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8 marzo: le bugie all’origine della festa della donna - Seconda parte

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La donna aveva un cordone ombelicale invisibile e sempiterno verso la sua famiglia, oggi è solo un’imitazione riuscita male, isterica, dell’uomo. Terrorizzata dal passare del tempo ha paura di diventare “ieratica” e si nasconde dietro labbra a canotto e zigomi a barcone: avvelenando ogni tipo di saggezza che le sarebbe connaturata. La donna di oggi disinibita ed esibizionista, oggetto di mercato è utile solo a diventare capolista con le quote rosa. Occupando una poltrona solo perché femmina, ha ucciso l’orgoglio che viene dal merito. Facendosi chiamare “ministra”, “direttora”, “presidenta” e “medica” ha ucciso pure l’italiano.

La donna che sa chi è non festeggia l’8 marzo, anzi tifa per abolirlo lasciando le mimose sugli alberi. Perché la donna ad immagine e somiglianza di quella emancipata dal cattolicesimo è colonna portante, equilibrio tra desideri, società  e famiglia. Ha un valore suo proprio, che oggi ha mortificato nel suo essere un maschio castrato. Donna viene da ‘domina’, signora e da ‘domus’, casa. C’è qualcosa di barbarico, violento, vigliacco e demente in chi è felice che la donna abbia perso la sua signoria. L’8 marzo delle mimose e della fasulla storia dell’incendio festeggiatelo voi, femminucce e non donne!

Lorenza Formicola, 8 marzo 2021

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Thomas Braga
Thomas Braga
2 Aprile 2021 0:17

Mi limito a complimentarmi con la giornalista. In pochi articoli ho potuto leggere nero su bianco i miei pensieri. Questo bellissimo artico è uno di questi.

A.L.
A.L.
12 Marzo 2021 18:02

Bravissima Lorenza Formicola per questo ottimo articolo controcorrente per più di un motivo. Secondo me (sono una signora A.L. e non un signor A.L. ) le donne non sono migliori degli uomini così come gli uomini non sono migliori delle donne. Ripetere, specie quando si è alle prese con bambini/e e ragazzi/e, questo nuovo pre-giudizio (“Le donne sono migliori! Sono più forti! Più intelligenti!”) non fa che caricare gli uni di frustrazione e/o rabbia, le altre di ansie per le eccessive (nuove) aspettative della società. Se nei secoli passati una donna aveva il pieno diritto –anche se purtroppo spesso non riconosciutole- di essere forte benché la vulgata la chiamasse esponente di un “sesso debole”, così oggi una donna ha il diritto di essere fragile, o insomma di avere il carattere che ha, anche se piace -o fa comodo- attendersi da lei che sia fortissima o capace di fare con bravura cento cose contemporaneamente. Analogamente, gli uomini non sono tutti “mascalzoni” o peggio. Vi sono uomini vittime di donne: per esempio distrutti da ex mogli le quali senz’altri motivi che l’astio impediscono loro di vedere i figli. Al tempo stesso (purtroppo l’articolo, pur eccellente, non lo dice) per le donne nel nostro Occidente non sono certo tutte rose e fiori, proprio no: molte donne sono violentate o picchiate o molestate (senz’altro… Leggi il resto »

Francesco P.
Francesco P.
12 Marzo 2021 9:58

“Perché la donna ad immagine e somiglianza di quella emancipata dal cattolicesimo è colonna portante, equilibrio tra desideri, società e famiglia”…

Mi stupisce leggere un articolo del genere nel 2021 e leggere che è stato pure scritto da una donna.
Inviterei l’autrice ad effettuare una ricerca storica e bibliografica accurata e veritiera, oltre che a comprendere che il significato di femminismo è legato alla necessità di parità di genere (e conseguentemente diritti), e non ad individuare un “maschio castrato” presumibilmente passivo aggressivo. Le donne possono essere madri di donne, ma anche di uomini, e anch’essi non possono che trarre beneficio da una parità di genere che non imprigiona il soggetto in ruoli precostruiti individuati da cultura/società/religione.
Si chiama libertà.
Emancipazione femminile e cattolicesimo non credo nemmeno possano essere inseriti nella stessa frase tra l’altro.

Inoltre mi chiedo, in questo articolo anacronistico in cui le donne hanno senso solo in quanto incuneate in un ruolo materno e famigliare… Cosa vogliamo dire ad una donna che non può avere figli o che addirittura decide di non averne? Che non ha un ruolo nella società?? Vergogna.

In un periodo storico così complesso sarebbe più utile cercare verità, apertura ed inclusività , piuttosto che separazione e odio.

Francesco
Francesco
12 Marzo 2021 9:56

“Perché la donna ad immagine e somiglianza di quella emancipata dal cattolicesimo è colonna portante, equilibrio tra desideri, società e famiglia”… Mi stupisce leggere un articolo del genere nel 2021 e leggere che è stato pure scritto da una donna. Inviterei l’autrice ad effettuare una ricerca storica e bibliografica accurata e veritiera, oltre che a comprendere che il significato di femminismo è legato alla necessità di parità di genere (e conseguentemente diritti), e non ad individuare un “maschio castrato” presumibilmente passivo aggressivo. Le donne possono essere madri di donne, ma anche di uomini, e anch’essi non possono che trarre beneficio da una parità di genere che non imprigiona il soggetto in ruoli precostruiti individuati da cultura/società/religione. Si chiama libertà. Emancipazione femminile e cattolicesimo non credo nemmeno possano essere inseriti nella stessa frase tra l’altro. Inoltre mi chiedo, in questo articolo anacronistico in cui le donne hanno senso solo in quanto incuneate in un ruolo materno e famigliare… Cosa vogliamo dire ad una donna che non può avere figli o che addirittura decide di non averne? Che non ha un ruolo nella società?? Vergogna. In un periodo storico così complesso sarebbe più utile cercare verità, apertura ed inclusività, piuttosto che separazione e odio. Soprattutto per chi si dovrebbe occupare di informazione. E’ un peccato prestarsi ad un tipo di giornalismo che… Leggi il resto »

Agostine
Agostine
10 Marzo 2021 21:23

Non concordo. Per me l’otto Marzo non e’ una festa farlocca e velleitaria. Forse divenuta troppo internazionalmente globale e non collegata con le donne di base. Quindi ha perso di quella freschezza e romanticismo che usava, anni fa’, per un solo giorno l’anno, farci sorridere e sperare con le prime primule di primavera e fiori di pesco. No, ogni anno si deve commemorare e celebrare quello che le suffraggette hanno fatto un secolo fa’ per ottenere il voto a suffragio. Sono anche morte di fame nelle prigioni per noi. Cossicche’ potessimo avere una voce come donne. I nostri figli/e devono pur saperlo, non trovate?

Tucci Maria Rosaria
Tucci Maria Rosaria
10 Marzo 2021 9:34

Vorrei sapere la verità
Con tutto quello che si scrive e che viene diffuso sui social e dalla TV.. (spesso contrastanti)
Non si capisce più nulla
Siamo confusi e finiremo x non credere più neppure alla verità

Silvanop
Silvanop
10 Marzo 2021 8:39

Assolutamente d’accordo. Condivido. Le donne vanno rispettate, sempre.

Ferretti Patrizia
Ferretti Patrizia
10 Marzo 2021 8:36

Brava, sono totalmente d’accordo