Zuppa di Porro: rassegna stampa del 23 ottobre 2020

Uno studio rivela: il lockdown è inutile

Condividi questo articolo



00:00 Tutto previsto, insomma arriviamo al lockdown.

02:00 Se avete un parente a cui fare un tampone e voi siete positivi, potete uscire di casa, come hanno stabilito per Federica Pellegrini.

02:50 Il ct della nazionale Roberto Mancini pubblica una vignetta spiritosa sull’allarmismo dei tg e si deve beccare il predicozzo di mezzo mondo, compresa la facile metafora del rigore di Romagnoli sulla Stampa. Pensiero unico, amici miei e chi esce è un dannato. W Mancini!

05:10 I numeri veri dei morti sotto i cinquant’anni sono l’1%, scrive Repubblica e per di più erano con patologie pregresse.

06:27 Ranieri Guerra dell’Oms contro le chiusure per evitare che ci siano le rivolte in strada.

07:30 Purtroppo non basta dare i soldi ai commercianti che chiudono…

08:27 La Azzolina e i sindaci si oppongono alla didattica a distanza per le scuole e hanno ragione.

08:53 Il sindaco leghista di Borgosesia sta denunciando chi fa le denunce false ai vicini.

09:35 Uno studio di Lancet, pubblicato oggi solo dal Daily Mail, dice che sui contagi le chiusure servono a pochissimo. Questo in Italia non si può dire sennò diventi un negazionista.

11:05 Il recovery fund slitta e Belpietro lo scrive giustamente sulla Verità.

11:37 I tassi sui Btp crollano e Visco dice che la crisi colpirà anche le banche

12:25 Ius culture demolito da Galli della Loggia dopo la decapitazione del professore francese.

13:03 Il sottosegretario alla Farnesina sui pescatori sequestrati in Libia dice che se la sono cercata. Complimenti!

13:46 Francesco De Gregori sfotte la sua donna cannone..

Ti è piaciuto questo articolo? Leggi anche


Condividi questo articolo


30 Commenti

Scrivi un commento
  1. Propongo di tagliare il 50% di stipendio ai governanti che attuano il LOCKDOWN parziale e darlo in aiuto ai commercianti più bisognosi, e togliere il100% a chi attua il totale, così capirebbero meglio

  2. Guarda caso tutti i lockdownisti sfegatati sono quelli che poi il lockdown non se lo fanno, ovvero stipendio invariato e magari vanno anche a lavoro perchè loro sono “essenziali”. Che curiosa coincidenza…

  3. Ecco l’ennesimo giornalaio laureato in economia che ha la pretesa di insegnarci come ci si comporta durante una pandemia e finge di capire la letteratura scientifica…
    Dall’altra parte abbiamo migliaia fra medici e scienziati veri che ci dicono che il lockdown è necessario, ma noi sicuramente daremo credito invece al giornalaio.

  4. E per chi mastica un po’ di statistica, il CEBM fa emergere dati molto interessanti sulla mortalità in eccesso in Inghilterra:

    https://www.cebm.net/covid-19/22268/

    Dove si vede che la maggioranza delle morti “in eccesso” (in più di quelle che si prevedono per l’anno) sono in casa, e solo il 10% è imputabile al nostro virus. Ci sono quindi molte più persone che muoiono in casa per motivi diversi.

    Passaggio chiave:

    The data suggest that mortality has shifted from hospital to home, especially for deaths not associated with COVID-19. This “displacement” may be due to the reluctance of individuals to receive treatment in hospital or of clinicians to admit non-Covid patients or a combination of these.

    I dati suggeriscono che la mortalità [in eccesso] si è spostata dall’ospedale alla casa, specialmente per le morti non associate al COVID-19. Questo “spostamento” potrebbe essere dovuto alla riluttanza delle persone a farsi trattare in ospedale, od ai clinici che non vogliono ammettere pazienti non Covid, oppure una combinazione delle due.

    Qualcuno dovrebbe fare qualcosa del genere per l’Italia.

    • @Luca
      Dott. Beltrame buonasera/notte. Ha avuto modo di leggere la lettera del Dott. Luigi Cavanna indirizzata al prof. Burioni? In caso affermativo cosa ne pensa?

      • Sono riuscito a leggere la famigerata lettera, ed anche (ahimè) la risposta di Burioni.

        Andiamo con ordine.

        Per un bel pezzo si è pensato che le clorochine avessero un effetto antivirale, perché si è osservato in vitro (ma a concentrazioni parecchio elevate). Quando si è cercato di verificarlo negli animali (macachi e criceti), si è visto che non c’è alcun effetto antivirale. Questo non vuol dire che non funzioni: forse ha funzioni immunomodulatorie (ovvero, che regolano il sistema immunitario).

        Che funzioni o no è una domanda a cui non c’è ancora risposta, checché ne dicano ambo i campi. Purtroppo, il fatto che Trump ne abbia parlato bene ha politicizzato il dibattito inutilmente.

        Da una parte, ci sono dozzine di studi “osservazionali” (ovvero, che guardano indietro, e “osservano” l’effetto di un farmaco) che sembrano essere interessanti, ma sono viziati da diversi fattori confondenti (numero di pazienti, trattamenti, ecc.).

        Dall’altra, gli studi clinici che dovevano “verificare” che funzionasse o meno sono stati fatti per la maggior parte malissimo, con numeri ridicoli di pazienti, o sbagliando completamente bersaglio: la maggior parte di questi sono stati condotti in pazienti ospedalizzati e quindi già troppo tardi per avere potenziali effetti.

        In un caso, un dosaggio errato (eccessivo, veramente criminale) ha addirittura provocato la morte di alcuni pazienti (in Brasile). Questo perché le clorochine hanno effetti sul cuore, e sebbene il dosaggio usato contro questa malattia sia assolutamente sicuro, i brasiliani, come ho scritto, esagerarono nelle dosi (di moltissimo).

        In più, c’è confusione sul come darla. I medici o l’accoppiano ad un antibiotico (azitromicina) oppure con aggiunta di supplementi di zinco.

        E poi è arrivato lo scandalo Surgisphere: un lavoro pubblicato su Lancet che diceva che aumentava enormemente il rischio di complicazioni cardiache.
        Peccato che i dati fossero tutti inventati di sana pianta, oltre ad essere stati analizzati con i piedi.

        Poi, le sperimentazioni RECOVERY e SOLIDARITY hanno fatto saltare il banco, dicendo che non c’era beneficio (riduzione della mortalità) in pazienti ospedalizzati (hanno scoperto l’acqua calda). E, purtroppo, come fatto notare in un editoriale di qualche mese fa, nessuno ha pensato che forse il dato non era esportabile ai pazienti con i primi sintomi.

        Quindi la maggior parte delle sperimentazioni sono saltate, tranne il COPCOV nei Paesi asiatici, che vuole testare l’effetto profilattico su 40.000 persone.

        Ma rimane l’amaro in bocca, perché non si vuole mettere la vera parola fine a questa storia (esattamente come con le mascherine).

        Quindi: rispetto alla lettera, io avrei proposto invece una sperimentazione clinica su larga scala (almeno 10.000 persone: l’effetto, se c’è, sarà comunque modesto) su pazienti con pochi sintomi o semplicemente esposti. I numeri in Italia ci sono per farlo: manca la volontà politica. Ma non l’avrei ancora venduta come cura certa.

        La risposta di Burioni è altrettanto discutibile. Può argomentare come gli pare sulla mancanza di efficacia, ma non sulla sicurezza. Chiaramente non ha idea di come funziona la farmacocinetica (cioè il comportamento nel tempo del farmaco) delle clorochine, visto che un mese fa è uscito uno studio che dimostra che persino le dosi apparentemente alte del RECOVERY (che era stato accusato di “avvelenare” i pazienti) sono in realtà sicure.

        Vorrei anche che il soggetto non facesse anche riferimento ai giornali “grandi” visto che lo studio fatto a Minnesota pubblicato sul New England Journal of Medicine era clamorosamente sottopotenziato (1000 persone), con obiettivi assurdi (Riduzione del 50% delle malattie! Ma con 1000 persone non ce la si fa!), aveva problemi con le diagnosi (auto-riportata), ed altro. E peraltro, non ha osservato alcun effetto tossico. Mi chiedo se l’ha letto veramente.

        Poi, sorvoliamo sul tono saccente e “lo so io”, che non mi interessa più di tanto.

        • @Luca
          Come sempre la ringrazio per la tempestività e la precisione delle sue risposte. Mi scuso per non aver messo il link da me trovato, ma sicuramente la mia “fonte” avrebbe scatenato una pletora di insulti da parte dei troll che bazzicano queste pagine 🙂

    • Credo sia il caso di dire anche che molti morti in eccesso sono nelle case di riposo (23k, tanti quanti quelli in casa), e che di essi il 65% è stato classificato come covid.
      Mi pare che anche in Italia, e soprattutto in Lombardia (dove ci sono stati la metà dei morti italiani, finora), le RSA abbiano giocato un ruolo simile.

      Circa il concetto di “eccesso” di mortalità, mi sono permesso di fare un paio di grafici, in stile FrankfurtZach, col numero di morti per ogni mese.
      Dati Istat da luglio 2019 a maggio 2020, prima Eurostat per comodità (ma immagino vengano comunque dall’Istat).
      Dal 1960: https://postimg.cc/GBwfbDvD
      Dal 1990: https://postimg.cc/KkmsMyqv

      Andrebbero rapportati alla popolazione, provvederò.
      In ogni caso nel 1950 c’erano già 50 milioni di abitanti, e nel 1990 57 circa, quindi la differenza rispetto ad oggi non è così drammatica, anche se il 20% non è irrilevante.
      In realtà la differenza maggiore, oggi, è che la popolazione è molto più vecchia.

      A me saltano all’occhio due cose:
      1) I picchi di mortalità, dovuti solitamente ad influenze e simili, presentano una discreta variabilità.
      Quindi quando dicono che “abbiamo x morti in eccesso rispetto alla media di marzo degli ultimi 5 anni”, dicono una cosa che ha senso fino ad un certo punto.
      Tra l’altro i picchi di solito sono a gennaio, non a marzo (ma ho idea che “rimedieremo” a tra pochi mesi).
      2) In passato abbiamo visto picchi importanti.
      Gennaio 2017/8/9, ad esempio, ha visto picchi niente male.
      Poi ci sarebbe la terrificante influenza di Hong Kong, dannosa quanto il covid, che nel 1968/9 ha fatto chiudere tutto il mondo, gettato nel panico.
      Ah no scusate, ho letto male.

      Sistemerò per la popolazione, magari inventandomi anche un correttivo per l’età avanzata (noterete come da una decina d’anni il numero di morti sia stabilmente più alto – chissà se c’entrano anche i 50k morti annui per infezioni ospedaliere, oltre all’età).

      • Lei parla con i numeri e i numeri non mentono mai. Personalmente la ringrazio perchè le sue informazioni basate sui numeri, mi danno una visione immediata e globale del problema e mi evitano ricerche che, visto il mio rapporto non idilliaco con il pc, a volte trovo difficoltà a reperire.

      • Non so quanta dimestichezza abbia lei, ma sul sito del CEBM c’è un programma riadattabile per creare dei grafici circolari per rappresentare la mortalità in eccesso (loro lo chiamano “Florence Nightingale”).

        • Linki pure, grazie.

          Circa la “mortalità in eccesso”, preferisco i dati grezzi per rendermi meglio conto della situazione
          Prendere come riferimento la media di marzo/aprile degli ultimi 5 anni non è minimamente sufficiente per capire quanto sia eccezionale, anomalo, quanto successo quest’anno (non è il caso di quanto suggerisce, ma è ciò di cui parlano normalmente).
          (NB: è stato anomalo, indubbiamente! Ma bisogna vedere le cose nelle corrette proporzioni).

          Circa il “florence nightingale”, trovo poco adeguato anche l’uso dei soli ultimi 5 anni come riferimento.

          • Ho trovato questo (in R, visto che lo mastico):

            https://timelyportfolio.github.io/rCharts_micropolar/nightingale/index.html

            Oppure questo, se lei conosce ggplot2:

            https://pointedanalytics.wordpress.com/2013/07/14/plotting-coxcombs-using-ggplot2/

          • D’accordo ma, con semplicemente questi dati, credo che banalmente questo possa andare bene, se le piace tale genere di rappresentazione. 🙂
            https://postimg.cc/VSXvnrfq
            Alla fine le anomalie che vediamo sono sempre le stesse 5: due mesi nel 68/69, gennaio 2017, oltre ovviamente a marzo/aprile 2020.
            Interessante anche la normale differenza tra estate ed inverno.
            Meglio non farlo vedere in giro che poi a qualcuno viene voglia di fare un lockdown tutti gli inverni.

            Ci sono altre considerazioni da fare, ma prima sarebbe meglio sistemare i dati rispetto alla popolazione residente.

    • Carissimi vi ringrazio.

      Da tempo scrivo che gli unici dati “non politicizzabili” sono quelli relativi
      alle “morti – punto”, ovvero non alle “morti per questo o per quello”, ma relative
      alla differenza indiscutibile tra vivo e morto.
      L’aspetto più ironico è che questo sano approccio lo suggerì, mesi fa, proprio il prof. Ricolfi, che ora, forse rintronato dal terrore, è il primo a trascurare.

      Già allora il professore sosteneva, in buona sostanza, che ciò che conta è la differenza tra “i morti nella settimana x degli anni passati” e “i morti nella settimana x dell’anno in corso”.
      Tutto il resto sono fandonie, fesserie, imbrogli.
      E’ vero che se si prende come riferimento il mese di Gennaio la varianza è altissima,
      come osserva il signor Davide,
      ma si può indubbiamente sostenere che ogni anno c’è un picco, più o meno alto, durante il quale la mortalità aumenta dal 10 al 20 % (restringendo il campo agli ultimi 4 anni, dati disponibili su European Mortality Monitor).
      Ricordo sommessamente che, se si avesse una variazione del 20% come 3 anni fa, i morti per influenza o Covid
      o fulmini in testa etc.etc. sarebbero in Italia pari a quasi 400 al giorno in più (e oggi invece si strilla istericamente per molto meno).

      Conosco i pericoli di una crescita esponenziale, tratto dati sperimentali da quasi 40 anni, quindi non sottovaluto il problema. Però non sopporto l’approccio idiota al problema:
      se è evidente che una misura non ha funzionato in passato, riproporla per motivi
      puramente politici, legati al consenso che ispira ogni caccia all’untore,
      mi manda in bestia.

      Ciò non significa che reputo “a prescindere” inutile porre una striscia di stoffa sulla faccia:
      i primi mesi di questo dannato periodo sono stato incaricato di sviluppare uno strumento
      per valutare l’effettivo filtraggio delle PM5 delle mascherine in circolazione (strumento
      che ha funzionato benissimo, per la cronaca, basato su laser particle counters impiegati
      nelle camere pulite), quindi conosco e rispetto l’approccio.

      Però non posso bendarmi gli occhi e fingere di non notare che in Europa, le nazioni che hanno avuto un picco di “excess mortality”,
      lo hanno avuto tutte nello stesso periodo (14ma – 15ma settimana),
      ed è durato lo stesso tempo, a prescindere da quali misure fossero state prese (e a prescindere anche da QUANDO!).

      Come non posso fingere che per un paio di mesi i centri commerciali
      (che frequento meno volentieri di un campo d’ortiche, sia inteso) e i ristoranti
      hanno visto il massimo riempimento dell’anno contemporaneamente a una stabilizzazione se non a una decrescita di casi positivi. Perchè mai chiudere proprio quelli?

      Non conosco “soluzioni alternative” (sono solo un fisco, dannazione!).
      Ma se vedo che girare attorno a un totem
      urlando bunga bunga non ha sortito effetti in passato, da scienziato devo segnalare che, assai probabilmente, non ne sortirà in futuro.

      Infine ringrazierei moltissimo il signor Beltrame se potesse tenerci aggiornati relativamente a una pubblicazione dell’articolo danese cui faceva cenno (a proposito: dissento riguardo al “biasing” nelle riviste. Mia esperienza è che proprio quelle con impact factor più elevato sono spesso anche le più politicizzate (e lo posso scrivere senza rischiare un “conflitto di interessi”:
      pubblico per lo più su riviste di strumentazione, IEEE e NIM, per intenderci, essendo uno sviluppatore di strumentazione scientifica…)).

      • Trovo comunque interessante il riferimento inglese di Beltrame, perchè con una “cura” così invasiva e dannosa, si tratta anche di capire l’effetto della stessa.
        Come ha detto Trump: la cura non deve essere peggiore del male.

        Verissimo che la dinamica di quest’anno è stata del tutto indipendente da lockdown e misure prese.

        La dinamica, alla fine, pare non essere esponenziale, ma minore.

      • Purtroppo quella striscia di stoffa sulla bocca fa un mare di danni.
        Addio elettricità elettrostatica negativa che è vitale per la cellula e che ormai si può respirare solo fuori città.
        In casa già siamo a questo livello a causa della sua armatura in ferro.

        Tutti scienziati tutti esperti e nessuno osserva la cellula come una macchina elettrica ma solo come una macchina chimica.

        !00 anni di moderna ricerca e siamo ancora a questo livelli?
        Roba da prendere a ran….ate tutti di esperti del nulla che frequentano i media.

        Mascherina, amore mio, per favore non mandarmi nel regno dei morti!

        • > Tutti scienziati tutti esperti e nessuno osserva la cellula come una macchina elettrica ma solo come una macchina chimica.

          Credo che lei abbia frainteso la natura del potenziale di membrana di una cellula.

          • Per capire se sono io quello che ha frainteso la natura del potenziale di membrana dovremmo almeno chiarire un punto fondamentale.

            Secondo lei le cariche elettriche negative presenti nella bassa atmosfera (sotto i 2000 metri) sono indispensabili alla vita degli esseri viventi o no?

  5. Notizie varie dal mondo farmaceutico:

    Roche ha fatto un accordo grosso (350 milioni di dollari) con Acta, una ditta che sta studiando un antivirale orale (sarebbe una bella cosa) “riadattato” dalle proprie sperimentazioni (fase 2, quindi già si sa che è sicuro) per l’epatite C. Funziona come il remedisivir: un “pezzo malformato” di proposito che entra nella catena di montaggio della replicazione del virus, distruggendola.

    In vitro, questo inibitore si è dimostrato particolarmente forte e non particolarmente tossico. Ovviamente, va provato che sia lo stesso nell’uomo (quante volte nella mia carriera ho visto farmaci super promettenti poi schiantarsi con la realtà…), e per questo Acta sta facendo una sperimentazione in fase 2 in giro per gli Stati Uniti (leggo solo 100 persone… non saranno un po’ poche per vedere se c’è un minimo di efficacia?).

    Incrociamo le dita. Queste, e le sperimentazioni con le cosiddette “piccole molecole” sono le migliori per i pazienti con pochi sintomi, perché sono quasi tutte terapie orali. Gli anticorpi monoclonali, per quanto molto promettenti, richiedono o un’iniezione sottocutanea od un’infusione per endovena.

  6. Leggo che a Napoli si stanno innervosendo.
    D’altronde un presidente di consiglio regionale che si crede in diritto di imporre un lockdown generale è una cosa totalmente fuori da qualsiasi concezione del nostro ordinamento.
    In effetti, non vedo perchè non arrestare gli amministratori pubblici che compiono questi atti eversivi.

    • A forza di tirare la corda, questa prima o poi si rompe.
      Io credo che la maggioranza degli italiani non sia granché preoccupata dalla perdita di libertà per noi irrinunciabili, ma lo sia molto per la mancanza della pagnotta.
      Checché ne dicano i chiusuristi con il deretano al caldo, inclusi i virologi, gli opinionisti dei miei stivali e i giornalisti servi, della potenza di fuoco di Mr Pochette molte persone non hanno visto una lira e temono succeda nuovamente in caso di un secondo lockdown, ma sembra che i covidioti non riescano proprio a capirlo.

      • Pagnotta e libertà vanno anche assieme, in realtà.
        Comunque sì: già si stimava un -10% circa per quest’anno di pil.
        Un altro giro (altro -10%?) potrebbe avere effetti realmente insostenibili.

    • Fresco fresco. Non è vero che Mattarella dorme…
      https://osservatorioglobalizzazione.it/osservatorio/mattarella-consiglio-superiore-difesa/

    • Si e sono stati in migliaia tra ristoratori, imprenditori, semplici cittadini, studenti, padri di famiglia e famiglie a scendere in strada, nelle piazze a manifestare PACIFICAMENTE contro le castrolerie di de luca e di conte e compagnia cantante (come si può vedere in questo video. https://youtu.be/dDQJvVpH3nw ) e, purtroppo, per pochi teppisti infiltratisi nei vari cortei, lo streaming parla di manifestazione violenta.
      Che IPOCRITI BUGIARDI

      Dottor Porro, ricordi LEI ai suoi colleghi quali sono i doveri di un VERO giornalista nel riportare un fatto sui giornali/siti/Tv/radio…, perché mi sa che sono troppi quelli che, tra i colleghi giornalisti, dimenticano i principi base di una BUONA, VERA e ONESTA informazione

  7. Prevista chiusura alle 18? Spero sia solo una provocazione idiota, anzi di più. Vorrà.dire che non solo uscirò alle 18 ma pure SENZA MASCHERINA!!!! Anche la pazienza ha UN LIMITE!!!!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *