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Tutti dentro! In Italia viviamo in un mondo orwelliano

Zuppa di Porro: rassegna stampa dell’8 maggio 2019

00:00 Tutti dentro! Viviamo in un mondo orwelliano. Oggi praticamente tutti i giornali a senso unico: è tornata Tangentopoli, dopo gli arresti di forzisti e imprenditori a Milano.

04:15 Sull’inchiesta di Milano, il Corsera scrive dal pulpito, Il Fatto gode (solito garantismo a intermittenza) e Il Messaggero parla di metodo Milano.

08:57 L’economia italiana non tira (sai che scoperta) ma anche la Germania non va benissimo.

09:28 Siri, dimissioni a breve. Intanto Salvini annuncia riforma giustizia con la Bongiorno.

09:48 Salone del libro, grande risposta di Alessandro Giuli alle accuse di fascismo.

10:45 Fineco non è più di Unicredit, ma continua a comprare le sue obbligazioni.

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17 Commenti

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  1. Secondo me ci vuole la riforma della giustizia, una vera riforma. Dove chi accusa, non fa il giudice e viceversa. Poi una giustizia apolitica; difficile lo so, ma desve essere estranea. Poi vorrei una politica dove un pm qualsiasi non può in alcun modo intervenire ed intralciarne il percorso, dove non può fare politica. Forse ci vorrebbe nuovamente l’immunità parlamentare per il periodo del percorso politico, a meno che non sia mafioso o andraghettista o invischiato con la miafia in senso generale. Salviamoci da questa (in)giustizia, è il medioevo, dove l’inquisizione metteva al rogo i peccatori. Qui poco ci manca. Questa NON è giustizia è una caccia alle streghe.

  2. Io dico che è il momento, ormai, di rendersi conto che la gestione della cosa pubblica in stile “mafioso”, che sia entro o oltre il limite della legalità, è un problema intrinseco ad un sistema in cui la spesa pubblica, il potere pubblico, la discrezionalità degli uomini del settore pubblico, sono così grandi.

    Funziona, ovunque, in modo che tale potere attiri persone che sono disposte ad “investire” per raggiungere certe posizioni di potere pubblico, da cui poi succhiare denaro/risorse di ogni genere a spese dei contribuenti inermi, con cui remunerare l’investimento.
    Il sistema seleziona così i peggiori, quelli disposti sia ad investire di più sia a recuperare una maggiore remunerazione, per sè e per il proprio gruppo.
    Ed il perverso meccanismo parassita si rafforza sempre più.
    In tutto il mondo avanzato, in pratica.

    Niente di nuovo nè di particolarmente diverso dalla teoria della public choice di Buchanan, nota da decenni.
    Se FI non è in grado di capire che il problema è questo, ed in questo senso bisogna intervenire (cioè limitando spesa pubblica e potere discrezionale pubblico), ma preferisce lasciare campo libero a certi imbarazzanti personaggi, si merita quanto sta accadendo.
    Ed ora non ditemi: “Sì ma anche gli altri…” perchè non me ne frega nulla. Anche gli altri, certo, ma non cambia nulla.
    La “rivoluzione liberale” si fa con Buchanan, non con Caianiello.
    Ai dirigenti scegliere quale preferiscono.

    • Posso concordare. Ma mi rimane un dubbio: gli italiani una rivoluzione liberale la vorrebbero davvero ? O quantomeno, la vorrebbe la maggioranza degli italiani ? Boh !

      • Sicuramente farebbe del bene alla maggioranza degli italiani, dato che questo declino statalista ci sta condannando alla povertà, a diventare terzo mondo.
        Stiamo pure scomparendo per motivi demografici.

        Altrettanto sicuramente, serve molta informazione ed un forte progresso culturale.
        Chi conosce queste teorie di Buchanan, che per la cronaca ha vinto il Nobel con essa? Nessuno.
        Analisi della realtà che spiega perfettamente quanto succede.
        Mentre la ggggente bela di “beni comuni” e simili.

        Comunque Berlusconi un forte consenso sulla rivoluzione liberale, poi tradita, lo aveva preso, quindi una speranza reale c’è.

        • Ce ne vorrebbe un altro di Berlusconi, perché è vero che occorre un progresso culturale diffuso ma sappiamo che tutte le buone idee camminano sempre con le gambe di un leader. Berlusconi ha la sua età e le sue difficoltà, al momento non vedo chi potrebbe prenderne il posto per promuovere una rivoluzione liberale. A meno che Porro …….

          • Bravo! Tu invochi un altro puttaniere allevatore di suine olgettine (alcune delle quali piazzate nelle istituzioni a spese del contribuene come quella grandissima zoccolona dell’igienistqa dentale) frodatore fiscale, autore delle leggi ad personam per evitare la galera. E di quale progressoculturale cianci poi? del puttanismo generalizzato? dell’abuso delle minorenni da parte dei vecchi bavosi? Ma vaisuYouporn e sfogati lì e lascia perdere la politica!

          • Fai il bravo Raoul.
            Valter fa sicuramente riferimento al primo Berlusconi che diffonde messaggi liberali sacrosanti, rendendoli “popolari” e facendoli uscire dalla nicchia.
            Tutte queste altre faccende non ci interessano e sono fuori tema.
            Comunque io non penso assolutamente che Berlusconi possa servire allo scopo. Ha già ampiamente fallito su questo tema.
            Anzi, io eviterei di proporre continuamente anche i soliti Sgarbi e simili, perchè serve qualche faccia nuova.

        • Pontalti ! Pontalti ! Brutto invecchiare avendo come unica compagnia la propria bile e l’incubo di Berlusconi ! Eddai ! Abbiamo capito che Berlusconi non ti piace, ma prendersela così ! Neanche si fosse fatto pure una di famiglia !

          • Non è questione di bile, ma di coscienza. Io cominciai a “fare politica” a 14 anni con ancora i calzonicorti, militando nelle file di Avanguardi nazionale, della Giovane Italia, poi nel Fronte della Gioventù, nel Fronte universitario di azione nazionale e naturalmente nel MSI: mi imbrancai giovanissimo dunque nelle formazioni “neofasciste” alla vigilia e durante gli”anni di piombo” scontrandomi anche fisicamente (e finendo più volte all’ospedale) con gli avversari di sinistra nelle piazze e nelle scuole. Ho servito poi nelle istituzioni locali trentine sotto le insegne del MSI prima e di Alleanza nazionale poi, rifiutandomi di aderire al Partito Dei Ladri (PDL appunto) fondato dal frodatore fiscale. Ho un passato politico cristallino, non inficiato da condanne penali nonostante le innumerevoli denuncie e i diversi processi (per reati esclusivamente politici come apologia di fascismo, vilipendio della magistratura, manifestazione sediziosa, manifestazione non autorizzata, etc.). Ho militato dunque in politica per l’ideale, non per il denaro e nemmeno per la carriera (che mi sarebbe stata assicurata grazie a mio padre allora segretario particolare del Presidente della della Regione TAA e che invece mi preclusi proprio per la mia militanza “neofascista”). Per quanto sommariamente esposto comprenderai perché non posso sopportare i politicanti miliardari scesi in politia solo per salvare il proprio patrimonio accumulato grazie alla corruzione craxiana.

  3. Se Salvini pensa di riformare la giustizia in senso garantista assieme a quella masnada di sanculotti e tricoteuses dei 5s sarebbe bene che si misuri prima la temperatura perché solo la febbre a 40 e oltre può spiegare un delirio del genere. Il primo passo per una riforma seria non potrebbe che essere la separazione delle carriere tra inquirenti e giudicanti, seguito a ruota dalla punibilità per responsabilità PERSONALE dei magistrati che sbagliano per colpa grave, imperizia o dolo. Vi sembra possibile farlo coi 5s, da sempre azzerbinati ai magistrati ?

    • Concordo su quanto scritto , se ci aggiungiamo la certezza della pena sarebbe una riforma quasi perfetta che però non fa comodo e non piace a CHI amministra ( sic ) la giustizia.

  4. ….” L’informazione – si sa – nasce come servizo e diventa sul mercato per forza anche un prodotto. Anche ? ESCLUSIVAMENTE. …..si pensi che è così vera la faccenda del giornalismo esclusivamente come merce , sia pure ispirata nei modi più diversi , che spessissimo si stabiliscono prima i titoli degli articoli commissionati , tanto per dare un’idea di come la realtà venga infilata in un sacchetto . Il titolo è un BRAND pubblicitario , le notizie , quasi tutti smerciate uniformemente e conformisticamente , sono il contenuto del sacchetto . E la categoria si è perfettamente allineata all’andazzo….” – Sintesi di Pag.105/106 di ” Mio Nipote nella Giungla ” di Oliviero Beha ( Oliviero mi manchi )!

  5. Mani Pulite fu un disastro per l’Italia, a tal proposito segnalo “Così i giornalisti fecero i killer della prima Repubblica” di Piero Sansonetti su Il Dubbio. Vi prego di non partire prevenuti a causa del nome dell’autore. Qui l’articolo:

    https://ildubbio.news/ildubbio/2016/12/29/cosi-giornalisti-fecero-killer-della-repubblica/

  6. Mani pulite è servita all’avvicendamento di un sistema altamente corrotto ma funzionante con uno della medesima specie ma che non funziona; del resto il 5stelle ha raccolto i “valori ” della defunta IDV di Dipietrista memoria, cambia l’ordine dei parlamentari e il risultato non cambia.

    • Comunque, Federico, con i 5* non si va da nessuna parte, se non altro perché fanno i giustizialisti con Siri che presenta emendamenti ad personam mentre non si parla di DIMaio che presenta proposta di condono edilizio ad Ischia(per chi?). Sempre DiMaio sta coprendo tanto lavoro nero, tanti abusi edilizi personali e conto terzi e relativa evasione fiscale derivante.Nessuno gli chiede conto e tanto meno un magistrato. E mentre Di Maio e DiBattista scaricano su papà, Fico scarica su fidanzata. Questi signori(si fa per dire), insieme al loro cantore Travaglio, dimenticano che con Renzi non hanno utilizzato lo stesso metro e neanche con il patteggiante governatore dell’Emilia. Secondo me, DiMaio deve mettersi in fila con Siri e Conte deve fare le stesse considerazioni.

  7. Da garantista qual sono anche per me queste accuse al momento sono lo zero assoluto … la celeberrima giustizia ad orologeria è sempre stata utilizzata per fini secondi … come sempre grande Dott. Porro.

  8. Strano sempre vicino alle elezioni. Comunque se hanno rubato è giusto che paghino. Però che sia veramente dimostrato che sono dei corrotti

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