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4 bugie sul reddito di cittadinanza

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Contestare il reddito di cittadinanza (Rdc) per il fatto che taluni delinquenti lo prendano è un errore. Tutti i programmi di spesa pubblica hanno effetti controversi ed errori di attribuzione. Soprattutto se si spendono ingenti risorse: un italiano ogni venti ha portato a casa poco più di tremila euro, ma ancora non è chiaro chi esattamente li abbia pagati. In questo caso ciò che è detestabile è la messe di frottole raccontata al momento dell’ideazione del programma e sulle quali oggi si sorvola o peggio si insiste. Vediamo le quattro più clamorose.

1. Con il Rdc il governo ha abolito la povertà. Qualcuno potrebbe obiettare che questa improvvida dichiarazione oggi non la riproporrebbe nessuno. Eppure il 28 settembre di due amni fa, Luigi Di Maio non aveva dubbi, il suo governo, allora gialloverde, aveva abolito, per decreto, i poveri. Ovviamente non è andata così. Il presidente del consiglio Conte, sempre più simile ad un motore di ricerca internet al quale basta fare una domanda per ottenere una risposta a noi più gradita, ebbene nella sua ultima conferenza stampa di fine anno disse che il reddito aveva ridotto i poveri del 60 per cento. Aveva copiato, follia delle indicizzazioni dei motori di ricerca, le dichiarazioni del suo uomo all’Inps, Pasquale Tridico.

Solo che quest’ultimo non aveva capito cosa dicevano i suoi uffici, e cioè che la platea dei potenziali percettori del reddito di cittadinanza equivaleva al 60 per cento di coloro che venivano ritenuti poveri. Si tratta di un potenziale non di una realtà. Questa, sempre secondo il centro studi dell’Inps, dice che il Rdc raggiunge il 14 per cento dei poveri relativi in Italia, secondo le misure dell’ocse. Per di più metà dei percettori del reddito, per vari motivi tra i quali il fatto di possedere una casa di proprietà, non dovrebbero riceverlo. Ecco la prima grande bugia. L’Rdc non ha ridotto significativamente la povertà, qualcosa ha fatto: d’altronde ha preso dieci miliardi dalle tasche di 60 milioni italiani e le ha messe in quelle di tre. Ha distribuito i quattrini in modo confuso e senza necessariamente farlo arrivare a chi meno ha. Semplificando ha tolto a tutti per dare poco più di tremila euro ad alcuni.

2. Durante la fase di votazione del provvedimento, abbiamo sentito i proponenti affermare di continuo che non si sarebbe trattato di un sussidio per «stare seduti sul divano». È precisamente ciò che è avvenuto. Qualcuno si ricorda le ridicole battaglie sulle tre offerte di lavoro che se si fossero ricevute e declinate avrebbero comportato la decadenza dal beneficio? Era ovvio che non si sarebbero mai presentate, visto che le zone dove maggiore è il ricorso al reddito sono anche quelle in cui minore è l’offerta di lavoro. Lo capiva anche un bambino, ma non quelli che raccontavano la favola della nuova occupazione. Praticamente tutti coloro che hanno preso il sussidio stanno sul divano e anzi sono disincentivati a lasciarlo autonomamente.

3. Terza bugia, legata a quella precedente. Il rinnovo dei centri del lavoro e l’introduzione dei navigator avrebbero fatto il miracolo. Che fine ha fatto il miliardo destinato ai centri per l’impiego? E dove sono i navigator? Era ovvio che l’unico lavoro lo avrebbero trovato per se stessi. Il rapporto di nuovi lavori trovati sul totale degli assistiti è del tutto identico alle percentuali rasoterra preriforma. E quella balla del supersoftware made in Mississippi, che avrebbe dovuto introdurre una salvifica intelligenza artificiale per incrociare domanda e offerta? Scomparso, nonostante i 140 mila euro di rimborsi, comprese business class, che si è autoattribuito il suo inventore e neo capo dell’agenzia per il lavoro, Mimmo Parisi. Persino un intellettuale molto indulgente con la misura, e cioè il professor De Masi, è impietoso con Parisi e con il governo che su questa storia del software è del tutto inadempiente.

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Vitantonio
Vitantonio
18 Ottobre 2020 12:49

Sul reddito di cittadinanza regalato a tanti italiani che nella loro vita non hanno mai cercato un lavoro in vita loro sono contrario mentre va dato a chi ha perso il lavoro.
Inoltre non riesco a capire perché non li fanno lavorare in lavori utili come ad esempio:in servizi alla persona a casa (anziani lasciati soli o persone che hanno bisogno di un lavoratore domestico per assistere un disabile) una parte lo da lo stato mentre i contributi li paga il contribuente così faccendo si risparmia una cifra considerevole di bonus rilasciati dal l inps e nello stesso tempo avremo più occupati.e avranno un motivo in più per dire che il reddito di cittadinanza e servito a un qualcosa utile per la società.

Angelo59
Angelo59
6 Ottobre 2020 9:37

Il R. D. C. serve per togliere dal mercato una marea di poveri diavoli che senza di esso sarebbero costretti a lavorare in nero sottopagati e senza nessun diritto. Non è vero che lavoro non ce n’è. Neanche al sud.
Proprio al sud tanti piccoli imprenditori tengono due dipendenti in regola e otto in nero. Nessuno controlla. Guai a farlo se no poveri diavoli non c’è la farebbero a pagare tasse e contributi. Io vedo solo che dichiarano quanto un operaio e si arricchiscono. Sono questi signori e i loro sostenitori politici e di informazione che si lamentano perché non si trova più un disgraziato che si lasci sfruttare e piuttosto aspetta in poltrona che gli si offra un lavoro dignitoso e messo in regola.

Giuliano Carlo
Giuliano Carlo
5 Ottobre 2020 23:04

Caro Porro, dimostri di essere se sempre più un democristiano, cioè uno che galleggia alla Casini. Questa sera 05/10/2020 a quarta repubblica dovevi insistere e pretendere dalla Malpezzi una risposta sulle cartelle esattoriali, su domanda di Capezzone, se saranno bloccate o se partiranno il 15 ottobre. Invece hai lasciato cadere e come il solito non stai nè di qua nè di là. Mi piaci sempre meno.

Pigi
Pigi
5 Ottobre 2020 9:02

Un sostegno ai fasce più deboli della cittadinanza esiste in ogni paese europeo occidentale, tranne la Grecia.
Si potrà discutere come migliorarlo, ma il principio è largamente condiviso nei paesi avanzati.
Andare contro questo principio rischia di far risorgere i consensi per il M5s, magari per la versione Di Battista, che potrebbe far riscoprire le origini di un movimento insozzato dai mercenari parlamentari.
Salvini, da politico capace, infatti si guarda bene dal tornare su suoi passi.
Bravo.

giovanni55
giovanni55
3 Ottobre 2020 19:32

Magistrale esempio di articolo giornalistico.
Le affermazioni del Dott. Porro sono di incontrovertibile forza, ma gli imbecilli al governo non possono prenderne atto a pena di perdere la poltrona che non rivedrebbero mai più.

Vittorio
Vittorio
3 Ottobre 2020 19:10

A proposito di quelli che si sono sempre stracciati le vesti per gli sprechi e le opere pubbliche strumentu de lo dimoniu… Il mose pare che funzioni…i navigator no

Kim
Kim
3 Ottobre 2020 18:27

Grazi al reddito di cittadinanza molti porci padroni sfruttatori hanno difficoltà a reperire manovalanza a bassissimo costo condannata al precariato a vita e sono costretti ad assumere e alzare i salari. L’assegno va aumentato ed ampliata la platea. Quando il mercato sarà costretto a pagare oltre il minimo del rdc chi ne beneficia accetterà di lavorare e tutti i lavoratori indirettamente ne beneficeranno. Lo strumento va finanziato con patrimoniale sulle seconde case e revisione degli estimi catastali per tutti gli immobili.

rosario nicoletti
rosario nicoletti
3 Ottobre 2020 16:30

Qualsiasi persona in buona fede dotata di una “media” intelligenza capiva che il “reddito di cittadinanza” gabellato per trampolino al lavoro era una solenne idiozia. Distribuire dei soldi a pioggia ai veri poveri, può avere ragione d’essere in particolari momenti. Purtroppo questo provvedimento è stato ideato e portato avanti da persone del tutto incapaci di ragionare.