, ma purtroppo così non è. Succo dell’intervista: “Giustizia fuori controllo”.

  6. Caro Porro, ormai mi conoscerai, un rompiscatole che ti segue sempre e commenta spesso. Cerco d’essere meno prolisso del solito, ti stimo molto, ma non apprezzo il doppiopesismo, neanche se trattasi del tuo. La questione Total e del cipe per inteso, ma che razza di pressapochismo guida il tuo giudizio? Manco per accanirti sul solito Tontinelli, ma per menarlo a Giorgetti per altro. Premetto che sono pro trivellazioni anch’io, magari non ossesivamente come te, ma lo sono. Proprio in questi giorni quotidianamente citi la complessita della fusione fiat con i francesi se non sbaglio. Allora lascia stare le motivazioni di facciata, che fosse proprio la Total il problema? C’e’ la questione libica, fincantieri, vivendi, atagonismo politico in europa, la fiat, la fusione di unicredit e potrei andare avanti, e tu davvero vuoi dare un giudizio cosi superficiale e sbrigativo su TOTAL che trivellerebbe a casa nostra? Va beh, se lo dici tu… Per usare le tue stesse parole, burocrazia ed inefficenza croniche del cipe e del nostro paese a parte, forse dietro questa storia c’e’ molto di piu’

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